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#Indossabili/Fitness 3 min per leggere 2 Commenti

Misurazione del polso: perché i cardiofrequenzimetri ottici non sono buoni

Sebbene vengano utilizzati in numerosi smartwatch e anche nei più esigenti fitness tracker, i cardiofrequenzimetri ottici continuano a non dare soddisfazioni. E con la loro inaccuratezza, a dirla tutta, sono anche un po' infami. 

Faccio sport ogni giorno e mi piace la tecnologia. Di conseguenza nel corso degli anni ho provato una miriade di fitness tracker e orologi sportivi nelle discipline sportive più svariate e spesso anche contemporaneamente. Niente mi ha fatto più innervosire dei cardiofrequenzimetri ottici.

Il motivo è semplice: mi piace cambiare sport. Vado volentieri a fare una corsa o una pedalata, ma il mio allenamento include anche yoga, bilancieri, sessioni HIIT, esercizi cardio MMA, atletica o arrampicata. L'affermazione "fare una pedalata" include tutte le discipline sportive in cui i battiti sono soggetti a sollecitazioni, ovvero tutte le discipline sportive in cui i cardiofrequenzimetri ottici fanno cilecca. Quando i polsi sono piegati e/o molto tesi il sangue non circola liberamente, di conseguenza anche la misurazione del battito dà spesso risultati inaffidabili.

Battito palesemente troppo basso

Situazione tipica: durante un allenamento ad intervalli sono al limite delle mie forze e non ho più fiato, e invece l'aggeggio sul polso mi mostra un malizioso "121". Alla fine dell'allenamento l'app mi mostra un 110 come media del battito. Per chi non se ne intende molto di sport: questa sarebbe la frequenza cardiaca di un'allegra sgambettata. Siccome la media del battito viene utilizzata per il conteggio del consumo delle calorie, secondo la app, in un'ora di sudata intensa ho consumato l'equivalente di un misero cheeseburger.

Fortunatamente nello stesso momento indossavo una fascia toracica che misura elettricamente la mia frequenza cardiaca, in poche parole lo stesso principio quando ci sottoponiamo all'ECG dal dottore. Qui ci sono buone notizie. Sull'orologio sportivo collegato alla rispettiva app compare solitamente un valore che va da 40 a 60 battiti in più di media e di massima. E al posto di un cheeseburger ho bruciato l'equivalente di un Big Mac e mezzo.

Ho riscontrato questo problema con ogni singolo tracker fitness che si basa su un cardiofrequenzimetro ottico: da Basis a Fitbit, Epson, Garmin fino a Samsung e Tom Tom. Al contrario gli auricolari con cardiofrequenzimetro ottico integrato funzionano piuttosto bene, come per esempio Jabra Sport Pulse Wireless o Bose SoundSport Pulse Wireless. I primi sono economici, i secondi possono ancora andare.



Pigrizia: un altro grande problema

Un altro problema (nella pratica però non così grande) è la pigrizia di molti cardiofrequenzimetrici ottici. Durante un allenamento ad intervalli hanno bisogno di più tempo per reagire alle frequenze cardiache intermittenti. Soprattutto negl'intervalli brevi si riscontra una certa inaccuratezza.

Non fraintendetemi, se siete soliti farvi una corsetta o andare in bici i cardiofrequenzimetri ottici da polso sono utili al vostro scopo. Ma nel caso in cui pratichiate qualche sport che sollecita molto i vostri polsi, allora non ci siamo proprio. Dovete rassegnarvi al fatto che, allo stremo delle vostre forze, l'apparecchio al polso vi sbeffeggerà con un 120 di battito.

Come va con i vostri cardiofrequenzimetri? Di quale vi fidate? Vi fa divertire o causa solo frustrazione?



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  • Concordo sulla poco l'attendibilità degli ottoci ...avavo un fitbit charg 2 che ho restituito!


  • Beh probabilmente per la bici non va troppo bene. Io però pratico sport ad alta intensità con corsa, salti e diverse variazioni di frequenza e anch'io apprezzo molto la fascia cardiaca al torace ma ho notato che essendo il polso libero mi basta stringere di un buco lo smartwatch per avere una media affidabile e spesso anche il valore puntuale. Ovviamente si perderà alcuni picchi alti, ma la media in generale risulta abbastanza accurata (il più delle volte è inferiore di soli 5 battiti rispetto a quella con la fascia). In realtà comunque nel mio sport non è sufficiente quella per valutare lo sforzo, però aiuta

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