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L'AI è in grado di falsificare le impronte digitali ingannando gli scanner biometrici

L'AI è in grado di falsificare le impronte digitali ingannando gli scanner biometrici

I ricercatori di Artificial Intelligence hanno utilizzato una rete neurale per creare finte impronte digitali che potrebbero essere lo strumento dei sogni di un hacker. La ricerca, pubblicata alla fine del mese di ottobre, spiega come vengono generate delle stampe in grado di replicare più di una su cinque impronte digitali reali in un sistema di identificazione biometrica.

Cinque ricercatori, guidati da Philip Bontrager della scuola di ingegneria della New York University, hanno sviluppato quello che hanno chiamato "DeepMasterPrints". Il Guardian ha riferito che la ricerca è stata presentata ad una conferenza sulla biometria a Los Angeles. 

La ricerca suggerisce che questa tecnica potrebbe portare alla creazione di impronte digitali false che potrebbero essere utilizzate a fini illeciti. Infatti, se uno strumento del genere ispirato a DeepMasterPrints dovesse finire nelle mani sbagliate, potrebbe creare diverse impronte digitali corrispondenti a qualunque account di un utente ignaro. In pratica, se un hacker dovesse penetrare in un sistema di account accessibili tramite impronta digitale, avrebbe una buona possibilità di impossessarsi di alcuni di essi.

ai fingerprint generated
Un esempio di come l'AI sfrutta le vere impronte (sinistra) per crearne di nuove (destra). / © New York University

La chiave della ricerca è il fatto che molti scanner biometrici leggono solo una parte dell'impronta e alcune porzioni della punta delle dita hanno molte cose in comune con tantissime altre. Così, quando i ricercatori hanno creato nuove stampe inserendo una serie di impronte digitali reali nel database, l'AI ha utilizzato alcune porzioni di esse per crearne altre che tendono ad avere dei punti in comune.

Il rapporto spiega anche che al momento è improbabile che qualcuno possa usare una tecnica del genere per penetrare nello smartphone di un altro utente. "Una configurazione simile probabilmente non otterrebbe la stessa percentuale di successo su uno smartphone a meno che non venga ottimizzata per tale scopo, il che richiederebbe moltissimo lavoro di decodifica", ha riferito Bontrager.

Infine, Bontrager ha dichiarato che lo scopo di questa ricerca è quello di ispirare le aziende ad intensificare gli sforzi in materia di sicurezza. "Al giorno d'oggi è impossibile riuscire a verificare se un dato biometrico proviene da una persona reale", ha aggiunto lo scienziato.

Pensavate di essere al sicuro utilizzando la vostra impronta digitale?

Via: Gizmodo Fonte: The Guardian

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