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RAZR i, uno smartphone medio, ma innovativo

motorola razr i

Dopo una grande campagna pubblicitaria, Motorola ha finalmente presentato il suo nuovo RAZR i con chipset Intel. Chi si aspettava uno smartphone in grado di sfidare Galaxy S3 o il nuovo Lg Optimus G potrebbe rimanere deluso, nonostante questo al RAZR i(ntel) non manca di offrire spunti interessanti.

Basta la prima occhiata al RAZR i per capire che Motorola ha deciso di usare i migliori materiali a sua disposizione per il suo nuovo smartphone. Come da tradizione per i RAZR, la plastica non è contemplata, qui si trovano solo alluminio e kevlar... e vetro Corning Glass per il display. Le caratteristiche tecniche forse non solo all'altezza degli ottimi materiali usati, ma non bisogna dimenticare che il RAZR i non è un top di gamma, ma "solo" un dispositivo di fascia media, che in Europa - o meglio - nei paesi europei dove verrà commercializzato, costerà € 399.

motorola razr i retro kevlar

Display

Proprio il display è un osservato speciale, basta pensare che il pay-off del video teaser diffuso da Motorola recitava Edge-to Edge, proprio in riferimento all'assenza di bordi dello schermo. Dopo tutte le voci circolate su un presunto smartphone full-screen, constatare che il desplay del RAZR i i bordi li ha è un'altra piccola delusione. Dopo esserci chiesti se siamo stati ingenui noi o se invece è stato il reparto marketing di Motorola a esagerare, bisogna notare come i bordi del display siano però molto sottili e consentano di tenere comodamente in mano uno smartphone dalla diagonale di 4,3 pollici, cosa tutt'altro che scontata come sanno bene i proprietari di altri smartphone “ampi”.

razr i galaxy s3

Processore Intel Atom

Ovviamente il piatto forte offerto da Motorola col suo RAZR i è il chipset Intel Atom al posto di un tradizionale processore basato su architettura ARM. Il 2480 Medfield è un processore single core con frequenza di clock a 2 GHz. Attenzione, single core non significa che si tratti di un chipset inferiore in termini di prestazioni ai dual o ai quad-core di Qualcomm o Nvidia, inoltre Intel ha lavorato molto tempo per implementare anche su questa piattaforma la nota tecnologia Hyper-Threading, che permette di gestire egregiamente il multitasking. Allo stesso tempo, vale anche la pena di notare come i 2 GHz di clockrate non significano necessariamente più potenza rispetto a un processore da 1,4 Ghz come è quello del Galaxy S3 per esempio. Per questo tipo di confronti sono necessari test di benchmark, i quali ci diranno anche per quali tasks i chip Atom la spuntano sui tradizionali ARM e viceversa. Detto per inciso poi, il 2480 Medfield nei piani di Intel è tutt'altro che il processore top.

motorola razr i display

Adottare una “nuova” architettura porta inevitabilmente dei problemi di compatibilità. Al momento Intel afferma di poter gestire, con il suo Medfield, 500 tra le applicazioni più popolari. Sicuramente un buon numero, che però la frustrazione data da quella piccola, singola app che vorremmo usare ma che non è compatibile potrebbe facilmente far dimenticare. “In particolare non è stato facile con Chrome, ma ce l'abbiamo fatta” hanno detto a Londra quelli di Intel, peccato che a quanto pare le cose non siano andate benissimo, visto che il browser di Google risulta incompatibile con il processore Medfield e “si aspetta un update a breve”.

Conclusioni

Regina Dugan, chiamata da Google a risollevare le sorti di Motorola, aveva parlato non molto tempo fa di batterie in grado di durare giorni che in futuro sarebbero state montate sugli smartphone della casa alata. Beh, quel futuro a quanto pare non è ancora arrivato, nonostante ciò l'autonomia del RAZR i dovrebbe arrivare a ben 20 ore di uso misto. Proprio quella della batteria sembra la metafora perfetta per speigare il device presentato a Londra. Preceduto da grandi annunci, ci saremmo aspettati un grande nuovo smartphone prodotto da Motorola - e Google, non dimentichiamolo - invece quello che ci troviamo davanti è un dispositivo di fascia media non particolarmente brillante, che però offre buone e interessanti idee. Queste, se ben sviluppate, potrebbero arricchire di molto l'ecosistema Android, ma per il momento non ci faranno certo correre nei negozi per comprare il RAZR i. Ah, tra l'altro, nei negozi italiani nemmeno lo vedremo, quindi...

 

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