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Apple Vs Samsung, da domani il verdetto

Il processo che vede contrapposte Samsung e Apple è vicino alla fine e le due parti hanno fatto l'ultimo tentativo per convincere i giurati con le proprie arringhe conclusive. Mentre Apple ha puntato tutto su testimonianze e documenti riservati per provare la presunta volontà di Samsung di copiare, l'arringa del legale del colosso sudcoreano ha respinto le accuse mettendo in discussione tutto l'impianto accusatorio.

Difesa di brevetti o voglia di monopolio?

Quello che Apple sta cercando di fare – ha sostenuto il legale di Samsung, Charles Verhoeven – è instaurare un monopolio tecnologico in netto contrasto con la ricchezza di creatività e la contaminazione di idee che negli anni passati ha reso la Silicon Valley un mito economico e tecnologico. Ancora peggio, Apple vorrebbe sbarazzarsi dei concorrenti, non sul mercato, producendo dispositivi migliori, ma nei tribunali, chiedendo risarcimenti miliardari alle aziende che rischiano di sottrarre clienti alla Mela Morsicata. 

“Rather than competing in the marketplace, Apple is seeking a competitive edge in the courtroom. (Apple thinks) it’s entitled to having a monopoly on a rounded rectangle with a large screen. It’s amazing really.”

Dopo aver indicato i motivi della causa promossa da Apple, Verhoeven è sceso nei dettagli delle accuse mosse. Davanti ai giurati il legale ha sostenuto che quello che Apple sta cercando di ottenere è che ogni dispositivo che non sia completamente diverso da iPhone o iPad, sia considerato una copia di questi ultimi. Mentre il fatto che alcuni device abbiano in comune una forma rettangolare arrotondata e un touchscreen non li renderebbe uguali, ma avrebbe a che fare con la naturale evoluzione dei prodotti tecnologici, esattamente come non è possibile sostenere che tutti gli smartphone con tastiera QWERTY siano stati copiati dai Blackberry.

Anche l'accusa di aver copiato il design del software è stata respinta, tra l'altro sulla base delle testimonianza di Susan Kare, testimone chiave di Apple che ha ammesso che solo due delle icone di iOS e Samsung potevano essere considerate simili.

Confondere un iPhone con un Galaxy S?

Se Apple nella sua arringa aveva presentato diverse immagini che mostravano la differenza tra gli smartphone di Samsung prima e dopo l'uscita dell'iPhone, il legale del colosso sudcoreano ha fatto notare come si dovesse fare più attenzione proprio alla tempistica. Il design del Galaxy Tab, lo provano alcuni documenti interni di Samsung, era stato progettato prima di quello dell'iPad e lo stesso vale per gli smartphone, soprattutto se si considerano i tempi necessari a progettazione e commercializzazione.

La questione più importante, quella su cui si basa tutto il processo, e soprattutto il risarcimento miliardario, è comunque una: è possibile che un dispositivo Apple e uno Samsung siano così simili che gli utenti li abbiano confusi e abbiano acquistato un Galaxy S2 pensando che fosse un iPhone?

Questa notte la giuria inizierà a discutere per prendere una decisione. Da domani alcuni dispositivi di Samsung potrebbero essere tolti dal mercato e la casa sudcorana potrebbe dover pagare 2,5 miliardi di dollari a Apple. Oppure tutto il processo potrebbe rivelarsi un'enorme bolla di sapone e, almeno per qualche tempo, potremmo non sentire più parlare di dispositivi "rettangolari con angoli arrotondati". Ancora poche ore, o forse qualche giorno, e lo sapremo.

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