Questo sito web utilizza cookies per garantirvi una migliore esperienza di navigazione. OK
9 min per leggere 1 Condivisione 1 Commento

Follia degli Update Android: gli esperti nella ruota

La paura è abbastanza diffusa, almeno tra gli appassionati: svegliarsi una mattina e lo smartphone è diventato obsoleto, superato da una nuova versione per cui il tuo modello non ha ancora ottenuto gli aggiornamenti. Il timore di mancare gli updates è così forte da spingerci a comprare sempre nuovi smartphones per poter disporre dell'ultima versione di Android. Ma è davvero una paura fondata? No. Proviamo a spiegare perché.

Nuovo = Migliore. Oppure no?

Google ha pubblicato poco tempo fa le statistiche aggiornate su quali versioni di Android siano le più difuse, e Jelly Bean è fermo a 1,8% dei devices. E soprattutto la frammentazione, ossia il numero di versioni di Android in circolazione, è ancora molto ampio. Ma allora ha ancora senso tutta questa routine degli updates di Android?

D'accordo, sto un po' esagerando, ma la mia idea sulla situazione attuale e la rincorsa alla novità a tutti i costi resta la stessa. E i commenti negativi su devices quali l'HTC One X+, che ho letto da molte parti, hanno rinforzato la mia idea. Sono rimasto un po' sorpreso a vedere quanti commenti negativi avesse ricevuto uno smartphone destinato ad essere il nuovo prodotto di punta di un produttore come HTC. Detta in un altro modo: HTC presenta un top smartphone e viene attaccato da tutte le parti, anche dagli utenti possessori di altri modelli HTC, che lamentano di non aver ancora ricevuto gli updates all'ultima versione del software.

Il cosiddetto “problema degli update” si basa su poche prove oggettive, ma è possibile allo stesso tempo imbattersi molte opinioni contrastanti. La domanda che segue è ovviamente, “esiste davvero un problema con gli updates o è tutto nella nostra testa?”. Invece di aggiungere la mia opinione alle altre, preferisco provare a rispondere illustrando un paio di fatti.

1 Android ha un ciclo di updates esemplare

Android è uno dei sistemi operativi mobili più curati. Google rilascia aggiornamenti ogni 6 mesi, come si evince dalla panoramica delle versioni rilasciate finora. Un trattamento equivalente viene offerto solo da Apple e Microsoft.

2 La frammentazione è la logica conseguenza di uno sviluppo costante

Facciamo un confronto con Apple. La casa di Cupertino rilascia sempre l'ultimo iPhone con una nuova versione di iOS, dopodiché le versioni precedenti per iPod touch e iPhone non vengono più pubblicizzate. Allo stesso tempo Apple controlla sia hardware che software in modo esclusivo e impedisce lo sviluppo indipendente. E nonostante tutte queste azioni, il sistema Apple viene frammentato comunque da tante versioni di iOS differenti ancora in uso.

Attuale suddivisione delle versioni di Android. Gingerbread è ancora diffusissimo, Jelly Bean è solo all'inizio / (c) Google

Questo esempio mostra come la frammentazione sia inevitabile in un ecosistema in costante evoluzione. Non esistono alternative, e pertanto questo fenomeno dovrebbe essere accettato come positivo e sintomatico di un salutare sviluppo delle versioni del software.
Un'indagine di mercato degli analisti di mercato del sito WDS lo afferma chiaramente: “Non abbiamo trovato alcun errore nello sviluppo di Android. La possibilità di essere sviluppato da molteplici fonti indipendenti lo ha fatto crescere a percentuali vertiginose. Ora, la sua sfida è il successo”.

3 Gli updates arrivano piuttosto rapidamente sugli smartphones

Ho raccolto qualche dato su alcuni dei principali modelli dell'ultimo anno per vedere nel dettaglio come ha funzionato il supporto degli updates dei produttori. I risultati parlano chiaro, direi:

HTC Dream / T-Mobile G1

  • Ottobre 2008 Lancio con Android 1.0
  • Febbraio 2009 Update a Android 1.1 – Intervallo: 4 mesi
  • Maggio 2009 Update a Android 1.5 – Intervallo: 3 mesi
  • Ottobre 2009 Update a Android 1.6 – Intervallo: 5 mesi
  • Versione finale: Android 1.6 – Tempo richiesto: 12 mesi


Motorola Milestone

  • Novembre 2009 Lancio con Android 2.0
  • Marzo 2010 Update a Android 2.1 – Intervallo: 4 mesi
  • Marzo 2011 Update a Android 2.2 – Intervallo: 12 mesi
  • Versione finale: Android 2.2 – Tempo richiesto: 16 mesi

HTC Desire

  • Marzo 2010 Lancio con Android 2.1
  • Agosto 2010 Update a Android 2.2 – Intervallo: 6 mesi
  • Agosto 2011 Update a Android 2.3 – Intervallo: 12 mesi
  • Versione finale: Android 2.3 – Tempo richiesto: 18 mesi


Samsung Galaxy S

  • Luglio 2010 Lancio con Android 2.1
  • Novembre 2010 Update a Android 2.2 – Intervallo: 4 mesi
  • Marzo 2011 Update a Android 2.2.1 – Intervallo: 4 mesi
  • Giugno 2011 Update a Android 2.3.3 – Intervallo: 4 mesi
  • Settembre 2012 Update a Android 2.3.6 – Intervallo: 14 mesi
  • Versione finale: Android 2.3.6 – Tempo richiesto: 26 mesi


LG Optimus Speed

  • Marzo 2011 Lancio con Android 2.2
  • Novembre 2011 Update a Android 2.3 – Intervallo: 8 mesi
  • Versione finale: Android 2.3.6 –Tempo richiesto: 8 mesi


Samsung Galaxy S2

  • Maggio 2011 Lancio con Android 2.3
  • Febbraio 2012 Update a Android 2.3.6 – Intervallo: 9 mesi
  • Aprile 2012 Update a Android 4.0 – Intervallo: 2 mesi
  • Update a Jelly Bean confermato – Tempo richiesto: <17 mesi


Sony Ericsson Xperia Arc S

  • Ottobre 2011 Lancio con Android 2.3
  • Aprile 2012 Update a Android 4.0 – Intervallo: 6 mesi
  • Versione finale: Android 4.0

Tutti i dati sono approssimativi e questa breve selezione comunque non fa testo. Ci sono anche “pecore nere” come il Motorola Razr, che ha ricevuto solo da poco un update promesso 8 mesi fa. Ma quando si osservano questi dati, una cosa è certa: i produttori stanno facendo un lavoro migliore di quanto si creda con gli update. Molti di questi modelli hanno ricevuto 2 o 3 diverse versioni di Android, e la prima è arrivata in media 6 mesi dopo il lancio. Questo è quindi il tempo medio richiesto dai produttori per adattare l'hardware alle nuove versioni di Android.

Ho lasciato fuori dalla lista i dispositivi brandizzati, perché quella per me è tutta un'altra storia.

Grafico dello sviluppo Android degli ultimi anni / (c) Google

Promesse contro realtà

Non ho incluso nella mia analisi i device di fascia media e bassa, perché ho voluto concentrarmi sui modelli che solitamente hanno più pressione per ricevere gli updates velocemente. Qui è dove emerge infatti il “problema”, cioè nell'attitudine di certi utenti. Quando si tratta di “esperti” di Android, le aspettative verso i produttori sono così elevate che non possono che essere disilluse.

Per esperti di Android intendo i blogger, i giornalisti web, i frequentatori di social network e forum. Questo gruppo di persone è numericamente molto ridotto, se si guarda a tutti i possessori di uno smartphone, ma nonostante questo è molto influente nei confronti dell'”utente medio”, in quanto questa comunità di esperti diffonde rapidamente la sua opinione sulla rete grazie ai propri articoli. Questi esperti sono spesso dell'idea che acquistando uno smartphone si acquisti anche un bagaglio di update e garanzie di durata indefinita, a prescindere dal device stesso. Se siete abituati a leggere questi articoli, sapete esattamente cosa intendo.

Ad esempio, recentemente il Samsung Galaxy S ha avuto un update alla versione 2.3.6, il cosiddetto Value Pack che contiene alcune funzionalità di Android 4.0. Invece di essere grata per questa novità, cosa ha fatto la comunità Internet? Ha iniziato a lamentarsi di non aver ricevuto l'update ad ICS su di uno smartphone vecchio di oltre 2 anni.

Altro esempio: Sony ha annunciato che l'Xperia Arc S non riceverà Jelly Bean, ma “solo” Ice Cream Sandwich. Reazioni? Commenti quali “Con questa mossa avete perso metà dei clienti” e “addio Sony” hanno iniziato ad affollare le bacheche dei più illustri “esperti”.

Bicchiere mezzo pieno – bicchiere mezzo vuoto

Google ha garantito a Maggio dello scorso anno che tutti gli attuali smartphone Android avrebbero ricevuto updates per i seguenti 18 mesi, e molti produttori si sono detti pronti a collaborare.

Dato che i dettagli di questa promessa non sono mai stati resi noti (quali device? Quali produttori? Tutti i modelli presenti al momento o nei successivi 18 mesi?), questa risoluzione non ha avuto impatto visibile sul ciclo degli updates. Se si pensa agli oltre 500 milioni di device presenti nel mondo, non sorprende che i produttori e Google non siano riusciti a mantenere le promesse. Se ci fossero riusciti, con tutta probabilità non avrebbero avuto il tempo di produrre nuovi modelli.

A un certo punto ero molto soddisfatto di questo accordo, e anche se è stato disatteso, sono comunque contento che le nuove versioni di Android possano essere disponibili per i vecchi device, a prescindere da quale sia la versione più nuova in casa Android. Al contrario del parere degli “esperti”, questa non è una garanzia che arriva con l'acquisto dello smartphone.

Se acquisto uno smartphone, ho diritto ad avere un prodotto privo di bugs e senza problemi di sicurezza, e basta. Tutto il resto dipende dal produttore. E venire incontro alle aspettative degli “esperti”, molto più elevate di quelle dei normali utenti che usano lo smartphone solo per telefonare, leggere le mail o poco più, non è affatto facile. Molte persone che conosco non hanno il minimo interesse verso gli update, perché sono soddisfatti del loro telefono così com'è.

Se però sono sfortunati, possono imbattersi in un articolo degli “esperti”, dove si spiega come gli update di Android tardino ad arrivare, come le vecchie versioni siano obsolete tanto che forse non verranno mai aggiornate, e così via. Solo in quel momento questi utenti iniziano a guardare il loro smartphone sotto una luce diversa, e questa volta negativa.

Come mai la cosa non viene considerata da un altro punto di vista? Si potrebbe scrivere di come Android stia crescendo velocemente e come tutto cambi rapidamente invece di focalizzarsi su come proceda lentamente il rilascio degli aggiornamenti. Se si confronta la situazione con 5 anni fa, appare chiaro come gli smartphone non abbiano mai ricevuto tanto supporto come adesso.

La ruota del criceto

So per esperienza personale che spesso noi esperti tendiamo a intrappolarci da soli nella mentalità "nuovo, veloce, migliore, più potente" che si accompagna all'evoluzione del mercato della telefonia mobile. L'ironia è che critichiamo il tutto senza mai fermarci a guardare quanto siamo già andati lontano. Ci dimentichiamo di essere intrappolati come nella ruota del criceto. Per questo tendo a dare il consiglio seguente ogni volta che posso: state calmi e prendete le cose alla loro velocità naturale. Non dobbiamo sempre cercare di accelerare.

 

1 Condivisione

1 Commento

Commenta la notizia:

Questo sito web utilizza cookies per garantirvi una migliore esperienza di navigazione. Scopri di più

OK