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Siri vs Alexa e Google Assistant: chi avrà l'ultima parola?

Il controllo tramite comandi vocali ha avuto una partenza lenta ma l'utilizzo della voce si sta diffondendo sempre più anche perché gestire i dispositivi con la voce può essere davvero comodo. Siri, tuttavia, sta lottando con la concorrenza sempre più matura e spietata.

Siri è una parte importante della strategia di Apple, non a caso l'assistente vocale di Cupertino è stato uno dei protagonisti principali del programmatico discorso tenutosi in occasione del keynote del WWDC 2018. L'assistente vocale è stato dotato di alcune nuove funzioni che dovrebbero rendere più facile la comunicazione e tra queste vi è l'abbandono del comando "Hey Siri". Ma questa novità non basterà per permettergli di primeggiare nel duro confronto con Alexa e Google Assistant.

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No Siri, posso fare le mie ricerche su internet anche senza di te! / © AndroidPIT

La camicia di forza di Apple è piuttosto stretta

Le nuove funzionalità di Siri, le shortcuts introdotte da Apple a WWDC, sono decisamente necessarie per migliorare le capacità dell'assistente. Per molti aspetti Siri è stato finora limitato all'ecosistema Apple: non era ad esempio in grado di riprodurre brani da Spotify o mostrare i tragitti da seguire su Google Maps. Gli sviluppatori di app sono ora pronti a collaborare con Siri ma devono prima implementarla attivamente nelle loro app. Ci vorrà del tempo, e non tutti i provider lo faranno.

Gli utenti di Alexa hanno familiarità con le shortcurts perché l'assistente di Amazon le utilizza già da parecchio tempo. Nell'app Alexa è possibile creare le proprie routine e l'accesso a servizi di terze parti come Spotify, TuneIn o altri non è mai stato un problema. Lo stesso vale per l'assistente di Google, anche se le impostazioni per le routine sono nascoste nell'app. Siri con le sue scorciatoie non spicca quindi il volo ma quantomeno raggiunge Amazon e Google.

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Con Siri l'unico speaker smart è HomePod. / © Apple

Anche Apple ha urgente bisogno di migliorare il riconoscimento vocale di Siri. Alexa e Google Assistant non sempre capiscono tutti i comandi al primo tentativo. In un confronto diretto, tuttavia, il tasso di errore di Siri è significativamente più alto. Abbiamo notato che spesso Siri capisce in modo corretto il comando ma poi agisce come come se non avesse capito.

Più spesso che con gli altri due assistenti, ricevete da Siri come risposta qualcosa del tipo: "Ho trovato questo per te su internet:". Posso cercarlo su Google da solo, non ho bisogno di Siri per farlo. Le risposte alle normali domande su orari di apertura di attività commerciali, cultura generali, persone e simili vengono gestite molto meglio da Alexa e Assistant. 

Il tocco umano c'è

Siri e Alexa sembrano entrambi relativamente "umani", non solo nella fluidità del linguaggio ma anche nelle piccole cose che riescono a fare. Alexa di tanto in tanto augura una bella giornata, Siri parla bene di sé se non riesce a fare qualcosa. Entrambi sono in grado di reppare. Ed i Trekkie dovrebbero chiedere ad Alexa se parla Klingon...

Nel frattempo, Assistant di Google è più sobrio ma può ottenere un punteggio in più grazie al supporto di alcune celebrità su alcuni comandi vocali. La differenziazione automatica di più altoparlanti rende inoltre  Assistant adatto alle famiglie.

Siri, la strada da percorrere è lunga

Siri fallisce troppo spesso con semplici task. Appuntamenti, sveglie, ascolto di musica, torcia elettrica e altre piccole cose: sentirete spesso Siri ripetervi "Mi dispiace, non posso", perfino con richieste che mezzora prima sono state eseguite.

Nel complesso Siri è rimasta indietro rispetto alla concorrenza, quella stessa concorrenza che stava dietro chilometri e chilometri. L'assistente di Apple ha meno funzioni, meno opzioni ed un tasso di errore più elevato rispetto ad Alexa e Assistant. 

Il fatto che Siri sia rinchiuso nella prigione di Apple non lo rende necessariamente migliore perché manca di quegli input provenienti da altri partner che esistono invece su Amazon e Google. Se Siri vuole veramente superare i suoi avversari, Apple dovrà mettersi sotto stavolta!

Fonte: WSJ (Paywall)

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