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Google cede alla pressione e rimuove un'applicazione anti LGTB+
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Google cede alla pressione e rimuove un'applicazione anti LGTB+

Dallo scorso dicembre si è aperta una pesante controversia per via della presenza sul Play Store di una fantomatica applicazione in grado di curare i gay. "Prey away the gay", questo è il nome dell'app, è stata rimossa dallo store di big G, costretto a cedere alle pressioni di vari gruppi LGTB+.

Si parla tanto di uguaglianza e alla fine Google sembra non fare mai niente perché venga rispettata. O almeno così sembra. Come è possibile che ci siano voluti così tanti mesi per decidere di rimuovere dal suo store un'applicazione che promuoveva le terapie di conversione dell'orientamento sessuale?

Lo scorso dicembre, l'ONG Truth Wins Out ha denunciato la presenza di "Pray away the gay" su varie piattaforme online. Amazon, Apple e Microsoft si sono mosse immediatamente, mentre Google ha girato intorno alla questione, sostenendo che l'applicazione non ha violato i termini del Play Store. Per fortuna fino ad oggi...

gay pride
Il collettivo LGTB+ ha vinto la battaglia contro Google questa volta. / © Shutterstock

"Queste app non funzionano e distruggono vite umane", ha detto Wayne Basen, direttore esecutivo dell'ONG americana, nella sua denuncia. L'applicazione, sviluppata da Living Hope Ministries of Arlington, Texas, conteneva sezioni intitolate "La chiave per uscire dall'attrazione verso lo stesso sesso". Non solo, si parla di omosessuali come "ragazzi con sessualità difettosa" e che "hanno uno stile di vita fisicamente e spiritualmente dannoso" e si riferisce ai transessuali come persone che soffrono di "confusione di genere".

Dopo molte pressioni e una massiccia campagna su change.org, i gruppi hanno esortato Google a rimuovere l'app dal suo store online, finché la multinazionale diretta da Sundar Pichai sembra sia tornata in sé, forse perché il gruppo per i diritti umani (HRC) ha sospeso la valutazione di Google per non aver adottato una soluzione nel suo rapporto annuale sull'uguaglianza nelle aziende. È bastato solo un giorno a big G per farle cambiare idea.

Dopo esserci consultati con gruppi di advocacy esterni, rivedendo le nostre politiche e assicurandoci di avere una conoscenza approfondita dell'applicazione e del suo rapporto con la terapia di conversione, abbiamo deciso di rimuoverla dal Play Store, in linea con altri app store.

Chad Griffin, presidente di HRC, ha riferito di aver applaudito la decisione di Google perché "la cosiddetta terapia di conversione è una pratica che equivale ad abusi sui bambini e ha dimostrato di avere conseguenze pericolose per le vittime. Google e le altre piattaforme che hanno posto il veto a questa applicazione hanno compiuto un passo molto importante per proteggere i giovani".

Google promuove l'uguaglianza... e poi?

Non è la prima volta che sentiamo parlare di una polemica verso Google relativa ad un'applicazione che promuove comportamenti razzisti, omofobici o di disuguaglianza di genere. Il team della multinazionale americana si riempiono la bocca parlando di uguaglianza, ma il loro store sembra non abbia alcun filtro in tal senso. Non ci siamo dimenticati della famosa app nata per controllare le donne in Arabia Saudita che Google decise di non eliminare perché non conforme alle normative del paese.

Pensi anche che Google Play Store di Google dovrebbe avere una politica più severa su quali applicazioni possono essere vendute nel tuo negozio?

Fonte: Axios

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