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ICS su smartphone di fascia bassa: vale la pena?

android ics

Lo sappiamo tutti, gli aggiornamenti alle nuove versioni di Android sono un argomento sempre caldo e e mai come per l'update a Ice Cream Sandwich abbiamo visto i produttori di smartphone così confusi. Android 4.0 è stato presentato ormai più di sei mesi fa e solo nei giorni scorsi abbiamo saputo che l'HTC Desire HD non sarà aggiornato, un po' come molti smartphone non nuovissimi che sono rimasti in forse fino all'ultimo. Molti, ma non tutti: altri telefoni dalle prestazioni certo non elevate ICS lo hanno avuto. Ma allora è vero che su questi terminali Android 4.0 non funziona abbastanza bene o piuttosto i produttori non vogliono perdere tempo ad aggiornare dispositivi economici? Ho ICS sul mio Xperia mini da un paio di settimane e vi racconto come va...

“Noi di [nome di costruttore a piacere] pensiamo che la soddisfazione del cliente venga prima tutto, per cui abbiamo deciso di non aggiornare [nome di telefono di fascia medio-bassa] in quanto l'esperienza d'uso non sarebbe stata ottimale”. Abbiamo letto cose di questo genere un po' da tutti i produttori, quando si sono decisi a comunicare che uno dei loro terminali non era adatto a ICS e non avrebbe ricevuto l'aggiornamento. Il già citato Desire HD, solo per fare un esempio, benché sia uscito qualche mese prima, monta lo stesso chipset Qualcomm dell'Xperia mini (CPU 1Ghz, GPU Adreno 205), che tra l'altro ha meno RAM (768MB contro 512MB) eppure il secondo è stato aggiornato a ICS, mentre il primo no.

Sono i produttori di smartphone, o molti di essi almeno, che vogliono farci comprare i loro nuovi modelli e per questo non rilasciano update per i telefoni meno prestanti o è Sony che ha deciso di aggiornare l'Xperia mini a dispetto delle prestazioni?

Dopo un paio di settimane di uso di un Xperia mini con ICS come telefono principale, posso dire senza ombra di dubbio che, sì, Android Ice Cream Sandwich funziona bene anche su smartphone di fascia bassa, ma qualche “contro” c'è.

L'interfaccia è decisamente più piacevole ed elegante, anche grazie al font Roboto che è davvero bello. Alcune delle novità di ICS, anche se non rivoluzionarie, sono utili. La possibilità di gestire il media player senza dover sbloccare lo smartphone o di accedere alle impostazioni tramite le notifiche sicuramente sono piccole cose che migliorano l'esperienza d'uso. Tutte qui le cose positive? In pratica, sì.

Premesso che non ho fatto un aggiornamento “pulito”, ripristinando le impostazioni di fabbrica, le prestazioni non sono migliorate, anzi. L'avvio sembra più lento e a volte è possibile vedere le icone “prendere vita” una a una. Una volta avviato, il tutto scorre fluido come prima, a patto di non avere troppe applicazioni aperte, altrimenti un fastidiosissimo lag è in agguato... ma non doveva essere migliorato il multitasking? La soluzione è seguire il consiglio di Sony e riavviare il telefono una volta al giorno, cosa che prima non era praticamente mai necessaria. Paradossalmente, la RAM consumata sembra essere la stessa di prima, megabyte più megabyte meno, e il sistema alla chiusure delle applicazioni la libera anche più velocemente. Per quanto riguarda la batteria, anche se non in modo sensibile, l'autonomia sembra essere diminuita.

Insomma, valeva la pena aggiornare? Probabilmente sì, a patto di fare un reset alle impostazioni di fabbrica. Vale la pena controllare ogni giono se l'atteso update è arrivato? Assolutamente no, anzi, posso già dire che presto il Xperia mini funzionerà con una ROM CyanogenMod e dirà addio all'Android ICS fornito da Sony.

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