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Samsung trova il modo di dare nuova vita ai suoi vecchi dispositivi

Avete uno smartphone Samsung che non usate abbandonato nel cassetto e non sapete che farvene? Venderlo non vale la pena perché nessuno offre abbastanza. Buttarlo sarebbe un peccato perché in realtà funziona ancora. Regalarlo non è un’opzione contemplata perché non è più affidabile. Samsung lavora attualmente ad una risposta al problema e sviluppa un software per il riutilizzo di milioni di vecchi dispositivi Samsung.

Con l’upcycling (dall’inglese up “sopra” e recycling “riciclaggio”) i prodotti di scarto o i materiali (apparentemente) inutili sono convertiti in prodotti nuovi. Al contrario del downcycling, con questa forma di riciclaggio si rivalutano i materiali. Il riutilizzo di materiale già a disposizione riduce l’impiego di materie prime.

Dopo due/tre anni massimo è sempre la stessa storia: lo smartphone diventa lento, la batteria non mantiene più una giornata intera, il software non riceve più aggiornamenti, la memoria è piena o lo smartphone è semplicemente passato di moda. Una volta sostituito si dimentica il vecchio dispositivo.

Cosa si dovrebbe fare con il vecchio smartphone? Diversamente dai vecchi PC non si può semplicemente installare Linux e continuare ad utilizzarlo per scopi particolari, sfruttarlo come server o affidargli dei compiti simili che non necessitano grande capacità di calcolo. I bootloader bloccati o i driver closed source mancanti ci impediscono di utilizzare gli smartphone con software di terze parti.

Con Galaxy Upycling Samsung crea un’interfaccia unica finora. Permette agli sviluppatori di software di sbloccare i bootloader, cancellare Android dai vecchi dispositivi Galaxy e interagire direttamente con l’hardware del dispositivo, quindi con display, WLAN, microfono, sensore biometrico, altoparlanti, Bluetooth o fotocamere.

I principi alla base dell’idea sono spiegati nel video seguente. Qui si mostra come Samsung voglia commercializzare il progetto, infatti il nuovo software per gli smartphone dovrebbe essere venduto insieme alle periferiche necessarie nello shop online di Samsung (l’anteprima è già online):

Samsung ha presentato il sistema Upcycling alla conferenza per gli sviluppatori Samsung a fianco del portale di riparazioni open source iFixit, cosa che già ha stupito di per sé. Matthew Gault di Vice Motherboard era presente all’evento e ha avuto la possibilità di parlare con gli ideatori del progetto. È stato subito chiaro come Samsung veda grandi possibilità all'orizzonte.

Le nuove possibilità di utilizzo rendono interessanti i dispositivi Samsung a lungo termine. Se prima i dispositivi dopo tre o quattro anni anche se non erano rotti si rivelavano inutili, con un upcycling del software questo non succederà più. I dispositivi saranno quindi utili come base per…

  • Un Bitcoin Mining Cluster.
  • Un impianto vivavoce.
  • Un monitor sensore.
  • Un desktop basato su Linux.
  • Una piccola console Arcade.

Samsung crea una nuova domanda per i dispositivi e di conseguenza aumenta il valore dei dispositivi usati. D’altro canto i clienti saranno più propensi a spendere quasi 1000 euro per i nuovi dispositivi se sanno che la metà dell’investimento ritornerà a loro alla fine dell’utilizzo.

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Immaginate se tra due anni potrete installare Linux direttamente sul Note 8. / © AndroidPIT

Finora non sembra che il programma Upcycling di Samsung cambierà qualcosa nella compattezza dell’ecosistema. Come sempre il produttore mantiene il controllo sui driver disponibili e quindi sulle possibilità offerte dal software. Inoltre, nel software rimangono componenti closed source su cui non possiamo mettere mano. Quindi una vera apertura non è contemplata.

Tuttavia per la prima volta si spalanca una porta per dare spazio alla creatività. Molti altri produttori dovrebbero seguire questi passi poiché anche loro sono responsabili del fatto che i dispositivi diventano inutilizzabili dopo poco tempo, anche se in realtà non lo sono. E poi c’è sempre bisogno della loro potenza di calcolo.

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