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#MWC17 3 min per leggere 3 Commenti

Grafene: il super materiale per indossabili e Internet delle cose

Lontano dalla grande sala dell'MWC in cui i big, come Samsung, Huawei e Sony, hanno presentato i loro ultimi gioiellini, erano presenti anche nuove iniziative come Graphene Flagship. Questa comprende vari progetti relazionati con l'utilizzo di nuovi materiali nel mercato degli indossabili e dell'Internet delle cose. Per scoprire meglio di che si tratta andate avanti con la lettura. 

Grafene Flagship è un'iniziativa di ricerca partita nel 2013 e finanziata dell'Unione Europea con 1 miliardo di euro. Questa supporta diversi progetti che hanno come protagonista il grafene, un materiale promettente composto esclusivamente da carbonio. Ne abbiamo parlato con il professor Frank Koppens, direttore dell'istituto di ricerca ICFO, il quale è direttamente coinvolto nell'iniziativa. 

Cos'è il grafene?

Come detto in precendeza, il grafene è un materiale non solamente stabile ma che può essere anche usato per costruire oggetti intelligenti grazie alla proprietà conduttiva che lo contraddistingue. Un esempio è un sensore ultra fino che può essere inserito sottopelle per monitorare il battito cardiaco, la pressione del sangue o la saturazione dell'ossigeno nel sangue. Questo tipo di sensori potrebbero arrivare ad essere venduti a buon mercato e così essere utilizzati anche nei Paesi del terzo mondo, per esempio in caso di epidemie o per monitorare le condizioni dei neonati. 

Allo stesso tempo il grafene dovrebbe consentire alla tecnologia di integrarsi maggiormente nell'ambiente che ci circonda. In futuro questo materiale diverrà probabilmente molto importante nel settore dell'Internet delle cose (IoT), tecnologia sempre più integrata nella nostra vita quotidiana.

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Nei display flessibili il grafene avrà un ruolo importante. / © AndroidPIT

Gli smartphone scompariranno

Tra non molto tempo la tecnologia sarà talmente integrata nella nostra vita che non avremo più bisogno degli smartphone. Quando saremo in grado di interagire con qualsiasi oggetto che ci circonda, gli smartphone non saranno più necessari per il controllo da remoto o come device centrale di controllo.

Questo trend si è riflesso anche nella redazione di AndroidPIT: durante l'MWC abbiamo parlato come sempre delle ultime novità in campo mobile, ma non solo. Nel corso la settimana della fiera catalana ci siamo focalizzati su vari argomenti, ogni giorno differenti, come l'IoT, i droni o realtà virtuale e aumentata. Ve ne siete accorti?

Libertà invece di controllo

Quest'anno a Barcellona abbiamo avuto modo di parlare con diverse persone impegnate nel settore dell'Internet delle cose. Insieme abbiamo discusso sulle potenzialità di questa tecnologia che sicuramente esploderà nei prossimi anni. Oltre agli aspetti positivi ci siamo incentrati anche su quelli che generano più timore e che riguardano la sicurezza della nostra privacy. 

Quanto più indossabili e altri sensori impareranno a conoscere noi e l'ambiente in cui viviamo, tanta più libertà riusciremo ad avere grazie alla tecnologia. 

Voi che ne pensate? Questa è una visione distorta del futuro oppure pensate davvero che l'Internet delle cose ci porterà vero un futuro roseo? Fatecelo sapere nei commenti!

3 Commenti

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  • Io penso che è vero, tra l'altro nel passaggio da IP 4 ad IP 6 era previsto già da più di un decennio che tutti gli elettrodomestici potessero avere un indirizzo IP e quindi essere connessi alla rete. Devo dire che questo sarà un passo verso la libertà che vogliono presentarci politici, servizi segreti e multinazionali. Se non sbaglio è di uno o 2 giorni fa la notizia che i servizi segreti americani possono spiare smartphone e smart tv. Insomma, se possiamo usare un orologio per regolare il frigo o la lavatrice, un telefono per controllare allarmi e sistemi di sicurezza, un tablet per l'illuminazione di una stanza e magari, perché no, la voce per accendere forno o lavastoviglie, poi l'impronta digitale per aprire la porta e l'iride con qualche altra cosa per fare operazioni sul conto corrente, questo vuol dire che qualcuno potrà avere accesso, anche solo potenzialmente alle nostre informazioni per il semplice fatto che saranno spedite e ricevute a distanza. Poco importa che la tecnica del man in the middle è vecchia e superata, poco importa la presenza di algoritmi di digest combinati e sempre più sofisticati, poco importa la presenza di nuovi protocolli. Siamo realistici, usando la tecnologia in questo senso possiamo fare un sacco di cose più comodamente e più velocemente ma stiamo andando verso il punto in cui saremo controllabili totalmente. Insomma, con i segnali di fumo questo non sarebbe successo :). Diciamoci la verità, la tecnologia è importante e come diceva papa Giovanni Paolo II, il lavoro è per l'uomo, non l'uomo per il lavoro, ecco, io parafrasandolo dico che la tecnologia deve essere per l'uomo e non viceversa. Se Dio vorrà vedremo :)


  • Grafene o no, il futuro è già qui. Da tempo sono convinto che, prima o poi, gli smartphone scompariranno e saranno sostituiti dal nostro comunicare direttamente con persone e cose grazie ad un chip sottocutaneo. Vent'anni fa l'allora AD di IBM Catania, durante una colazione di lavoro, fece una dimostrazione di come la propria "agenda elettronica" ricevesse automaticamente il biglietto da visita di colui a cui stringeva la mano e che fosse dotato, appunto, di specifico chip (che non era sottopelle, ma nel taschino dei due
    Il futuro si avvicina a grandi passi e porterà una vita più semplice e non tecnicità necessarie agli addetti ai lavori. Basti pensare a quanto si evolverà il problema della sicurezza! Proprio oggi è su tutti i giornali che la Cosa ci spiasse attraverso...Il televisore! È domani? Saremo più sicuri nell'intimità della nostra stanza da bagno? Senza apposite apparecchiature "AntiSpy" no di certo!

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