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Chi trarrà realmente vantaggio dalla riforma sulla neutralità della rete?

La neutralità della rete è uno dei principali temi high-tech di oggi. Gli Stati Uniti possono vedere il loro rapporto con Internet cambiare prima della fine dell'anno, ma chi beneficerà di tutti questi cambiamenti? L'Europa dovrebbe essere preoccupata? Cercheremo di rispondere a queste domande nel nostro articolo.

Preambolo

L'intera storia è iniziata nel 2002 quando un professore americano, Tim Wu, si è interessato ai molteplici aspetti di Internet. Egli ha concluso che tutti dovrebbero essere in grado di utilizzarla come desiderano, purché le leggi siano rispettate. Durante i suoi studi ha subito riscontrato una difficoltà: più utenti ci saranno, più risorse saranno necessarie per consentire loro di fare quello che vogliono. I fornitori di servizi Internet, ossia coloro che mettono la rete a disposizione degli utenti, devono quindi sostenere costi elevati. Di conseguenza, è stato necessario trovare un metodo per finanziarli, il che ha dato luogo a tariffe variabili in base alla velocità. Più veloce si vuole navigare su internet, più si dovrà pagare. Naturalmente, ogni ISP offre anche un proprio set di servizi avanzati.

Da allora le cose sono cambiate. In un nuovo contesto politico ed economico, il CEO della famosa organizzazione FCC ha deciso di proporre una vera e propria rivoluzione: l'abbandono della neutralità della rete.

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I giganti di Internet vedono questi cambiamenti con scetticismo. / © ANDROIDPIT

Neutralità della rete: insomma, di cosa si tratta?

I principi di Tim Wu sono sempre stati adottati: gli utenti di Internet hanno tutti gli stessi diritti. Potete guardare uno qualsiasi dei canali TV inclusi nel vostro abbonamento o visitare uno qualsiasi dei siti web. Da un punto di vista economico, siete dei clienti come tutti gli altri. Dal punto di vista legale, siete degli utenti come tutti gli altri, indipendentemente dai servizi e dalla quantità di dati utilizzati. A parte il vostro utilizzo, nulla vi distingue dagli altri utenti.

Questo è esattamente ciò che la FCC intende cambiare: gli utenti di Internet non saranno più tutti uguali, i loro diritti sul web non saranno più un concetto universale. Secondo Ajit Pai, portavoce della FCC per la campagna, ciò consentirebbe investimenti e aprirebbe le porte all'innovazione e alla creazione di posti di lavoro.

Perché le cose sono cambiate?

Barack Obama era un convinto difensore della libertà di Internet. Nel 2015 ha attuato una riforma in questa direzione, mettendo a dura prova i fornitori e gli operatori, soprattutto perché ciò ha messo a repentaglio la loro competitività. Purtroppo per lui, il suo successore non condivide la sua visione e ha deciso di fare piazza pulita del passato.

Il Presidente degli Stati Uniti è molto chiaro nella sua posizione contro la neutralità della rete, e alcuni la vedranno come un freno all'operato del suo predecessore, poiché si sta rivisitando una riforma che gli stava molto a cuore. Ne sapremo di più a dicembre dopo le votazioni, ma in ogni caso l'Italia e più in generale l'Europa non dovrebbero adottare così facilmente una riforma di questo tipo, poiché il BEREC è lungi dall'essere favorevole a questa idea; al contrario, difende la neutralità della rete. È vero che in Portogallo l'operatore MEO "inganna" un po' gli utenti, proprio come AT&T negli USA, offrendo per 8 euro la possibilità di non contare i dati su Netflix. Sarà interessante vedere come si evolverà la situazione visto che in Italia pacchetti di questo tipo sono sempre più comuni.

Tuttavia, non pensate si tratti di una questione politica, al contrario.

Chi ne trae vantaggio?

Il cavallo di battaglia degli operatori e degli ISP...

Come probabilmente capirete, gli ISP hanno molto da guadagnare. Da molto tempo sognano di avere più spazio di manovra. AT&T lo fa già più o meno con zero rating, una tecnica che gli permette di aggirare la legge statunitense offrendo alcuni servizi gratuiti agli utenti e facendo pagare ad altri. In pratica ciò gli permette di battere i suoi rivali piazzandosi primo con i suoi servizi. Così, senza la neutralità della rete, le aziende saranno in grado di creare pacchetti per facilitare l'accesso a determinati dati, per esempio un pacchetto Facebook in modo che gli utenti con tale tariffa non debbano pagare a consumo i dati per utilizzare il social network.

Va detto che internet non ha reso la vita degli operatori e dei fornitori di servizi particolarmente facile. Questi ultimi hanno visto nelle comunicazioni Internet (in particolare Skype) un'ombra per la loro immagine, poi FaceTime e altre applicazioni di chiamate online. In termini di larghezza di banda, le applicazioni ad alta intensità di dati come Netflix o YouTube spingono gli operatori ad adattarsi investendo di più in strutture migliori.

Qui sotto troverete di seguito come potrebbero apparire le offerte senza la neutralità della rete.

... e di molti altri

Ma ISP e gli operatori telefonici non sarebbero gli unici a beneficiare della situazione. Molte persone (il capo della FCC, Ajit Pai ad esempio), considerano la neutralità della rete come un errore e sostengono questo progetto. I produttori di apparecchiature (Qualcomm, in particolare) vedono in questa riforma un'opportunità per stimolare la concorrenza, poiché avranno maggiori richieste da parte degli operatori, che si tradurranno in innovazione a breve e medio termine.

Molte altre imprese argomentano tutti i problemi causati dall'anonimato di Internet. Alcune attività illegali (come il download) e molti altri problemi potrebbero teoricamente essere risolti. 

Chi ne verrà danneggiato?

Naturalmente l'utente è al centro della storia poiché perdendo la sua libertà d'uso probabilmente dovrebbe pagare di più per i vari servizi. Le aziende Internet che hanno un business plan che trae vantaggio dal maggiore numero di utenti (come Google e Facebook ad esempio) saranno di certo lese. Questo a meno che non stipulino dei contratti direttamente con gli ISP/operatori, cosa che ovviamente implica un investimento di cui vorrebbero fare a meno. Queste aziende vedrebbero il loro servizio sempre accessibile ma non necessariamente privilegiato (se non avete il pacchetto Facebook dovrete pagare per i dati, ad esempio).

Trovate che questo sia forse un modo per calmare l'entusiasmo di queste enormi aziende, che a volte possono essere un po' troppo maniache di grandezza?

Pensate che gli americani abbiano ragione nel voler sopprimere la neutralità della rete?

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  • Scusate, ma si intende accesso privilegiato oppure nessun accesso a determinati contenuti o sti? Perché la cosa cambia la prospettiva e non di poco, per esempio Google, con estensione europea accedo mentre con estensione USA no? E questo varrebbe anche per altri url, inoltre ho un contratto di accesso web con operatore europeo, da domani entra in vigore questa "nuova forma di fruizione" ma nel mio contratto non vi è menzione, chi pagherà la differenza di costi? E temo che la risposta sarà la solita l'utonto. Credo che non sia questa la forma né il modo per migliorare i profitti degli operatori e non sono uno scienziato di economia. Piuttosto offrendo sicurezza vera, agli utenti di questo servizio ISP gestione centralizzata delle informazioni personali ecosistemi di IOT estendendo la gestione dei propri beni fisici altre alle mura domestiche ecc.... Questi sono i veri contenuti che possono interessare l'utente e spingerlo a "spendere" qualche eurini in +

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