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La sfida più grande degli sviluppatori? Non farsi scappare gli utenti!

Creare un'applicazione è ormai alla portata di chiunque sia disposto a seguire un tutorial e perderci del tempo. Realizzare un servizio di qualità invece richiede delle competenze più specifiche ed avanzate. Pubblicare sul Play Store un'app di qualità, che sia fonte di guadagno e di successo invece è un obiettivo piuttosto difficile da raggiungere, tanto che moltissimi sviluppatori ci hanno provato senza riuscirci. Dov'è dunque il problema?

Dal nuovo utente all'abituè

Arrivare ad ottenere una base di utenti affezionati non è impresa facile. Una volta rilasciata una nuova applicazione sul mercato bisogna sfruttare una strategia per attirare l'attenzione degli utenti sul prodotto. I metodi sono numerosi: accordi per promuobere il servizio tramite operatori/costruttori, pubblicità tramite siti web specializzati, campagne di marketing. Con la giusta strategia ed un bel po' di pazienza, si riesce ad arrivare all'obiettivo ed ottenere sempre più download e registrazioni.

Contrariamente a quanto possa sembrare, il problema non è ottenere utenti, soprattutto se l'applicazione è gratuita. Non sono poche le persone che scaricano servizi gratuiti dal Play Store, anche sconosciuti, semplicemente per curiosità. La vera difficoltà sta nel mantenere questi utenti. Ne abbiamo già parlato in passato, in media gli utenti disinstallano le applicazioni dopo 72 ore di utilizzo. Un serio problema per gli sviluppatori, che si ritrovano a dover analizzare le cause di questo comportamento. 

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Bastano 72 ore per annoiarsi di un'app! / © AndroidPIT

Perchè gli utenti si stufano facilmente delle app?

Le risposte a queste domande potrebbero essere svariate dati i diversi fattori da prendere in considerazione. In alcuni casi il problema potrebbe essere molto semplice: l'applicazione non piace. Da un design poco attraente ad un'interfaccia laggosa, passando da contenuti poco interessanti o non all'altezza della concorrenza, le ragioni potrebbero essere più di una. Di sicuro non è facile ottenere il perfetto compromesso tra intuitività e contenuti interessanti, soprattutto per quanto riguarda i giochi, ma è proprio questo che permette alle applicazioni di distinguersi dalla massa e fare breccia nel cuore degli utenti. 

Ad ogni modo le cose non sono semplici ed anche le applicazioni perfettamente riuscite finiscono per essere disinstallate dagli utenti. Un vero e proprio rompicapo per chi lavora nel campo ed i protagonisti della conferenza Mobile Innovation Day hanno riconosciuto quanto sia difficile risolvere questo problema. 

Il primo problema riguarda l'analisi di mercato, spesso non sufficiente a dare risposte esaustive agli sviluppatori: di cosa si ha bisogno un'app per essere perfetta. Naturalmente se si è pionieri nel campo è possibile creare la necessità per un determinato servizio, ma è un rischio ed il risultato finale è che gli utenti troveranno geniale l'app per i primi tre giorni e la scaricheranno annoiati il quarto. 

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Lo scopo è quello di creare dipendenza! / © ANDROIDPIT

La competizione è spietata

Un altro grande problema è che il mercato è ormai saturo. Possiamo star qui a discutere di HERE Maps per giorni, uno dei GPS più intuitivi e funzionali del Play Store, ma se tutti gli smartphone Android offrono di default Google Maps, un servizio altrettanto di qualità e sempre aggiornato, è difficile che questa riesca a sfondare. Lo sviluppatore ottimista spera di riuscire a distinguersi dalla massa a colpire con qualche funzione originale, ma è difficile battere Big G. 

Possiamo fare anche l'esempio di Telegram. Si tratta di un servizio di messaggistica istantanea che, di base, offre le stesse funzionalità di tutte le altre (se non si contano gli adesivi originali), e che allo stesso tempo mette a disposizione feature diverse, che hanno dell'ottimo potenziale. Come potrà però mai raggiungere il bacino di utenti che ha WhatsApp? Non si tratta di un problema di design né di caratteristiche tecniche, ma di popolarità: tutti utilizzano WhatsApp.

Cosa si può fare per convincere gli utenti?

Esistono diversi modi di tenersi stretti gli utenti, spesso diversi a seconda del tipo di applicazione, ma l'idea di base rimane la stessa per tutte: lo sviluppatore cerca di coinvolgere l'utente a tal punto da farlo diventare dipendente. Il punto cruciale rimane sempre la qualità dell'applicazione, ma il coinvolgimento degli utenti è ciò che conta sul lungo termine. 

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Tutti gli speaker del Mobile Innovation Day. © ANDROIDPIT

Per farvi un'esempio potremmo nominarvi una buona parte dei giochi disponibili sul Play Store: funzionano tutti con il sistema di acquisti in app. Potrete immaginare che la cosa non sia casuale e che i potenziali acquisti siano posizionati in maniera strategica. Un livello può essere bloccato di proposito, facendo in modo che l'utente ormai dipendente dalle ambientazioni avventurose non riesca proprio a non sganciare quei pochi centesimi per sbloccarlo e proseguire. Per creare la dipendenza, ovviamente, tutta la prima parte del gioco è completamente gratuita. 

Frequenza di utilizzo

Altri sviluppatori sfruttano strategie diverse che hanno come obiettivo principale quello di motivare gli utenti ad utilizzare le proprie app il più frequentemente possibile. Che si tratti di giochi (ad esempio le fattorie) o servizi basasti sullo scambio, queste app fanno il possibile per far tornare gli utenti giorno dopo giorno ad utilizzare il servizio. Proprio la frequenza di utilizzo delle app è ciò che permette agli sviluppatori di inserire banner pubblicitari e guadagnare qualche soldo.

L'esempio di OneFootball

È in quest'ottica che il rappresentante di OneFootball ha spiegato in occasione del Mobile Innovation Day, la strategia utilizzata per quest'app. OneFootball è già da tempo un'applicazione famosa, uno dei punti di riferimento in materia calcistica, dunque possiede già una base di utenti ben salda. Nonostante ciò, il team di sviluppatori si scontra con gli stessi problemi che affliggono le altre applicazioni: tenersi stretti gli utenti. 

Grazie al loro accordo con Adidas, possono mostrare pubblicità personalizzate a seconda delle scelte effettuate dagli utenti all'interno dell'app. In pratica, se all'interno dell'applicazione scegliete come preferita una determinata squadra, come il Barcellona, visualizzerete pubblicità relative a quella squadra, che si tratti di magliette, eventi in programma etc.  

Insomma, sono tantissime le strategie utilizzate dagli sviluppatori per attirare l'attenzione degli utenti e fare in modo che utilizzino l'app giorno dopo giorno, non basterebbe un articolo per elencarle tutte. Ricordatevi dunque di prendere in considerazione questo aspetto cruciale quando deciderete di sviluppare la vostra applicazione. 

Tra gli esempi qui sotto, quale app non installereste mai?
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3 Commenti

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  • Per me le app devono offrire un dato servizio, e se ne trovo alcune che compiono la stessa azione le confronto in base a pregi, difetti e prezzo


  • Giochi a parte, secondo me l'aspetto principale di un'applicazione dev'essere l'avere contenuti il più possibile esclusivi.
    L'articolo ha preso in esame Here e Google Maps; io sono da tempo alla ricerca di un'applicazione "Auto" che comprenda più servizi evitandomi di dover utilizzarne più di una (3) come faccio ora con Google Maps + Prezzi Benzina + Autovelox ZTL.
    Però, guardando all'esempio fatto, perché uno sviluppatore crea Prezzi Benzina e poi anche Autovelox ZTL? Cioè 2 applicazioni differenti invece di una sola? Non posso pensare che non abbia valutato che riunendole in una sola moltiplicherebbe i Clienti (anche perché tanto per l'una come per l'altra ci sono varie alternative possibili), ma evidentemente per lui è meglio così.


  • Capisco che sia difficile, ma quando un'applicazione seppur interessante la trovo zeppa di pubblicità la disinstallo subito, preferisco pagare ( poco ) ma che sia senza banner.

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