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4 problemi che Google deve risolvere al più presto!

Spesso trattiamo e speculiamo sui pregi che il nostro amato Android porta con sé, ma i difetti non possono essere certo sottovalutati. Svisceriamo una volta per tutte il firmware e troviamone i punti deboli principali, problemi che speriamo Google riesca presto a risolvere.

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Ecco 5 problemi che affliggono Android! / © AndroidPIT

Ci vorrebbe una vera e propria rivoluzione, un modo nuovo di pensare Android, per risolvere alcune delle questioni che stiamo per affrontare. Google conosce la propria creatura, ma i tempi, e forse le tecnologie necessarie, non sono ancora maturi. Ecco quali sono le caratteristiche Android che, secondo noi, dovrebbero cambiare al più presto!

Big G dovrebbe trovare il modo per rendere il sistema degli aggiornamenti più semplice per tutti, brand e utenti

1. La gestione degli aggiornamenti

Partiamo da questo aspetto che meriterebbe tesi intere, dato va a toccare uno dei principali problemi alla base di Android: la frammentazione. Purtroppo Google non è Apple ed Android gira su dispositivi di tantissimi brand diversi ormai da anni, ed è per questo che esistono dispositivi più vecchi di altri, che incoporano versioni datate del firmware e che non rientrano nei piani di aggiornamento dei brand.

Un nuovo aggiornamento dell'OS viene rilasciato, più o meno, ogni anno e l'ultimo dolciume di casa Google ad essere stato rilasciato è Nougat. Se però si tiene conto dei dispositivi attualmente aggiornati a Marshmallow, la versione precedente, ci si rende subito conto della portata di questo problema. Il problema non è direttamente legato a Google in quanto tocca ai singoli brand costruttori lavorare sugli aggiornamenti personalizzati per i propri dispositivi ma Big G dovrebbe trovare il modo per rendere il sistema più semplice per tutti, brand e utenti.

I produttori si interessano principalmente dei prodotti d'alta gamma, mentre i tablet e gli smartphone di fascia media vengono spesso trascurati. La fascia bassa dei dispositivi mobili è poi un terreno praticamente abbandonato a se stesso.

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I dispositivi di fascia media sono destinati a girare Lollipop e Marshmallow? / © ANDROIDPIT

Proprio per questo motivo, la maggiorparte dei dispositivi Android in circolazione installano Lollipop, mentre un'altra grossa fetta viene ancora animata da Jelly Bean.

Senza fare i salti mortali per pensare a chissà quale soluzione macchinosa, basterebbe che Google offrisse il suo OS ai vari Samsung, LG e Sony nella sola versione stock. I bloatware sarebbero disponibili negli store di ogni brand e l'aggiornamento ad un nuovo firmware sarebbe simultaneo per tutti, proprio come succede con iOS. Si risolverebbe il fastidioso impiccio dei bloatware e, allo stesso tempo, si otterrebbero aggiornamenti "in tempo reale".

2. Il tasto Indietro è un'incognita

Forse non è un prolema che salta subito all'occhio, ma una volta che lo si ha presente in testa, manda quasi al manicomio. In sostanza: non si ha mai la certezza di dove si trovi (se passate ad esempio da un Samsung ad un Huawei rimarrete inizilmente confusi quando cercherete il tasto indietro a destra!) e di cosa farà il tasto Indietro su Android. E non succede solo con le app di terzi ma anche con quelle made in Google. Gmail è un ottimo esempio: dalle email inviate se ne aprite una qualsiasi tramite la funzione Cerca e, successivamente, selezionate il tasto indietro, tornerete ai risultati della ricerca, poi alle email inviate e infine alla posta in arrivo. 

Tutto in ordine fin qui, il pulsante Indietro torna alla schermata precedente. Per fare la stessa cosa si dispone anche della freccia virtuale in alto nel display, che scompare quando si arriva alle email inviate per lasciare posto al tasto del menu. In altre app però il tasto indietro può portare allo step precedente all'interno dell'app o, in alcuni casi, chiuderla direttamente.

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Dove ci porterà il tasto indietro? / © ANDROIDPIT

Se dal widget dell'agenda entro nei miei impegni, da lì il pulsante indietro mi porta al calendario, app che non ho mai effettivamente aperto. Non ci è dato sapere con esattezza dove il pulsante indietro ci porterà, a meno che non lo si provi per ogni percorso e processo. Questo tipo di avanzamento per errori non si addice però ad un sistema operativo che ha una vastissima distribuzione planetaria, non trovate?

3. Spostare i file è un rebus

Ecco un'altra funzione scomoda alla quale ci siamo ormai abituati. Quando vogliamo spostare un file da un posto all'altro sul pc, ci basta fare un bel copia-e-incolla ed il gioco è fatto. In Android, purtroppo, non è così semplice ed esistono diversi processi di multitasking che si possono seguire per condividere un file.

Il robottino verde è sempre molto user friendly, ma a volte fa di testa sua

Si può, una volta scaricato un file, condividerlo in app sfruttando diversi strumenti (sms, mail, bluetooth o app come Whatsapp ad esempio), oppure utilizzare il tasto del menu a scomparsa per selezionare Invia a. Un'altra possibilità è quella di accedere alla cartella Download, aprire Drive, o sfruttare un'altra app dalla quale recuperare il file. Infine si può selezionare il file e scegliere il caro e vecchio Copia, anche se non tutte le app dispongono di tale funzione. Insomma, questo processo non funziona mai nella stessa maniera ed ogni volta bisogna capire come spostare un file dal punto A al punto B senza perdere troppo tempo.

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Spostare i file è un rebus! / © ANDROIDPIT

​​​​​Da quando è stata introdotta la selezione multipla le cose sono leggermente migliorate, ma siamo ben lontani da un'uniformità d'uso che renda l'esperienza Android intuitiva al massimo. Per altro stiamo parlando di processi e file molto simili a quelli che sono presenti sui computer, perchè dobbiamo quindi complicarci la vita? Copia-e-incolla, o meglio ancora trascina, e via! 

4. Il GPS non si disattiva automaticamente alla chiusura di Maps

Sembra più un capriccio che un vero e proprio problema Android, invece si tratta di una funzione che mangia risorse della batteria. C'è chi tiene il GPS costantemente attivo, ma in molti preferiscono tenerlo spento e il motivo non è difficile da capire: risparmio energetico. Senza ricorrere a funzioni speciali o altre opzioni presenti, basta aprile il menu dedicato alle impostazioni rapide e selezionare l'icona dedicata.

All'apertura di Google Maps, l'app chiede agli utenti (giustamente) di attivare il GPS per rilevare la posizione nel modo più preciso possibile. Fin qui tutto bene. La nostra domanda invece è: perchè, caro il mio Maps, quando ti chiudo non mi chiedi se voglio spegnere il GPS? Invece questo non succede e dopo aver consultato le mappe, Android mantiene acceso il GPS ed il consumo della batteria aumenta non di poco. Il robottino verde è sempre molto user friendly, ma a volte fa di testa sua. 

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Maps a volte è fin troppo smart/ © ANDROIDPIT

Le buone notizie

Fino a qualche tempo fa, questa lista sarebbe potuta continuare per molti capitoli, ma Marhsmallow ha posto fine a molti problemi di vecchia data. Per esempio, i link che apriamo in una qualsiasi app sono gestiti molto meglio, rendendo il processo più veloce e meno dispendioso di energie.

Anche le soluzioni dedicate al backup sono più smart: è lo stesso Android che salva in automatico app e dati in modo che il recupero di questi risulti immediato. Persino l'annosa questione dei file salvati su microSD è stata parzialmente risolta ed ora i dati sulla memoria esterna possono essere trattati allo stesso modo di quelli salvati sul dispositivo.

Tutto questo vale però per chi ha ricevuto Marshmallow. Sappiamo bene che Google è sempre in ascolto, e quasi tutte le questioni trattate in questo articolo non dovrebbero richiedere sforzi enormi per essere risolte. Quello della frammentazione è senza dubbio il problema più grosso e sentito dagli utenti. Il percorso per rendere gli aggiornamenti del software disponibili su qualsiasi dispositivo nello stesso momento è certamente molto lungo ma non smettiamo di avere fiducia nelle capacità di Google.

Qual è il problema che più detestate?

Quali altri problemi vorreste vedere risolti su Android?

16 Commenti

Commenta la notizia:
  • Alcuni sono problemi relativi. Dipendono comunque da come si usa lo smartphone. Qualcun altro potrebbe avere altre esigenze ad esempio

  • Concordo pienamente sullo spostamento dei file, dovrebbe essere più intuitivo e più generale. Per quanto riguarda il tasto indietro, basta solo abituarsi all'inizio. L'osservazione su Maps è giusta e condivisibile ma spesso ci sono anche altre applicazioni che usano il gps, ad esempio non si può usare il servizio di ricerca del telefono smarrito sui Samsung se il gps è spento. Questo è un esempio ma possono essercene anche altri. Penso che sia giusto che un'applicazione chieda all'utente di attivare l'hardware di cui ha bisogno ma non può, o meglio è difficile che possa dire all'utente di disattivare l'hardware di cui non ha più bisogno perché potrebbe esserci anche un'altra applicazione che usa lo stesso hardware. Quindi bisognerebbe mettere ogni applicazione in condizione di sapere cosa usano tutte le altre. Direi che da questo punto di vista potremmo anche dargliela per buona a Google, non credi Daniele ? Infine gli aggiornamenti, io non li ritengo importanti, salvo quando risolvono problemi software ma effettivamente è un aspetto migliorabile, come del resto tutto quello che viene dalla sfera umana. Diciamo che per noi umani la perfezione è un asintoto orizzontale a più infinito, tendiamo sempre ad avvicinarci ma non la troveremo mai perché essendo esseri corruttibili di un mondo corruttibile non possiamo avere l'idea della concezione della perfezione. Questo è un punto di vista da cattolico. Per i prossimi miglioramenti, se Dio vorrà vedremo :)

  • Premesso che le risposte parlano chiaramente di quale sia la priorità tra i "problemi" di Android, vorrei chiarire un aspetto circa "(se passate ad esempio da un Samsung ad un Huawei rimarrete inizialmente confusi quando cercherete il tasto indietro a destra!)": Huawei permette di gestire la posizione del tasto indietro. Da ex possessore di S3 passato a Honor 6 Plus ho trovato questa possibilità molto comoda; faccio notare che Samsung ( e non solo) non permette la stessa flessibilità.
    Per quanto riguarda gli aggiornamenti, sarebbe bello poter fare come Apple, purtroppo l'innumerevole varietà di terminali in questo caso è la vera "debolezza"; Google non vuole mantenere il controllo sul sistema operativo. In misura analoga accade a Microsoft con Windows.

  • Totalmente d'accordo sul punto degli aggiornamenti Android e sulla disattivazione automatica del GPS. Per quest'ultimo si potrebbe anche prevedere un timer di disattivazione come per esempio quello del WiFi Direct, oppure nelle impostazioni la possibilità di forzarne lo spegnimento quando si spegne lo schermo. Da quanto ne so io dovrebbe essere fatto a livello di kernel visto che le applicazioni non possono accedere all'accensione del GPS ... quindi lo deve proprio fare Google.

  • Io hna soluzione al problema degli aggiornamenti cel'avrei... Se invece di installare interfacce grafiche i brand installassero launcher, mantenendo android stock e integrando le funzioni nei launcher, potrebbero mandare gli aggiornamenti subito

  • L'unico vero problema è quello degli aggiornamenti. Gli altri aspetti sono sì realtà, ma decisamente meno importanti, almeno per me.
    Io sono convinto che si potrebbe risolvere con un poco di buona volontà. Se Google obbligasse i vari Brand ad aggiornare ognuno i suoi device. Ma se Google procederà, come sembra, con telefoni Google, sarà, altresì, poco interessata a farlo, dimodoché saremo tutti indirizzati a comprare i suoi. Ed infatti ci sono molte voci per cui sembra che parecchi Brand stiano cercando di sviluppare un proprio OS.

  • Il problema è solo uno: android è basato su kernel linux, MA non agisce come agiscono le distribuzioni linux; tutti i difetti riscontrati sono frutto di un tipico atteggiamento dei prodotti a codice chiuso: tirati un pochino via, non tanto nel codice base, quanto nell'interazione uomo/macchina; chi passa da M$ a Linux, avrà molto rapidamente davanti il fatto che si fa ogni cosa possibile per ridurre le complicazioni. Google dovrebbe cercare di agire per recuperare questo genere di filosofia e darne istruzione anche a chi sviluppa le applicazioni android.

    • Hai perfettamente ragione, significherebbe andare alla base base base e forse è un pò troppo tardi per farlo!

      • Si potrebbe anche semplicemente stabilire delle linee guide adatte; gli esempi ci sono e da quelli si può prendere spunto; in fondo dipende da quanto google ritenga la cosa importante...

  • Marvo 4-dic-2015 Link al commento

    Io la penso in una maniera leggermente diversa. Premetto che non sto dicendo che sono contrario a quanto scritto, anzi mi trovo d accordo su molte parti dell articolo, ma il punto sull aggiornamento e quello sul tasto indietro penso che debbano essere meglio chiariti. Gli aggiornamenti di Android sui dispositivi non vengono rilasciati su tutti i device non per colpa di google, ma bensì per via delle case produttrici. Google rilascia i suoi aggiornamenti Android, ma è alla casa produttrice che spetta il compito di ottimizzare per il proprio brand e immettere l aggiornamento sui propri device e se questo non viene fatto per motivi di hardware o molto più semplicemente per marketing, ahimè Google non è colpevole. Per quanto riguarda il tasto indietro, non sta a Google gestire meglio questa funzione, sta agli sviluppatori implementare nel codice delle proprie applicazioni l evento che lo intercetta. Se questo non viene fatto l applicazione alla pressione del tasto andrà in background

    • Se teniamo conto che Google e le altre case lavorano spesso a braccetto, ci dobbiamo ricollegare al punto in cui si descrive il fatto che solo i flagship e pochi altri ricevono un aggiornamento. La responsabilità è certamente delle case produttrici, ma Google potrebbe decidere di vendere Android solo in forma stock e a quel punto non ci sarebbero motivi per non distribuire l'aggiornamento a tutti dispositivi che hanno i requisiti minimi. Questione tasto indietro: è come dici tu, ma anche app interne hanno lo stesso comportamento ondivago (vedi Gmail).

    • hai riassunto perfettamente lo stato dei fatti, le versioni di android escono nello stesso momento e sono fruibili da tutti i brand, solo che da quel punto in poi sono loro che li testano e li "ottimizzano" per i vari device, spesso facendo l'errore di appesantirli con il bloatware che troviamo installati e che non possiamo facilmente eliminare. Inoltre la frammentazione dell'hardware per il sistema Android resta elevata...

    • Relativamente agli aggiornamenti faccio notare come Samsung non abbia aggiornato l'S3 oltre la 4.3 facendo uscire l'S3 Neo con 1,5GB di RAM. Allo stesso tempo la versione internazionale montava in partenza 2GB. Questo per dire come il caos sia creato dagli stessi produttori; Samsung in particolare sforna una miriade di modelli ogni anno per poi aggiornare solo i top.

  • Caro Daniele devo dire che hai ragione su tutti i punti anche se io in particolare penso che quelli da migliorare siano il fatto che gli aggiornamenti non arrivato a tutti, anche se dire il vero a volte questo è un vantaggio, ed il fatto che il tasto indietro ha un comportamento instabile. Penso che gli sviluppatori dovrebbero implementare un bottone indietro stesso nel software per avere un comportamento migliore. Per il resto Android M ha fatto dei miglioramenti ma tutto è sempre migliorabile per il semplice fatto che siamo esseri umani e manchiamo di perfezione, di conseguenza non possiamo produrre oggetti e progetti perfetti, pur essendo noi l'apice della catena produttiva, pianeta Terra a parte :)

  • Sicuramente il punto 1 è uno dei più importanti, visto che sta uscendo l'aggiornamento 6.0 mentre molti dispositivi sono ancora al 4.3!!!

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