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Nati come smartphone dedicati agli sviluppatori Android, i dispositivi Nexus sono ben presto diventati qualcosa di più. Oggi i Nexus rappresentano perfettamente lo sviluppo dell'ecosistema Android e dal confronto tra Nexus One, Nexus S, Galaxy Nexus e Nexus 4 si possono trovare interessanti spunti.

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L'evoluzione dell'hardware

Se guardiamo l'evoluzione dei componenti hardware sotto alcuni aspetti non ci si può stupire più di tanto. Le CPU che una volta erano single core supportate da 512 MB di RAM adesso hanno 4 core e di RAM sfruttano 2 GB. Un'evoluzione delle prestazioni così veloce non si può osservare in nessun altro campo della tecnologia di consumo. Una sorpresa in negativo sono stati i dispaly. A conti fatti non si può dire che ci sia stato un miglioramento drastico degli schermi, se consideriamo le 4 generazioni di smartphone Nexus.

Al contrario, per quanto riguarda le batterie c'è stato più movimento di quanto mi aspettassi. È vero che a fine giornata dobbiamo attaccare il cavo alla corrente esattamente come facevamo prima, ma c'è anche da considerare che le batterie di oggi devono supportare processore più veloci e display più nitidi e più grandi. Un obiettivo raggiunto aumentando la capacità delle batterie senza aumentare allo stesso tempo le dimensioni. Questo è un risultato!

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Uno strumento per chi?

Ma qual è lo scopo dei dispositivi Nexus? Far felici gli sviluppatori? Inizialmente, con il Nexus One è stato così, ma adesso una risposta del genere tradirebbe una certa ingenuità. “Don't be Evil”, non essere cattivi, era ieri, anzi l'altro ieri. Oggi Google macina miliardi di euro all'anno e un certo cinismo è prevedibile: la mancanza di scheda SD a partire dal Nexus S è una concessione ai fornitori di servizi online – Google stessa in testa – a discapito degli utenti.

Solo pochi giorni fa Larry Page ha detto: “Naturalmente vogliamo raggiungere più persone possibili. Uno dei motivi perché produciamo i Nexus e mostrare tutto quello che è possibile fare con Android. Vogliamo che gli sviluppatori abbiano a disposizione sempre le nuove versioni di Android per fare altre cose importati.”

Sul numero di unità vendute non ci sono dati ufficiali, ma è chiaro che ci sia stata una crescita molto rapida. Anche per i canali di distribuzione, BigG sembra aver preso una decisione chiara e il Nexus One da questo punto di vista può essere valutato come un esperimento. In quel caso la vendita diretta fu un fallimento, ma invece che rinunciarvi a Mountain View hanno preferito adattare la loro strategia con l'aiuto di operatori telefonici e canali di vendita tradizionali, salvo poi riproporre lo stesso schema con il Nexus 4. Una cosa è cambiata: adesso i rapporti di forza tra Google e gli altri operatori del mercato sono molto cambiati e a dettare legge è il colosso di Mountain View.

Google vende sempre i suoi dispositivi anche attraverso gli operatori telefonici, nonostante questi siano sempre più dei concorrenti per il nuovo corso dell'ormai ex motore di ricerca, ora concentrato sulla fornitura di servizi a tutto tondo. Allo stesso tempo, a Mountain View si guardano bene dal pubblicizzare i Nexus, che difficilmente vedremo su manifesti o brochure degli operatori telefonici. Perché? Facile, i Nexus non devono diventare prodotti mainstream.

L'apertura è la ricetta del successo

Di sicuro c'è da credere a Google quando dice che si impegna per l'apertura di Android. Eric Schmidt ha detto: “L'apertura è la mia religione!” e Google si attiene sempre a questo principio. Questo d'altra parte è il motivo per cui Android è diventato il sistema operativo dominante nel mondo: aperto e disponibile a tutti, permette a chiunque lo sviluppo e la vendita di prodotti basati su di esso.

I Nexus quindi non sono altro che un altro veicolo per portare Android sempre a più in là. Il business di Google non è l'hardware e offrire smartphone su vasta scala potrebbe compromettere i delicati equilibri con le aziende partner come operatori telefonici e produttori. D'altra parte quello che preme a Google è offrire agli utenti i propri servizi e questi si trovano già all'interno del sistema.

Google guida l'innovazione

Nonostante tutte le cautele prese da Google, il crescente successo dei dispositivi Nexus costringe anche gli altri attori del mondo mobile a muoversi nella direzione presa da Mountain View. Come ha dimostrato il caso del Nexus 4, i produttori di hardware dovranno rivedere presto la loro politica dei prezzi. Non sarà stato Google a costringerli, semplicemente si troveranno davanti al fatto compiuto.

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