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Intervista a Fabio Collini, sviluppatore di Folder Organizer

Anche se su AndroidPIT, quando parliamo di app, lo facciamo dal punto di vista degli utenti, quando se ne presenta l'occasione non ci facciamo mancare l'opinione di chi sta dall'altra parte. Frammentazione, peculiarità del mercato italiano e più in generale cosa significa essere un developer Android: ecco cosa ne pensa Fabio Collini, lo sviluppatore di Apps Organizer e Folder Organizer.

folder organizer

Non solo uno sviluppatore italiano, ma uno sviluppatore italiano di successo. Apps e Folder Organizer sono state scaricate da parecchie decine di migliaia di persone e basta dare un'occhiata alle recensioni sui market per rendersi conto del riscontro eccezionale che hanno avuto. Chi meglio di un developer di successo può parlarci di cosa vuol dire sviluppare su Android in Italia? Abbiamo contattato Fabio Collini, che è stato così gentile da rispondere alle nostre domande. 

AndroidPIT: Ciao Fabio, innanzitutto benvenuto su AndroidPIT, vuoi dire ai nostri lettori chi sei e di che cosa ti occupi, oltre a essere uno sviluppatore Android?

Fabio Collini: Mi occupo di sviluppo software da circa 8 anni, ho iniziato con le web application Java su piattaforma J2EE, ma ultimamente sto dedicando sempre più tempo al mobile, Android in particolare.

A: Quando e perché hai deciso di iniziare a sviluppare applicazioni per Android?

FC: Quando ho sentito parlare di Android mi sono subito incuriosito in quanto lo sviluppo era basato su Java ed Eclipse, linguaggio di programmazione e IDE che già prima di Android utilizzavo quotidianamente. A luglio 2009 ho comprato il mio primo smartphone Android, utilizzandolo mi è venuta un'idea per un'applicazione che mi sembrava buona e dopo meno di un mese Apps Organizer era nello store!

fabio collini

A: La frammentazione di Android è sempre indicata come il maggior ostacolo per chi si avvicina professionalmente all'OS. Trovi che sviluppare per Android sia particolarmente problematico rispetto ad altre piattaforme?

FC: La frammentazione è un problema ma per fortuna ci sono un sacco di tool e librerie che permettono di sviluppare applicazioni per tutti i device e per tutte le versioni di Android in modo abbastanza agevole. Secondo me è un problema meno grave di quanto possa sembrare e molta gente esaspera la situazione pur di parlare male del mondo Android. Inoltre la diffusione che sta avendo Android ultimamente non ci sarebbe senza la frammentazione: una delle forze di questo sistema operativo è l'essere disponibile sugli smartphone di qualunque fascia, sui tablet e presto anche sulle TV. Anche gli altri sistemi operativi non sono immuni dal problema della frammentazione, non è stato sottolineato più di tanto ma l'iPhone 5 ha una risoluzione diversa da tutti gli altri iPhone (retina e non).

A: Altro tema caldo è quello della pirateria: c'è chi addirittura ha deciso di distribuire gratuitamente le proprie applicazioni perché sarebbero state pagate da una minima parte di utenti in ogni caso. Come ti poni rispetto a questo argomento e cosa pensi del freemium e degli acquisti in app: possono essere una soluzione percorribile?

FC: La mia applicazione Folder Organizer è da sempre a pagamento a 99 centesimi, nonostante il prezzo non sia elevato si trovano versioni piratate in giro. Sto usando la libreria di Google per verificare la licenza e l'offuscamento del codice ma un buon hacker riesce comunque a togliere questa protezione. Una app gratuita con gli acquisti in app secondo me può essere un ottimo modello di distribuzione di una applicazione, purtroppo quando ho iniziato l'in-app purchase non era supportato e quindi non l'ho mai usato. Comunque anche usando gli acquisti in app una applicazione può essere comunque piratata, soprattutto quando i contenuti sono tutti sull'applicazione e non su un server centrale

A: Folder Organizer ha avuto un grande successo testimoniato dall'altissimo numero di download sia da Google Play, sia dal market di AndroidPIT. Come sei riuscito a ottenere un risultato del genere e soprattutto, te lo aspettavi?

FC: Sinceramente no, ho iniziato quasi per gioco ma piano piano ho visto che la faccenda stava diventando seria! Ho avuto la fortuna di iniziare a sviluppare quando c'era molta meno concorrenza, adesso è molto più complicato farsi notare visto il numero elevato di app disponibili. Folder Organizer permette di organizzare il proprio smartphone (le app installate ma anche i bookmark e i contatti) usando le etichette in stile gmail. L'idea non è originalissima ma ancora nessuno l'aveva applicata per organizzare le app installate e infatti dopo poco è stata copiata anche da altre applicazioni.

A: Attualmente stai lavorando su altre applicazioni, Android e non?

FC: Per adesso sto continuando ad aggiungere funzionalità a Folder Organizer, la prossima a cui sto pensando è la possibilità di salvare i dati su Google Cloud in modo da sincronizzare le etichette su più device.

A: Sei uno sviluppatore italiano che lavora in Italia. Quali sono secondo te gli ostacoli e le opportunità date dal lavorare nel nostro paese?

FC: I classici ostacoli burocratici italiani ci sono, anche trovare un commercialista che capisca di cosa si parli non è stato facile! Per il resto il bello degli store mobili è che con pochi click si può mettere un'applicazione a disposizione del mercato globale. Se uno sviluppatore distribuisce un'applicazione è secondo me una pessima scelta puntare solo al mercato del nostro paese. Quello italiano è solo uno dei tanti mercati e guardando le statistiche non è neanche fra quelli con più potenziali utenti.

A: Sempre parlando dell'Italia, mi sembra che le aziende che commissionano app per Android sia ancora minoritarie rispetto a quelle che ne chiedono per iOS, mentre in altri paesi il divario è meno marcato. Pensi sia vero e se sì, credi che la situazione stia cambiando?

FC: Ho notato anche io questa tendenza, molte aziende commissionano app solo per iOS o per entrambi i sistemi operativi, difficilmente ci sono progetti solo per Android. Questa cosa secondo me cambierà presto quando le aziende penseranno al numero di potenziali clienti e alla diffusione del sistema operativo di Google.

A: Grazie del tempo che ci hai dedicato Fabio, buon lavoro e in bocca al lupo!

FC: Crepi, grazie a voi!

 

(Immagini: © Fabio Collini)

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