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Come fanno a guadagnare le app gratuite?

Il Play Store è pieno zeppo di app gratuite. Molte di queste sono valide, altre semplice spazzatura ma capita anche di trovarne qualcuna decisamente superiore alla concorrenza a pagamento. Andiamo tutti alla ricerca di app gratuite per poter giocare o sfruttare diverse tipologie di funzioni senza dover spendere un centesimo.

Ma vi siete mai chiesti come fanno queste app a generare profitto? Esistono app realmente gratuite? Prima di rispondere a queste domande, vediamo cosa si nasconde dietro il termine che più di ogni altro viene utilizzato in modo improprio: “FREE”.

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Esistono davvero delle applicazioni gratuite al 100%? / © ANDROIDPIT

Diverse tipologie di app gratuite

Scaricare un’app dal Play Store o market alternativi senza spendere un centesimo non vuol dire necessariamente che quell’app sia gratuita. Come vedremo più avanti ora come non mai è infatti preferibile un profitto generato da app apparentemente gratuite e che poi chiedono acquisti ulteriori al loro interno.

Sembra strano, ma le app per così dire “gratuite” risultano nella stragrande maggioranza dei casi più remunerative di quelle a pagamento, ovvero di quelle app per le quali occorre pagare per poter avviare il download. Vedere un numerino seguito dal simbolo degli euro, sebbene inizi con zero virgola, sembra terrorizzare gli utenti Android. Un effetto accompagnato dall’impetuoso insorgere di dubbi amletici che scoraggiano l’acquisto.

Da un'app a pagamento si pretende il massimo e spesso si giudica unicamente prendendo in considerazione i commenti degli altri utenti senza considerare il periodo di prova di due ore concesso dal Play Store: ricordatevi che seppur in qualche modo indicative, le stelline di un’app rappresentano l’opinione di massa composta quindi da utenti più o meno consapevoli e da utenti-scimmia (lascio a voi l’attribuzione di percentuale ai due gruppi). Un'app gratis costa solo lo sforzo di premere un pulsante, almeno all’inizio, e questo favorisce notevolmente il numero di download. 

1. App con pubblicità inclusa nel pacchetto

Per guadagnare con le applicazioni gratuite quello di integrare la pubblicità è il metodo più diffuso, nonché il più semplice da implementare. Rivolgendosi a servizi di terzi, come AdMob, gli sviluppatori inseriscono uno spazio nella propria applicazione che il gestore del o dei servizi bombarderà di pubblicità: ogni qual volta l’utente toccherà il banner pubblicitario, verrà generato un profitto che mediamente si aggira attorno ad 1-5 centesimi di dollaro.

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Troppa pubblicità invasiva? C'è sempre il modo di bloccarla! / © ANDROIDPIT

Da ciò si evincono due cose: guardare le pubblicità non serve a nulla, occorre che vengano aperte e il guadagno è talmente irrisorio che occorrono decine di migliaia di utenti al giorno prima di vedere risultati soddisfacenti. Per questo motivo tanti integrano le pubblicità nell’app gratuita, cosicché gli utenti possano provarla ampiamente per poi optare per la versione a pagamento, infastiditi appunto dalla pubblicità.

Gli sviluppatori non sono in alcun modo legati alla pubblicità, quindi non è loro la responsabilità di eventuali annunci che attivano abbonamenti o altro. Ci tengo a sottolineare che tali annunci scorretti sono una piccolissima parte dell’advertising mobile e vorrei anzi invitarvi a cliccare su quelli più interessanti, almeno per supportare gli sviluppatori in modo totalmente gratuito, ancora di più se si tratta di sviluppatori indipendenti.

2. App con acquisti interni

Questo genere di applicazioni è in costante aumento e costituisce la maggiore fonte di guadagno per un semplice, ma efficace motivo: l’utente può utilizzare liberamente un’app senza ritrovarsi immerso nelle pubblicità e col tempo assuefarsi delle dinamiche di gioco o alle utilità derivate. Una volta conquistato, un utente è molto più favorevole ad aprire il portafogli, ancor di più dato che le spese in-app superano raramente l’euro.

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La maggior parte dei giochi puntano sugli acquisti in-app! / © ANDROIDPIT

Senza considerare che alcune funzioni potrebbero essere disponibili solo a pagamento oppure che utilizzando particolari monete virtuali è possibile migliorare l’esperienza: sta nell’abilità del team dietro ad un’app scegliere il miglior modo per invogliarci a tirar fuori i centesimi dalle nostre tasche. Gli acquisti in-app sono inoltre molto difficili da aggirare, cosa che non si può dire per le app a pagamento.

3. App freeware/open source

Senza addentrarci nel discorso filosofico che differenzia i termini software libero e open source, sappiate che entrambi vogliono dire (in modo molto riduttivo) che si tratta di un prodotto completamente gratuito. Siamo liberi di utilizzare un’app di questo tipo senza limiti, pubblicità o acquisti interni: queste sono le app realmente gratuite e naturalmente sono una piccola minoranza. Tra queste troviamo applicazioni di altissima fattura che possono sbaragliare la concorrenza. Un esempio personale? Telegram!

TELEGRAM VS WHATSAPP
Telegram è un'ottima app davvero GRATUITA! / © ANDROIDPIT

Progetti di questo genere nascono da principi ideologici, ma possono anche essere utilizzati per ottenere maggiore visibilità ed in tal modo pubblicizzare altri progetti che generano profitto. In ogni caso, voi che tipo di app preferite?

Che genere di app preferite?

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13 Commenti

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  • Mattia cosa consiglieresti ad una persona che vuole creare un app e parte da zero ?

  • Ciao Mattia. l'articolo è interessante, ma non avete scritto tutti i metodi di monetizzazione. Per esempio cosiddetto "abbonamento" simile al app purchase. Anche per "App con pubblicità inclusa nel Pacchetto" Admob paga cinque centesimi. Con altri reti pubblicitarie posso guadagnare circa $0.5-1 per 1000 annunci di banner. Uso Appodeal per questo motivo perché hanno piú alto eCPM.

  • Mi piace levarmi il pensiero ma avere tutto

  • Completa e gratuita ma con pubblicità perché quando ho sviluppato io un'applicazione per Play Store ho usato questa tecnica che a fine anno mi è valsa ben 71 euro e 5 centesimi :). Non mi sentivo di far pagare perché non volevo trovarmi a dover subire eventuali richieste di rimborso, inoltre il meccanismo degli acquisti in app dava un'impressione di applicazione incompleta anche se potrebbe essere un'ottima strategia. Come utente, devo dire che ugualmente preferisco quelle gratis con pubblicità anche se a volte ho acquistato delle versioni pro, non per eliminare la pubblicità ma per avere a disposizione tutte le funzionalità

  • Siamo in 2, sono un blogger e uso anche adblocks (perché a volte le pagine esagerano con le pubblicità) ma se un sito mi piace, sblocco adblocks permanentemente in quel sito e clicco qualche pubblicità tanto non mi costa niente e per il sito è un grande aiuto!

  • HiT 13-mar-2015 Link al commento

    Io esco da poco da una gestione duratura di vari forum che mediante banner mi hanno permesso di guadagnare una cifra più che discreta.. Quanto alla pubblicità nelle app, io vorrei spezzare una lancia in favore di questo espediente.. il fastidio che provocano è immenso, soprattutto quei fastidiosissimi popup che si aprono in background nella schermata principale imponendoti di chiuderla e quindi cliccarla inevitabilmente. Ma allo stesso tempo ritengo che sia giusto in fondo che chi ha realizzato qualcosa di cui usufruisco pienamente debba essere ricompensato.. adesso.. non sono ipocrita e neppure moralista, anch'io utilizzo adblock, ma in casi eccezionali, su siti o app che rispettivamente frequento o utilizzo giornalmente disabilito il plugin.

  • ahahahah daniel ^^

  • Daniel 12-mar-2015 Link al commento

    Gratuita, ma con acquisti in-app. Per quelli c'è Freedom.

    • Per le app sviluppate coi piedi funziona :D Qualsiasi app con un minimo controllo lato server è "impossibile" da toccare.

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