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5 idee che Google ha copiato da qualcun altro

Non è una novità, da sempre l'evoluzione tecnologica va avanti grazie a idee già esistenti, riprese e migliorate. In questi casi è classico usare come esempio il sempre caro Steve Jobs, ma la lista è lunga. Google non fa eccezione e per migliorare sempre più questo sistema operativo, i suoi sviluppatori si sono ispirati a società concorrenti, amiche o aziende che oggi sono cadute nel dimenticatoio.

Abbiamo selezionato cinque funzioni attualmente sfruttate e sfruttabili su Android, che sono però state concepite altrove. Sempre ricordando l'adagio di Lavoisier: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.

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Per migliorare Android, Google preleva anche dalle compagnie alleate / © ANDROIDPIT

1. Sbloccare lo schermo con il Knock On

Il Knock On è un sistema che permette attivazione e sblocco dello schermo dello smartphone semplicemente toccando il display in determinati punti prestabiliti dall'utente. Il procedimento è più veloce rispetto ad altri sistemi di sblocco e permette di lasciare il dispositivo sul tavolo senza doverlo necessariamente afferrare. L'idea è nata nei laboratori della LG al momento del lancio dell'LG G2, top di gamma della casa coreana nel 2013 oggi arrivato alla quarta generazione.

Google evidentemente ha apprezzato e, in questo caso, preso spunto da una società amica, dato che LG ha puntato su Android ormai da molto tempo. Con l'avvento di Android 4.4 Kitkat Google ha approfittato per presentare la stessa funzione ed oggi, molti smartphone e tablet Android possono essere attivati o disattivati con dei tocchi ben mirati.

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Il Knock On è disponibile al meglio delle sue possibilità sul nuovo LG G4  / © ANDROIDPIT

2. Attivare lo schermo con la voce

Anche in questo caso Google ha prelevato qualcosa da chi si è prestato volentieri: nel 2013 Motorola presentò il Moto X, smartphone sviluppato in collaborazione proprio con la società di Larry Page. Tra le novità più interessanti questo smartphone offriva una soluzione per cui, al pronunciare la frase: “Ok, Google”, il display si sbloccava chiedendoci cosa volessimo dalla vita. Qualche mese dopo anche il Nexus 5 montava la stessa tecnologia.

Appena introdotta sulla linea Nexus questa funzione non era ottimizzata al meglio, ma Google sta puntando sempre di più sui comandi vocali. In un discorso che coinvolge anche Android, ma molto più globale, a Mountain View l'obiettivo dichiarato è quello di sviluppare una tecnologia simile a Siri di Apple. Al momento a Cupertino sono decisamente molto più avanti dato che Siri risponde anche ad unìeventulae supercazzola (se vi sfugge il riferimento, cercare SUBITO su Youtube: supercazzola amici miei).

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Il Moto X, parente stretto del Nexus,  punta molto sui comandi vocali. / © ANDROIDPIT

3. Eliminare lo slot per le schede microSD

A proposito di Apple. Una fessura all'interno del corpo macchina avrebbe potuto rovinare il design dell'iPhone, o addirittura, orrore, ai lati del dispositivo. Per questa ragione si è deciso di sopprimere l'alloggiamento per le schede microSD e quindi la possibilità di espandere la memoria. Google ha seguito questo trend e neanche i dispositivi Android dispongono del classico slot per memorie esterne.

Non proprio un'idea azzeccata questa, molto criticata dagli utenti Apple come Google, l'impossibilità di salvare dati su supporto esterno è senz'altro un limite tanto che alcune case produttrici non hanno rinunciato a questa specifica. Curiosamente Samsung è andata controcorrente: il nuovo S6 è disponibile con diverse capacità di memoria, ma senza alloggiamento microSD. 

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Il nuovo Samsung Galaxy S6 Edge non dispone di alloggiamenti microSD ma di un bel design! / © ANDROIDPIT

4. Implementare il lettore d'impronte digitali

Alzi la mano chi si ricorda della Sagem. Società francese impegnata nel campo dell'elettronica sin dagli anni '20 (Nei primi 2000 ricordo chiaramente un telefonino blu e grigio con antenna esterna e quasi quadrato). Oggi Sagem ha cambiato nome ma, già nell'anno 2000, il modello MC 959 ID usciva sul mercato con un lettore per le impronte digitali incorporato. Dico, 15 anni fa. Non ci è dato sapere se Google abbia pensato proprio alla casa francese quando ha deciso di dotare Android M di questa tecnologia come parte integrante del sistema operativo.

In tempi più recenti, il riconoscimento tramite impronte digitali può essere trovato sull'iPhone 6 e sul Samsung Galaxy S6, per citare le versioni migliori e più recenti. Con tale tecnologia già disponibile nel sistema operativo, gli sviluppatori di app potranno sbizzarrirsi a trovare gli utilizzi più disparati di questa funzione. Dalla sicurezza al gioco, sarà una specifica che si diffonderà rapidamente. Forse.

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Samsung è stato tra i primi brand con sistema operativo Android ad implementare un lettore d'impronte! / © ANDROIDPIT

5. Gestire al meglio i permessi delle app

Punto controverso. Android M permetterà all'utente di selezionare i permessi uno ad uno, ogni volta che l'installazione di una app lo richiederà. Attualmente bisogna invece accettarle tutte in blocco, una scocciatura dato che non tutti desiderano che app come Facebook abbiano accesso a posizione, fotocamera e compagnia cantante. 

In questo caso, Google ha copiato da tutti quei programmatori che normalmente la stessa società ostacola, dato che propongono espansioni che permettono proprio la singola selezione dei permessi sulle attuali versioni di Android. È evidente che il controllo dei permessi e la possibilità di accedere ai dati utilizzati dalle app installate sono funzioni che gli utenti Android attendono ormai da anni.

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 Con Android M sarà possibile gestire i permessi delle app / © ANDROIDPIT

Ovviamente l'elenco non finisce qui, siete a conoscenza di altri scopiazzamenti più o meno lampanti? Fatecelo sapere!

Originariamente di Santiago Luque su AndroidPIT.es

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