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Dal Giappone lo sblocco del telefono con l'impronta della mano

Se sei in cerca di una modalità di sblocco del tuo dispositivo Android più sicura dello slide-to-unlock, avrai già scartato il riconoscimento facciale visto su ICS – sì, quello che si aggira con una foto - e nemmeno l'occhiolino richiesto da Jelly Bean ti suonerà tanto affidabile. Dal Giappone però arriva quello che fa al caso di ogni paranoico dello sblocco: il riconoscimento dell'utente tramite impronte palmari e reticolo venoso.

Le tecnologia che consente di sbloccare un dispositivo tramite l'uso della propria impronta palmare e la mappatura delle vene non una novità assoluta, anzi, era già possibile usarla ma solo con l'ausilio di uno scanner esterno da collegare allo smartphone. Adesso dei dispositivi esterni si può anche fare a meno, grazie all'algoritmo sviluppato da uno dei maggiori operatori telefoni giapponesi, Softbank, in collaborazione con Universal Robot, azienda specializzata in biometria.

Per riconoscere i questi particolari dati biometrici, sarà sufficiente mostrare la propria mano alla fotocamera montata sul proprio smartphone e il software sviluppato dalle due aziende si occuperà di riconoscere le impronte del palmo della mano e il reticolo formato dalle vene, due indicatori che accoppiati danno una ragionevole certezza di non trovarsi davanti a un'altra persona. 

Stando a quanto dichiarato dalle due aziende, la tecnologia sarà commercializzata entro un anno, quindi entro la fine del 2013 potremmo poter vedere i primi smartphone capaci di riconoscerci dal palmo della mano.

 

(Immagini: news.discovery.com, urobot.co.jp)

Fonte: Unwiredview

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