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Prism, affare anche italiano

Alessandro R.
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Negli Stati Uniti non si placano le polemiche riguardo a Prism, il programma segreto voluto e avvallato dall'amministrazione Obama e le agenzia per la sicurezza nazionale, che, ormai è certo, tiene traccia delle comunicazioni effettuate tramite telefono o piattaforme web. In Italia se ne è parlato meno, un po' come se si trattasse di roba che non ci riguarda. Sbagliando...

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Non sono cose americane

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non sono (solo) gli americani gli osservati da Prism. Una fonte anonima nel tentativo di limitare i danni ha fatto sapere che le comunicazioni controllate e registrate dal governo americano sarebbero invece quelle dei cittadini stranieri residenti negli USA o che si servono di servizi web americani. Ogni utente di Skype, Google, Yahoo, Facebook, Hotmail e compagnia bella potrebbe avere ormai un file a suo nome (utente) dove sono salvati tutti i dati (ora, durata, interlocutore, ecc.) riguardanti ogni comunicazione effettuata tramite queste compagnie.

Le telefonate sono la punta dell'iceberg

Tutte queste compagnie si sono affrettate a smentire il loro coinvolgimento, ma le slide pubblicate dal Guardian parlano chiaro: un agente della National Security Agency (NSA) ha accesso diretto tramite backdoor ai metadati di email, chat video e audio, comunicazioni VoIP, notifiche di accesso, telefonate e in generale ogni tipo di attività dell'utente svolta sulle maggiori piattaforme di comunicazione web degli USA.

In Italia alla privacy non va meglio

Non bastasse NSA americana, riporta Zeus News, a mettere in pericolo la privacy degli utenti italiani ci sarebbe anche un decreto del presidente del Consiglio dei ministri datato gennaio 24 gennaio 2013 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 marzo scorso. Il decreto obbligherebbe ogni operatore di comunicazione, inclusi i provider internet, a garantire all'autorità l'accesso alle proprie banche dati (con nome di utenti, log delle connessioni comprensive di tipo, data e durata) per fini di sicurezza nazionale senza che sia necessaria l'autorizzazione di un giudice.

Complottisti o no, il Grande Fratello è già qui e sarà meglio tenerne conto.

(Immagine: Tom Murphy@Wikimedia Commons,Wikimedia Commons)

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