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In che modo un nuovo app store potrebbe migliorare Android?

Con oltre due milioni di applicazioni, il Play Store è la più grande fonte di servizi per Android. Bisogna però essere onesti: non tutte le applicazioni sono perfette. Molte sono difettose, non offrono un'interfaccia attraente o sono spammate da pubblicità invasive. Per questo spesso si scaricano diverse applicazioni prima di trovare quella giusta. Di cosa ha bisogno un app store per essere perfetto?

Il Play Store, l'ultima frontiera. È l'anno 2016. Queste sono le avventure dell'astronave Android, che da più di 10 anni viaggia accompagnata dal suo aquipaggio di 2,25 milioni di applicazioni, pronta a raggiungere galassie inesplorate, tuffarsi in avventure VR e provare nuove applicazioni e giochi. Molti anni luce di distanza da una buona esperienza utente, Android si ritrova però piena di applicazioni che nessuno ha mai testato né controllato prima. 

La ricerca della giusta applicazione all'interno di un mercato così ampio è tutt'altro che divertente. Un'app richiede troppi permessi e ceraca di spiarci, un'altra mostra una grafica antiquata e praticamente inutilizzabile. Infine c'è quella che ci ricopre il display di annunci pubblicitari e notifiche. 

Purtroppo le valutazioni degli utenti sul Play Store non aiutano. Le Click Farm in Bangladesh, India, Egitto ed altri Paesi fanno si che le applicazioni ricevano abbastanza valutazioni di 5 stelle in modo tale che il voto finale non risulti inferiore al 4.0. Ovvero, abbastanza per farle figurare tra le prime 10 nelle ricercerche degli utenti. Una battaglia continua con le valutazioni di 1 singola stella date invece da utenti che realmente hanno utilizzato il servizio e ne sono rimasti delusi. 

Il problema: nel Play Store, affianco a servizi di ottima qualità, si trovano applicazioni pessime. Esistono market alternativi per Android, ma in nessuno di questi è possibile scovare le app di cui si è realmente in cerca. 

Alternative al Play Store

L'alternativa più popolare al Play Store, almeno in Europa è sicuramente l'app shop di Amazon, seguito da Amazon Underground. Purtroppo però, il numero di applicazioni disponibili è decisamente inferiore rispetto a quello offerto dal Play Store, si parla di circa 600 mila servizi. Questo anche perchè le app sono ottimizzate per i dispositivi Amazon, dotati di una versione Android meno recente. 

L'app shop però ha altri punti deboli. Gli aggiornamenti delle applicazioni arrivano in ritardo e non sono automatici. Ogni applicazione deve essere confermata manualmente e per ottenerla è necessario attivare le origini sconosciute. È inoltre facile incontrare su questo store delle finte app che non aspettano altro di spiare i vostri dati.

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Una delle migliori alternative al Play Store! / © ANDROIDPIT

Per quanto riguarda i malware va detto che il Play Store è abbastanza sicuro e riconosce in fretta i servizi potenzialmente pericolosi per gli utenti eliminandoli una volta per tutte. Per conoscere meglio le norme di sicurezza del Play Store, vi consiglio di dare un'occhiata a questo post sponsorizzato da Applause

Ogni app deve essere controllata prima della pubblicazione

Un sistema di controllo basato esclusivamente su di un processo artificiale non è sufficiente. Al momento Google collabora con compagnie specializzate in sicurezza allo sviluppo di un algoritmo in grado di analizzare il design di un'applicazione in modo più preciso. Ad esempio, se un'app senza interfaccia dovesse chiedere l'accesso alla funzionalità dedicata agli SMS, l'algoritmo invierebbe automaticamente un segnale di allarme. Questo a lungo andare migliorerebbe il controllo qualità automatico, ma non contribuirà a scovare le app realizzate male. 

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In che modo potrà migliorare il Play Store! / © ANDROIDPIT

Un buon Play Store ha alle spalle una redazione impegnata a testare le applicazioni per verificarne l'esperienza utente. Esistono linee guida precise che gli sviluppatori devono seguire durante la realizzazione di un'app, ma sarebbe meglio se ci fossero delle persone in carne ed ossa a verificarne utilizzo ed apparenza. 

Nel caso un servizio non dovesse essere conforme alle regole stabilite e la redazione non dovesse giudicarne sufficientemente intuitivo l'utilizzo, lo sviluppatore avrebbe un arco di tempo limitato per migliorarla. In caso contrario, dovrà rimuovere l'app dal Play Store. 

Considerando la quantità di dati che condividiamo ogni giorno con Google, è assurdo che non riesca a garantirci applicazioni di qualità, o almeno applicazioni a noi realmente utili. Apple in questo senso offre un servizio migliore. Il catalogo di app, grazie alle diverse categorie ad alla cura di una redazione, può essere sfogliato facilmente. Ma non è tutto: le app offerte offrono una qualità migliore rispetto a quelle presenti invece nel Play Store.

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Se solo il Play Store fosse controllato di più... / © ANDROIDPIT

L'app market di Huawei minaccia il Play Store

Grazie ad oltre cento milioni di utenti in Cina HiSpace, il mercato delle app di Huawei, è un concorrente diretto del Play Store con dell'ottimo potenziale. In quei Paesi in cui il Play Store ed i servizi Google non sono disponibili, i mercati alternativi hanno la possibilità di crescere ed HiSpace di Huawei sicuramente non rimane indietro in questa corsa. 

Il mercato delle app Huawei viene controllato da una redazione, stando a quanto ci è stato riferito da responsabile della divisione Mobile Changzhu Li, proprio come per l'app store di Apple. Le applicazioni inadeguate vengono rimosse dal catalogo. Purtropp però il responsabile non ci ha rivelato se questo market sarà mai destinato a raggiungere l'Europa. 

Ora che il mercato degli smartphone Huawei è in continua crescita, sempre più untenti Android sfrutteranno alternative al Play Store per scaricare app. In fondo perchè dovrebbero continuare a perdere tempo procedendo per tentativi e scaricando app una peggiore dell'altra?

Opinion by Eric Herrmann
Se ci fosse un'alternativa migliore al Play Store, la scaricherei subito!
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Android ha bisogno di un nuovo Play Store

Il numero delle app disponibili nel Play Store è già abbastanza grande. Se lo scopo era quello di superare iOS in numero di servizi disponibili, questo obiettivo è stato superato da tempo. Ora alla quantità deve però seguire la qualità. Se il numero di applicazioni inutili o realizzate male aumenta, la reputazione di Android è destinata a peggiorare. Finchè le cose non miglioreranno, gli utenti Apple avranno sempre qualcosa di cui vantarsi, un ottimo argomento per preferire iOS ad Android. 

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Commenta la notizia:
  • Io penso che l'aggiunta di un nuovo store possa fare solo bene a Google che, in vista di un potenziale rivale, inizierebbe ad aggiornarlo

  • Sicuramente tutto è migliorabile, ed anche il Play Store. Direi che è stato messo il dito nella piaga facendo capire all'utente cosa sono le ClickFarm, tuttavia si potrebbe migliorare questo aspetto avendo 2 valutazioni, una a livello globale ed una a livello nazionale, ad esempio con il voto media ottenuto dall'applicazione nella nazione di chi la sta scaricando in questo momento. Bisogna anche dire che però non è mai del tutto affidabile una valutazione fatta via internet, quello che si fa nei paesi del sud est asiatico, si può fare anche qui, quindi ci sarebbero molti sistemi per rendere il meccanismo delle valutazioni più affidabile. Infine va detto che le alternative ci sono, già da tempo, alcune richiedono accorgimenti particolari per essere usate ma ci sono. La domanda viene posta con un si o un no, penso che ci vorrebbe una scala di valutazione, con almeno un valore intermedio perché ci sono casi in cui si potrebbe ricorrere ad alternative, e ne varrebbe la pena, ed altri in cui invece non sarebbe opportuno. Insomma dipende dalle applicazioni, dalla loro qualità, dai prezzi, dal tipo di smartphone e così via, ci vorrebbe quindi almeno una terza opzione

  • Per me la cosa più importante che siano esenti da pubblicità, meglio che le facciano pagare, ( poco ).

    •   26

      Concordo pienamente: da sviluppatore preferirei far pagare un app, anche 5,00€ piuttosto che distruggerla con gli ads.

  • Pienamente d'accordo con quanto scritto nell'articolo.
    Se sei alla ricerca di un'applicazione che dia un certo servizio non puoi fare a meno di provarne tante e poi tenere la migliore, ammesso di averne trovata una soddisfacente. Ciò sarebbe superato se, oltre alla presentazione dello sviluppatore, ci fosse un commento di Google sulla stessa. Ad esempio, nessuno ti informa sull'impatto che l'applicazione avrà sulla RAM e, spesso, devi rinunciare al servizio, ma te ne accorgi solo provandola.
    Altro serio problema è quello degli aggiornamenti. Ci sono applicazioni che ricevono aggiornamenti continuamente pur funzionando benissimo. A volte, questi, inseriscono feature interessanti, ma spesso, troppo spesso, portano solo miglioramenti marginali di cui faresti volentieri a meno. Ad esempio, io da tre anni utilizzo (dopo averne provate molte) Type come client di posta perché era di gran lunga il migliore. Nel tempo si è aggiornata spesso, ma con particolari che non servivano e che non fanno altro che appesantire l'applicazione e renderne più laborioso utilizzarla. Ciò sarebbe superabile se:
    1) fossero chiaramente descritti i motivi dell'aggiornamento e, invece, non lo sono quasi mai (vedi WhatsApp)
    2) gli aggiornamenti necessari al mero funzionamento dovrebbero essere separati da quelli offrenti nuove feature che potresti ritenere superflue e quindi decidere di non scaricare

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