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Napster per Android, ritorno dopo la mutazione

C'era una volta Napster, la piattaforma e programma per PC per la condivisione di file musicali che ha portato alla ribalta il file sharing e, come  conseguenza la lotta alla cosiddetta “pirateria”. Proprio sotto i colpi dei Metallica e della RIAA, contraltare americano della SIAE, Napster è caduto, per tornare adesso, 14 anni dopo, come servizio di streaming musicale, anche su Android.

napster android
© Napster

Stavolta non c'è nemmeno l'ombra di attività illegali, Napster, che ormai da un bel pezzo non è più nella mani del suo fondatore, non ha fatto altro che convertirsi al business della musica in streaming, settore già occupato da giganti come Spotify, All Access di Google e il più piccolo ma agguerrito Rdio.

Come i concorrenti, anche Napster si basa su un abbonamento mensile (costo: € 9,95) che dà diritto all'ascolto illimitato di canzoni in mobilità e non, ma soprattuto anche offline, visto che consente di salvare localmente la musica per poi usufruirne nei momenti in cui non abbiamo una connessione. Ovviamente questo non si significa che la musica diventi nostra. Come in tutti i servizi di streaming musicale, quello che si paga è il diritto all'ascolto solo per la durata dell'abbonamento. I tempi in cui gli si salvavano gli mp3 “per sempre” sull'hard disk sono finiti. Per Napster.

L'applicazione Napster per Android può essere scaricata gratis da Google Play, mentre sottoscrivere un abbonamento (una settimana di prova è gratis) ci si può recare sul sito ufficiale.

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