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Perché gli smartphone cinesi costano così poco?

Il mercato degli smartphone cinesi si è ormai affermato in tutto il mondo grazie al buon rapporto qualità/prezzo. Ne è un valido esempio il Meizu Pro 6, uno smartphone elegante dalle ottime specifiche tecniche e dal prezzo invitante. Ma sono i brand cinesi che sono mossi da una qualche forma di carità regalando smartphone performanti a prezzi stracciati, oppure c’è qualcosa dietro tutto questo? 

AndroidPIT huawei p9 vs xiaomi mi 5
Gli smartphone cinesi conquisteranno prima il mercato, poi il mondo! / © ANDROIDPIT

Costi di manodopera inferiori

Una delle motivazioni più conosciute, e tra le più tristi, che si nasconde dietro ridotto costo degli smartphone cinesi è la manodopera. La Cina ha uno dei costi più bassi per la manodopera ed è questa la ragione per cui molti produttori realizzano i loro dispositivi in questo Paese. Le aziende non lo fanno per amore verso la cultura e l’arte di questo popolo, ma per poter ridurre il più possibile i costi di produzione ed ottenere il massimo beneficio.

I produttori cinesi come Xiaomi, Huawei, Meizu e così via hanno il vantaggio di stare a casa propria, il che significa spendere molto meno dei produttori come Apple, Samsung, HTC o Sony i quali hanno solo la parte produttiva in Cina. Questo, insieme ad altre strategie, consente loro di adeguare i prezzi per renderli alla portata di tutte le tasche. Va però detto che la situazione sta lentamente cambiando, e che sempre più produttori guardano con interesse al mercato indiano:

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Molti produttori realizzano i propri dispositivi in Cina per la manodopera a basso costo. / © ANDROIDPIT

Alta tecnologia, ma non il top

Quando si parla di hardware, la maggior parte delle volte si va a finire esclusivamente sui numerini nelle specifiche tecniche. Numero di core, frequenza, megapixel, GB di RAM e perfino di memoria di massa sono valori validi con cui effettuare un paragone tra gli stessi modelli di hardware, dotati delle medesime tecnologie di costruzione e caratteristiche implementate.

Due processori con gli stessi numeri su carta, possono poi dare prestazioni totalmente differenti a seconda della tecnologia utilizzata e dei tanti altri fattori che entrano in gioco (questo è valido quando la differenza tra i valori non è sostanziale, il migliore dei dual-core non può competere con il peggiore degli octa-core, o almeno in ambito multi-thread).

I dispositivi cinesi marciano spesso su questo punto, integrando componenti i cui numeri sembrano rivaleggiare con i top di gamma, ma che in realtà sono di uno o più gradini inferiori. Fortunatamente non è sempre così o comunque non è l’unico motivo di risparmio. I processori Mediatek offrono i costi più bassi della concorrenza, dettaglio che se aggiunto al fatto che questa società si trova in Cina, abbassa ancora di più i prezzi per un produttore locale.

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Il Meizu Pro 5! / © ANDROIDPIT

Per quanto riguarda la RAM, molti dispositivi cinesi montano memorie DDR3, decisamente più economiche, ma anche meno prestanti delle RAM DDR4. Le fotocamere sono quasi sempre Sony, in quanto si tratta del più grande distributore di sensori per le fotocamere degli smartphone ed offrono i modelli più economici.

Come display vengono spesso usati modelli di LG o Japan Display (i cui schermi sono di qualità leggermente inferiore e meno costosi) che sfruttano la tecnologia IPS. Se si opta per i modelli economici firmati Samsung la scelta cade sulla tecnologia l’AMOLED (qui non ci sono alternative), il tutto rigorosamente con risoluzioni in Full HD o inferiori (tranne alcune eccezioni). La storia si ripete con tutti gli altri componenti hardware: i brand cinesi vanno sempre alla ricerca del massimo disponibile al minimo prezzo.

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Vendita online + quantità limitate = scorte esaurite in breve tempo! / © ANDROIDPIT

Vendere online conviene

L’e-commerce è il metodo di vendita utilizzato dai produttori cinesi. Questo garantisce un enorme risparmio economico, dato che non occorre gestire centinaia di negozi fisici in giro per il mondo. Quando si acquista uno smartphone come il Samsung Galaxy S7 Edge, all'interno dell'etichetta troviamo purtroppo i costi di distribuzione, assenti invece sui dispositivi cinesi.

Abbiamo visto come sempre più produttori cinesi stiano allestendo le proprie vetrine online con i nuovi dispositivi rilasciati sul mercato: da Xiaomi a OnePlus, da Huawei a Meizu, la scelta è sempre più variegata!

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Vendere online riduce i costi di distribuzione! / © ANDROIDPIT

Quantità limitate (e programmate)

Oltre alla vendita online, viene sfruttato un metodo davvero efficace quanto inaspettato: si producono molti meno dispositivi rispetto alla domanda. Questa pratica ha infatti due grandi vantaggi: marketing e risparmio economico. Il primo avviene indirettamente ed è causato dalla creazione di un bisogno, la necessità di acquistare un dispositivo perché presto si esauriranno le scorte.

Un esempio è lo Xiaomi Mi 5 che ha esaurito le scorte in breve tempo! Senza parlare della pubblicità gratuita derivata dall’attesa degli utenti. In secondo luogo, vi è un grande risparmio economico in quanto vengono prodotti solo gli smartphone che si sa di vendere: spese di magazzinaggio minori e ritorno economico immediato.

Ma la tecnica più interessante è quella di mettere in commercio un dispositivo con un prezzo che nei primi giorni è al pari delle spese del produttore o anche inferiore (con delle perdite, insomma), per poi sfruttare il calo dei prezzi della componentistica ed avere enormi guadagni nelle successive produzioni dello smartphone.

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Honor e OnePlus, due brand cinesi amati dagli utenti! / © ANDROIDPIT

Marketing a costo zero

Chi non ha mai visto una pubblicità in TV di Apple o Samsung? I principali produttori di smartphone investono milioni e milioni in pubblicità, cartelloni, sponsor e testimonial famosi, come Robert Downey Jr (Iron Man vi dice qualcosa?) con HTC o l’edizione James Bond Spectre del Sony Xperia Z5. Tutto questo, più o meno direttamente andrà a influenzare voi, il consumatore, a scegliere uno di questi brand per parecchi anni.

Naturalmente, indovinate chi paga tutto questo marketing? Noi, con una buona percentuale del prezzo di uno smartphone. Cosa che non accade con gli smartphone cinesi, dove i produttori sfruttano esclusivamente i social network, ma dove riescono spesso a diventare virali e farsi conoscere in tutto il mondo senza spendere praticamente un centesimo (almeno agli inizi, adesso troviamo pubblicità e cartelloni di Huawei ovunque).

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La famiglia Huawei P9 ha raggiunto i cartelli pubblicitari sparsi per il mondo / © ANDROIDPIT

Tutto questo va bene, ma la qualità del prodotto finale soffre?

Considerando i punti analizzati fino ad ora, non vi è alcun motivo per dubitare della qualità di uno smartphone cinese, forse ad eccezione delle prestazioni del comparto hardware. Ma anche assumendo un possibile utilizzo di componenti fortemente economici, nonostante non si abbia a che fare magari con il non plus ultra della tecnologia, avremo comunque di fronte un dispositivo complessivamente prestante.

Inoltre i costi così convenienti superano ampiamente il rapporto qualità/prezzo della maggior parte dei dispositivi più blasonati. Bisogna considerare tuttavia che possono entrare in gioco altri aspetti come la scarsa disponibilità degli aggiornamenti Android, i costi della dogana e l’incertezza di come muoversi per l'assistenza.

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Il Oneplus 2 è un dispositivo economico e di alta qualità. / © ANDROIDPIT

Ma l’aspetto più controverso è quello che riguarda la certificazione europea di questi dispositivi. Gli smartphone cinesi sono quasi totalmente sprovvisti del marchio CE e devono sottostare solo ai controlli sanitari cinesi, quindi non è poi così impensabile l’utilizzo di plastiche o di altri materiali che in Europa sono vietati in quanto nocivi alla salute, senza considerare quali controlli siano presenti per limitare le emissioni SAR.

Con questo non voglio creare alcun allarmismo, ma solo porre all’attenzione su come esistano gadget, giocattoli e altri prodotti importati dalla Cina realizzati da produttori pressoché sconosciuti, sprovvisti di marchio CE, e in cui sono sono trovati materiali tossici. Forse questo mondo non è così distante dal panorama di alcuni smartphone cinesi e questo potrebbe avere gravi complicazioni: dopotutto sono dispositivi con cui restiamo in contatto a lungo e quotidianamente.

Sono comunque certo che i principali brand cinesi non soffrano di questi problemi, dato che un eventuale scoperta di questo genere distruggerebbe in un istante tutto il lavoro fatto per entrare così prepotentemente nel mercato degli smartphone odierno. Voi che cosa ne pensate? Possedete uno smartphone cinese, o avete intenzione di comprarne uno?

22 Commenti

Commenta la notizia:
  • A mio parere il "problema" che possono dare gli smartphone cinesi è un altro. Si chiama affidabilità. Parlo per
    esperienza diretta. Ho acquistato due smartphone ed entrambi dopo pochi mesi l'ho dovuti portare in assistenza.
    Anzi il secondo (Huawei) è tutt'ora lì. Qualcuno mi potrebbe dire che sono stato sfortunato mentre potrei rispondere
    che potrebbe essere poca cura nell'assemblaggio. Per non parlare dei tempi di attesa che sono biblici. In questi
    casi si è costretti ad utilizzare cellulari di scorta oppure effettuare un nuovo acquisto.

  • 3 anni fa mi regalarono uno Huawei tra i primi usciti sul nostro mercato; io avevo un Samsung di pari valore e, dopo un po di confronti, decisi di vendere quest'ultimo. Ancora oggi sono favorevole all'acquisto di uno smartphone cinese (previe attente informazioni circa dogana e assistenza, a meno di non acquistare il prodotto in Italia) ben sapendo e accettando di pagare un minimo gap prestazionale a fronte, però, di costi decisamente inferiori (30/50%).
    Ora ho un Note3 e non mi passa nemmeno per la testa l'idea di passare a....un top di gamma.
    Ritengo, infine, che, a meno di non essere degli addetti ai lavori e di avere esigenze particolari l'acquisto di tali device dovrebbe essere di prima scelta per il 90% dell'utenza che, invece e molto spesso si rivolge all'ultimissimo nato per poi utilizzarlo solo per Whatsapp e Facebook e ricevere chiamate (farle sì, ma solo con Whatsapp e solo sotto WiFi perché altrimenti costerebbe...) e, frequentemente non è nemmeno pratico nell'uso delle email.

  • " nonostante non si abbia a che fare magari con il non plus ultra della tecnologia " Non sono proprio d'accordo con te.
    Se prendi il Oneplus 2 monta quanto di meglio c'è attualmente sul mercato e lo fa ad un prezzo altamente competitivo.
    Stesso discorso per la Xiaomi. Chiaro poi ci sono gli smartphone di marche di più basso livello che effettivamente costano pochissimo ed effettivamente montano hardware scarso.

    • Mattia Mercato
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      9-nov-2015 Link al commento

      Hai ragione, ma oltre alle prestazioni generali (essenzialmente ram e processore) occorre valutare anche il resto dell'hardware. Sebbene a potenza sia eccellente, il comparto fotografico non è tra i migliori e nemmeno la tecnologia del display. Poi c'è anche il reparto audio da considerare, la potenza / efficienza del segnale, e le specifiche degli altri componenti (WiFi, Bluetooth, etc.).
      In ogni caso sono piccolezze per lo più trascurabili, ma per chi vuole il massimo assoluto deve spendere di più (spropositatamente di più), così come in ogni altro ambito :)

  • In merito alla qualità media, direi che ormai siamo andati oltre, almeno per i top di gamma; se poi alcuni dispositivi che montano mediatek reggono perfettamente tutte le funzioni di uno smartphone moderno, ma mi costano una frazione, tanto di... risparmiato! Certo il costo della vita costa meno, ma ormai la Cina è moderna e avanzata e chi lavora nelle aziende ad alta tecnologia ha una qualità di vita piuttosto elevata, quindi credo che esempi passati di sfruttamento dovrebbero essere quasi scomparsi; insomma, non andiamo a cercare il pelo sull'uovo, che la favoletta "piú spendi, meglio spendi" non vale più.

  • Mattia come al solito l'articolo è molto tecnico e molto competente hai analizzato in maniera molto approfondita la totalità degli aspetti che portano ad una maggiore economia degli smartphone cinesi. Hai fatto un po' come un'analisi al microscopio, sei partito dall'esterno, hai cominciato con l'aspetto macroeconomico, nel sud est asiatico si concentra pressappoco la metà della popolazione mondiale e quindi c'è bisogno di lavoro, inoltre li ci sono delle economie emergenti e quindi manodopera a basso costo. Se fosse solo per questo aspetto però, come tu stesso fai notare anche in altri articoli, tutti i brand o quasi tutti progettano nel paese d'origine ma poi vanno a produrre in Cina proprio per abbattere i costi di produzione. Le vendite online sono poi qualcosa di davvero importante perché come diceva un presentatore di raiuno qualche anno fa, Alessandro Di Pietro nel suo programma Occhio alla Spesa, i costi della filiera vengono abbattuti quando il prodotto va dal produttore al consumatore. Certo questo è importante ma anche la Samsung, la mia amata NGM, Stonex, Kumo ed anche la Sony e persino BlackBerry se non sbaglio, hanno implementato o stanno implementando un sistema di vendita diretto e quindi questo aspetto per quanto importante, è meno influente nel fare la differenza con gli altri Brand non cinesi. Sicuramente un ruolo importante è giocato dalla quantità limitato, hai fatto l'esempio dello Xiaomi mi4 ed è una prova lampante di quanto possa essere efficace questa scelta. Il costo del Marketing è assente, hai perfettamente ragione, non c'è bisogno nella maniera più assoluta di fare pubblicità perché uno spot che coinvolge Lionel Messi o una scenografia come gli spot di Apple, influiscono sicuramente sulle spese che l'azienda deve sostenere e che poi va a scaricare sul cliente finale. Mi sono permesso per adesso di omettere il secondo motivo, cioè quello che riguarda la qualità buona ma non il top. Effettivamente questo è vero, danno una discreta importanza alla qualità ed i processori Mediatek anche se pare siano registrati a Taiwan, di fatto è come se stessero in Cina, sono dei buoni processori, del resto basati su architettura ARM, anche se va detto che addentrandoci nelle specifiche del processore, effettivamente trovare un processore Mediatek, fosse pure il modello di punta, che possa competere con un processore Snapdragon, non è impossbile ma è abbastanza difficile. Devo dire che però l'uso di un processore prodotto nella stessa macroregione economica è una scelta strategica importante e come tu stesso fai osservare, a prescindere dal processore, anche se a livello di hardware non offrono il top, offrono comunque una media qualità, anzi in certi casi una qualità medio alta, senza contare che io non mi stanco mai di dire che il Saturno V era equipaggiato con un processore molto meno performante di quelli che abbiamo nei nostri smartphone. Persino lo Shuttle, mi pare di ricordare, che avesse più processori in cascata ma solo per avere delle CPU ridodanti in caso di guasto, che comunque non erano nemmeno lontamente comparabili con le CPU attuali.
    Nell'ultima osservazione nominando anche il SAR, hai messo il dito nella piaga e penso che qui ti aspettavi il mio commento. Nel rinnovarti la richiesta di fare una piccola indagine sul CENELEC, ti dico che resto molto sorpreso, anche se non più di tanto, nell'apprendere che le certificazioni sanitarie dei dispositivi cinesi non rispondono necessariamente alle prescrizioni delle CE. Adesso devo precisare una cosa, chiaramente hai detto bene senza creare allarmismi, cioè sappiamo ad esempio che i dolci procurano il diebete ed i formaggi il colesterolo ma non è detto che mangiando un po' di formaggio o un pezzo di torta ci dobbiamo ammalare per forza, è chiaro poi che se abusiamo, ci ammaleremo davvero, ma come spesso amo dire, queste cose Dio le sa anche se si dice anche, aiutati che Dio ti aiuta. Insomma la mancanza delle certificazioni è uno dei motivi che mi imporrebbe di non scegliere mai un marchio cinese. Io non ho figli al momento ma se ne avessi non comprerei mai loro uno smartphone senza certificazione, a parte il fatto che cercherei di insegnargli a vivere bene anche senza smartphone e ad usare l'informatica solo quando serve, così come la tecnologia. Per fare un esempio buffo, in un cartone animato, tempo fa, vidi 2 ragazzi che stavano a cercare di capire quale fosse il risultato dell'addizione 8+3. Il primo dice accidenti quanto fa ? Ho dimenticato il mio smartphone. Il secondo dice non preoccuparti ci penso io, ma poi si accorge che anche lui hai dimenticato il suo smartphone. Arriva un vecchietto, sicuramente con una mente meno abile della loro, un vecchietto sulla novantina. Si avvicina e dice il risultato è 11. I ragazzi gli chiedono come faccia a saperlo e lui dice che quando non c'erano gli smartphone, queste cose si studiavano a scuola.
    Insomma questo è un esempio un po' estremo e goliardico ma al giorno d'oggi si fa il possibile per usare il meno possibile il cervello. Anche se pare che abbia un po' travisato, era per dire che cercherei di far usare ai miei figli molto la testa e meno possibile la tecnologia, se poi avessi uno smartphone che non ha certificazione, allora non lo acquisterei sicuramente perché oltre a fargli usare la testa, vorrei che la loro salute sia il più possibile preservata.
    Gli altri punti sono impeccabili, un'analisi delle strategie di merchandising impeccabile, breve e concisa e l'analisi della qualità tutto sommato è condivisibile è come comprare una buona berlina invece che una fuori serie ma se non c'è garanzia sugli airbag, sull'abs, sui sistemi di sicurezza, allora meglio spendere un po' in più, magari cambiando la macchina dopo 5 anni invece che dopo 3, ma con una maggiore certezza e sicurezza per la nostra incolumità :)

    • Mattia Mercato
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      6-nov-2015 Link al commento

      Tra me, te e Joseph abbiamo raddoppiato la lunghezza dell'articolo, inoltre è tardi, quindi mi limito a ringraziarti come sempre per le tue analisi e le interessanti opinioni personali (ma anche, e soprattutto, per le digressioni :) ).
      Ci tengo a far notare che quanto detto sulla certificazione europea è valido solo nel caso in cui uno smartphone non venga commercializzato in europa: se si naviga online su uno dei tanti siti dediti al commercio di smartphone cinesi, è possibile acquistare smartphone che non siano destinati al mercato europeo. In questo caso non è obbligatorio il marchio CE.
      Anche nel caso in cui si acquista uno smartphone cinese in europa (localmente o online), non è detto che vi sia il marchio CE o che quello presente sia originale e non contraffatto, ma qui entriamo nell'illegale.
      Comunque è sempre meglio informarsi :)

    • Cmg anche i costosi Iphone vengono prodotti in China in Fabbriche dove vengono sfruttati ragazzi minorenni a lavorare 12/14 ore al giorno e costretti anche a vivere nelle fabbriche

  • Abbiate pazienza...ma precisiamo alcuni aspetti...Apple lo fanno in Cina...all'azienda costa 230€ circa...e lo vendono a 1000€...Samsung Sony ed Lg hanno quasi il 70/80 % della produzione in cina e se non li come Samsung sfrutta la manodopera coreana o vietnamita a basso costo.
    Poi a parte aziendine che non fanno parte dei grandi marchi asiatici aziende come Meizu, One Plus, Xiaomi e Oppo hanno non solo prodotti validissimi ma anche di altissima qualità ed innovazione!
    Oppo ha messo in commercio l'unico smartphone con fotocamera rotante motorizzata telecomandata, usa materiali come la lega Ergal utilizzata in campo aereospaziale ed ha brevettato un sistema innovativo di raffreddamento processore smartphone a liquido chiamato Ice Nest Tecnology.
    La Xiaomi ha sempre usato materiali di prima qualità e Meizu è stata la prima azienda a creare un iphone killer di altissima qualità (la serie MX ha fatto storia).
    E se non fossero certificati non sarebbero vendibili da store europei.
    Qui tutto si è contato tranne il fatto che i brand nostrani costano troppo perché spendono di pubblicità in tv fior di capitale che scaricano sulle spalle dei clienti e poi nessuno si è mai domandato perché si svalutino in pochi mesi di quasi 300€ ?
    Perché il prezzo era carico di suo.
    Abbiate pazienza ma è un articolo molto impreciso quasi tendente ad invogliare a comprare marchi nostrani stendendo assurdi veli scuri su aziende che danno top di gamma ad un prezzo : ONESTO!!! cosa che aziende come Samsung Sony ed altre non possono fare perché il loro prezzo porta il peso del brand e nulla più!


    Ps. il mio è un commento derivante da quasi 12 anni di esperienza nel campo della telefonia asiatica che mi porta ad affermare che ormai la qualità non è più monopolio dei marchi che vediamo in tv...anzi spesso è il contrario!

    • Mattia Mercato
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      6-nov-2015 Link al commento

      Ciao Joshep, grazie mille per l'interessante contributo!
      Come ho già detto nel commento precedente, in questo articolo si è semplicemente voluto analizzare il motivo per cui gli smartphone cinesi, generalmente, costano di meno, senza voler suggerire alcuna preferenza di acquisto (ammetto che l'ago della bilancia sembra pendere più a sfavore degli smartphone cinesi).
      In ogni caso, è ovvio che non tutti gli smartphone cinesi siano uguali: converrai con me che se io in questo articolo ho mostrato gli eventuali difetti di uno smartphone cinese "normale" (passami il termine), dove il prezzo è assolutamente economico, tu invece in questo commento hai parlato solo degli smartphone cinesi "eccellenti", dove infatti il prezzo sale quasi al livello dei brand più blasonati:
      - Oppo N3, con fotocamera motorizzata, 649 dollari.
      - Oppo R5, con raffreddamento a "liquido" (che in realtà è un foglio di grafite usato come dissipatore), 399 euro.
      Di certo questo non è il target di smartphone cinesi economici di cui mi sono riferito e in ogni caso, come ho scritto espressamente nell'articolo, ho escluso che brand cinesi con una buona o ottima fama (Meizu, One Plus, Xiaomi, Oppo, etc.) possano avere gravi difetti costruttivi o nella scelta dei materiali.
      Sul perché sia così alto il prezzo degli smartphone più blasonati basta "rovesciare" l'articolo, a partire dal punto 5 e compresi tutti gli altri. Per approfondire il discorso, tuttavia, occorrerebbe un articolo intero: oltre a spese di marketing, costi di gestione e di distribuzione (ripeto, i brand cinesi stanno in Cina e producono in Cina. I brand non cinesi che producono in Cina, devono aggiungere tali costi), si paga anche un gran lavoro intellettuale (progettazione, design, funzionalità software, componenti hardware, ...) ed altro ancora. I dispositivi Samsung top di gamma, ad esempio, integrano il massimo della tecnologia della casa in quanto a display (Super AMOLED), processori (Samsung Exynos), etc., così come una ricca rosa di funzionalità e servizi software esclusivi.
      Senza alcun dubbio tutti questi fattori non bastano a determinare un costo così elevato, ma qui entrano in gioco le regole di mercato: l'inflazione di cui parli è il frutto di un circolo vizioso in grado di generare il massimo del profitto, alimentata dall'uscita entro pochi mesi di un modello di smartphone successivo a quello attuale: un vantaggio economico, in quanto si copre una vasta gamma di fasce di mercato, ed uno psicologico, generando un bisogno a rincorrere gli ultimi modelli. Naturalmente non è così semplice, ma mi sto dilungando già fin troppo.
      Anche questa onestà dei brand cinesi cui parli, in realtà non è altro che l'unico modo in cui possono guadagnarsi una fetta di mercato anche loro, di certo un azienda commerciale non ha come primo interesse il nostro portafoglio. Ciononostante con le giuste competenze un consumatore attento potrà sfruttare egregiamente questo aspetto portandosi a casa un dispositivo prestante a poco prezzo.

      PS: questa è la mia personale opinione, nonostante il mio unico smartphone cinese sia stato un ottimo OnePlus One e non certo 12 anni di esperienza in questo campo! ;)
      Quindi, colgo l'occasione di parlare con una persona ben più esperta di me per chiederti dove secondo te sono stato impreciso.
      Chiedo anticipatamente scusa per la prolissità, in questo sono molto afferrato :)

      • Ti preciso che il raffreddamento dell'R5 non è un foglio di grafite utilizzato come dissipatore ( sistema che hanno un pò tutti gli smartphone ) bensì tutt'altra cosa.
        Attualmente il sistema di raffreddamento di uno smartphone è all’esterno del foglio di grafite che ricopre il wafer. Il calore dal centro del wafer attraverso l’aria a contatto con il foglio di grafite si scarica sullo chassis del telefono rendendolo piano piano rovente!
        La conducibilità termica della grafite è ottima ma quella dell’aria non lo è per questo che il calore rimane alto intorno al processore disperdendosi poi sull’ intero telefono. Il 15 settembre sul canale della OPPO Taiwan viene pubblicato il video di un’ esperimento che ha scatenato l’immaginazione di molti facendosi chiedere cosa stessero progettando (il video è reperibile in rete non riesco a postare il link).
        Diversamente dal sistema tradizionale con il nuovo sistema ICE NEST tra il wafer e il foglio di grafite vi è uno strato di “metallo liquido” se cosi vogliamo chiamare questo materiale che dai 28° ai 35° circa passa dallo stato solido a quello liquido migliorando il sistema di raffreddamento di circa 5 gradi rispetto ai sistemi tradizionali . In questo modo quando il processore si surriscalda il materiale speciale passa dallo stato solido a quello liquido avvolgendolo interamente come se vi fosse immerso e abbassando la temperatura del processore stesso.
        Ovviamente meno calore che tramite il foglio di grafite si scarica sullo chassis dello smartphone.
        Poi per quanto riguarda Oppo N3 il prezzo in vendita all'uscita era di 529 euro circa (l'unico device Oppo ad avere un prezzo che superasse i 500 euro) giustificabile però dalla fotocamera motorizzata con telecomando portachiavi che oltre tutto non solo si limitava a fungere da controllo della rotazione della cam e scattare foto ma anche come sistema di notifica, infatti si illuminava in caso di chiamate e serviva anche come antifurto se veniva separato ad una certa distanza dallo smartphone stesso. Poi parliamo di un device che monta lenti certificate Schneider Kreuznach e processore Qualcomm Snapdragon 801 MSM8974AA Quad-core 2.3 GHz che all'uscita era tra i top. (Ora N3 è acquistabile a 389€ ma dopo quasi un anno dalla sua uscita).
        Il problema penso è che non si percepisce ancora la differenza tra marchi di aziende che producono cellulari per chiunque voglia farsi un brand (esempio vado io e mi faccio assemblare uno smartphone marca pinco pallino) e aziende che hanno produzioni propri ed esclusive con tanto di centro ricerche come marchi su citati come Meizu ( tra i primi a montare i processori Exynos sulla serie MX ) One plus (che poi è una compartecipata Oppo) Xiaomi e Oppo che fanno parte dei grandi marchi asiatici ed ora entrati in quello internazionale e che nonostante l'alta qualità nulla da invidiare a Samsung Sony e Lg non costano un rene (come lo era Huawei prima di entrare nel mercato internazionale).
        Grazie comunque per avermi risposto ;)

      • Ciao Joseph, guarda che l'espressione metallo liquido non è assurda quanto possa sembrare. Il metallo può esistere allo stato liquido basta pensare al mercurio che fonde a circa 39 gradi sotto zero :).
        Può essere che il sistema usi una lega simile al mercurio che poi è un elemento che appartiene al gruppo dei metalli, in ogni caso non è impossibile ne fantascientifico che si possa avere una lega con proprietà simili. Detto questo, cercherò prossimamente di documentarmi sul sistema ICE NEST, appunto pochi giorni fa parlando con un amico mi venne in mente dei processori dei primi mainframe raffreddati ad elio liquido, certo la cosa è differente ma in fatto di tecniche, a volte il passato può dare spunto al presente :)

    • Alla Apple costa 160 euro un iPhone ho visto un filmato girato nella fabbrica dove viene prodotto

  • No, non li possiedo e non credo di prenderne mai uno, semplicemente perché mi sono sempre trovato più che bene con i soliti marchi. Inoltre, se questo tuo articolo voleva in qualche maniera invogliare all'acquisto di uno smartphone cinese, non me ne volere, ma su di me ha ottenuto esattamente l'effetto opposto.

    • Mattia Mercato
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      5-nov-2015 Link al commento

      Ciao!
      Infatti questo articolo non voleva invogliare all'acquisto di uno smartphone cinese, ma solo illustrare per quale motivo riescono a tenere un prezzo così basso, come del resto suggerito dal titolo ;)

      • Concordo assolutamente con te Mattia :)

      • Lo avevo capito, era solo per dire che io, non essendo un "tecnico", ma un utilizzatore tutto sommato normale (nel senso che si, mi interesso, ma non vado poi a scavare così a fondo) leggo che spesso questi smartphone cinesi hanno una ram inferiore, fotocamere inferiori, display inferiori....insomma, non è che proprio viene tutta sta voglia di prenderli. Almeno a me, poi ovviamente ognuno farà le proprie scelte.

      • Mattia Mercato
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        6-nov-2015 Link al commento

        Ammetto che non sono un grande appassionato di smartphone cinesi, ma ti posso garantire che esistono tantissimi dispositivi che non hanno nulla da invidiare (almeno sulla carta, poi bisogna toccare con mano) a molti top di gamma e ad un prezzo decisamente inferiore ai brand più blasonati.

        Invito i lettori a farsi avanti con qualche esempio, forza community!! ;)

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