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Odio su Internet: è possibile evitarlo?

Internet, oltre a essere un pozzo d' informazioni a portata di mano, ha anche permesso lo sviluppo della comunicazione su grande scala in cui tutti si possono esprimere su qualsiasi argomento. In tutto il mondo ogni giorno constatiamo abusi o la presenza di utenti maligni che riversano il loro odio sugli altri senza ritegno, danneggiando siti e community. Cosa possono fare i siti per combattere questo problema?

Se le persone malintenzionate si permettono di parlare in questo modo è perché la comunicazione si svolge via schermo e la maggior parte del tempo in anonimato. Così è facile sentirsi invincibili e immaginare che si possa dire tutto ciò che si vuole in barba alle conseguenze.

Ci sono diversi tipi di "hater", per utilizzare il termine anglofono che non ha un equivalente vero e proprio in italiano. Alcuni hater se la prendono con gli altri utenti insultandoli per quello che dicono, per il loro aspetto fisico in caso di foto, o ancora si servono di Internet per prendersi gioco delle persone che conoscono nella vita reale (tuttavia il cyberbullismo è punito dalla legge). Ci sono anche gli hater che navigano su una pagina web semplicemente per vedere/leggere il contenuto e criticare, insultare, pretendere di saper tutto, ecc. Ce ne sono tanti su YouTube e da qualche tempo ne troviamo qualcuno anche sul nostro sito. Infine ci sono gli hater che fanno appello all'odio, all'omofobia, al razzismo, ecc.

I webmaster non hanno il potere di far ragionare le persone per impedire loro di riversare il loro odio sulla rete, ma hanno a disposizione altri strumenti.



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Questo non deve succedere, gli hater non devono averla vinta! © AndroidPIT

Soluzioni di censura

Disattivare i commenti

La soluzione più semplice per evitare di ricevere dei messaggi d'odio è impedire agli utenti di scriverli. Di fronte alla valanga di commenti pieni d'odio di ogni genere, molti giornali hanno preferito semplicemente disattivare i commenti per evitare che gli utenti iniziassero un dibattito sensibile (e senza fine) che prendesse facilmente una brutta piega. È possibile comunque attivare i commenti solo su determinati articoli, evitando conversazioni agitate su articoli troppo soggetti a dibattito.

Molti utenti possono avere delle reazioni violente quando leggono qualcosa con cui non sono d'accordo. Poco aperti alle critiche arrivano anche a insultare l'autore, convinti di essere nel giusto poiché ha osato dire qualcosa su cui non concordano. Senza commenti questo genere di situazioni può essere evitato. Si tratta di una misura estrema poiché bloccare la conversazione per evitare che degeneri non è poi così social e toglie agli altri utenti (e anche ai lettori) la possibilità di partecipare a dei dibattiti talvolta molto interessanti. Però se il giornale non ha né voglia né i mezzi per controllare i commenti, questa è una soluzione interessante.

Obbligare i commentatori a creare un account

Un'altra soluzione che è meno precisa della precedente consiste semplicemente nell'autorizzare le reazioni solo a utenti abbonati e spesso paganti. Così il rischio di vedere qualcuno prendersela con altri utenti è basso (ma non nullo). Succede spesso che alcuni utenti arrivino su un sito tramite una ricerca Google e per ragioni conosciute solo a loro stessi inizino a riversare il loro odio nei commenti sparendo di nuovo poco dopo. Qui sarebbero obbligati a pagare per insultare, cosa che non è proprio da tutti.

Su questo siamo tutti d'accordo: nessuno vuole pagare per commentare. Vi ricordate quando Google voleva riservare i commenti YouTube agli utenti di Google Plus per far decollare la sua piattaforma? Alla fine fece marcia indietro perché nessuno commentava.

Opinion by Benoit Pepicq
I media non dovrebbero vietare i commenti
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Verificare l'identità degli utenti

Facebook utilizza questa tecnica: il vostro nome sulla piattaforma deve essere il vostro vero nome o il vostro nome d'arte. Così non potrete utilizzare altri account per seminare zizzania, ed è poco probabile che gli hater utilizzino i loro account principali per insultare, fare del cyberbullismo o altro poiché Facebook non ci mette molto a bloccarli. Il problema è che tutto ciò è solo teoria. Potete segnalare gli utenti a Facebook ma non si risolve molto. Quanto al sistema dei nomi, quando qualcuno fa una segnalazione si chiede solo se la persona utilizzi il suo vero nome o abbia effettuato numerosi cambi di nome.

Soluzioni tecniche

Le soluzioni tecniche esistono ma neanche loro sono infallibili. Se fosse esistita una soluzione miracolosa Facebook l'avrebbe utilizzata già da tempo sulla sua piattaforma. Sulla maggior parte dei siti è possibile seguire un utente tramite il suo indirizzo IP. Se dà prova di troppa aggressività verso gli altri e i suoi scopi sono guidati dall'odio e/o incitano alla violenza, il suo account può essere soppresso. Se crea un altro account può essere localizzato e tutti i suoi account possono essere soppressi. Nei casi più gravi il suo indirizzo IP può essere bandito affinché non possa ricreare un account.

Un utente un po' più avanzato potrebbe imbrogliare cambiando il suo IP utilizzando per esempio un VPN. In questo caso come tracciarlo? Da una prospettiva puramente tecnica è quasi impossibile. Esistono delle soluzioni per tracciare il browser come i supercookies (evercookies se sono combinati con i cookie normali) o ancora l'impronta del browser ma anche queste procedure hanno i loro limiti.

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Per fortuna ci sono molte persone che utilizzano internet per rilassarsi. Guardate com'è felice Luis! / © AndroidPIT

Soluzioni di moderazione

La maggior parte delle aziende del settore dispongono di una forza lavoro dedicata al comportamento degli utenti. Nella maggior parte dei casi si tratta di uno o più community manager che leggono tutti i post e sopprimono i messaggi degli hater e in molti casi anche l'account dell'utente. Le aziende di grandi dimensioni come Facebook dispongono di un vero e proprio esercito per controllare i messaggi degli utenti, ma anche in questo caso è tutto fumo negli occhi visto che il numero di utenti (e di problemi) è in crescita. Piccola parentesi: Facebook riscontra altri problemi social (suicidio in diretta webcam per esempio) che spera di poter risolvere analizzando i comportamenti degli utenti.

In breve questa "polizia del web" può essere efficace su alcune piattaforme ma non su altre. Se qualcuno ha deciso di darvi fastidio facendo l'apologia nazista sotto tutti i vostri articoli, potreste cancellare il suo account ma non evitare che ne crei altri. Se non ha veramente nulla di più interessante da fare (e ha qualche rotella fuori posto) potrebbe anche utilizzare un VPN per ritornare con IP diversi ed evitare di vedere bannato il suo IP. In alcuni casi i moderatori possono considerare di comunicare con questi hater per farli ragiorare, ma raramente questo porta a qualcosa.

Soluzioni legali

Come soluzione ultima o nei casi più gravi è possibile sporgere denuncia. Come spiegato sopra esistono diversi tipi di comportamento odioso su Internet: insulti omofobi, insulti razziali, bullismo, ecc. Se l'odio è indirizzato al sito web questo può anche ricorrere alla giustizia, anche solo per calmare i bollenti spiriti degli altri hater.

Conclusione

Non ci sono delle soluzioni miracolose. Se ce ne fossero tutti le utilizzerebbero ma sfortunatamente l'odio è presente più che mai su Internet. Le soluzioni in circolazione curano i sintomi e non i problemi, ma forse la mentalità della società cambierà un giorno e diminuirà il numero di hater che giocano a fare i cow-boy sul web.

Con un minimo di sforzo gli utenti possono rimanere calmi quando discutono tra loro, evitare di partire dal principio che sanno tutto meglio di tutti ed evitare di prendere sul personale ciò che viene detto nei video e negli articoli, permettendo così di creare un'atmosfera rilassante e uno spirito di community. Ovviamente più utenti ci sono sul sito, più è difficile (lo vediamo per esempio su YouTube).

Vi siete ritrovati a discutere pesantemente con un hater?

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  • Sul piano légale la soluzione c' ē si può rimontare fino all ' autore i suoi dati civili indirizzo, tutto, ma solo su commissionné rogatoria della procura della repubblica. No l ' odio non esiste lo creiamo, ma se lo ignoriamo è un errore grave;
    Il derubato ha la sua parte di colpa, il ladro non è il solo colpevole, ma.... Per capire e concepire cio biisogna fare molta strada...Personlmente sul forum ho lanciato una " canpagna contro l' exsclusionismo, la volgarita, l' insulto Isho


    • Non so in Francia o in Belgio, dove vivi tu, come si comportano le procure ma qui spesso si va all'archiviazione, poi è chiaro che come da codice penale italiano, queste sono competenze esclusive del PM che poi deve chieder al GIP e comunque la PO del reato di può opporre presentando ricorso


  • Buongiorno
    Ognuno ha un punto di vista;
    negare un altro perche non pensa come me, non è come me è ingiusto
    negare la parola à chi non è capace di esprimersi non è giusto insultare, trattare con volgarita perfino Jessica
    Mi dico che internet per alcuni intolleranti è giusto una maschera. In cui molti possono essere quello che non sono.
    (( Preferisco essere odiato per quello che sono, piuttosto che essere amato per quello che non sono)))
    Ciao a tutti. Isho


  • Un discorso molto complesso devo dire


  • Internet in generale ed i social in particolare e soprattutto FB sono luoghi con certi pericoli che tutti conosciamo.
    È un po'come girare da soli di notte in certe particolari quartieri ed entrare in certi particolari bar: sai che stai entrando in una zona a rischio e la miglior difesa è evitare quei luoghi così come, personalmente, faccio con i social network


    • Perché in questo momento che hai fatto?


      • Scusa, non ho capito...


      • Nel senso che sei in un quasi "social". Ormai internet è diventato un mezzo di comunicazione principale, che lo vogliamo o no. Purtroppo c'è il pro e il contro come in tutte le cose


      • Grazie per la spiegazione. Sono d'accordo con te per il concetto espresso, ma AndroidPit NON è un social


      • Infatti ho scritto quasi, comunque anche qui si scambiano idee e anche qui si possono trovare imbecilli o maleducati


      • Buongiorno, certo che androidPit è un sociale, che stiamo facendo in questo momento.... Androidpit è una azione sociale ma molti ne hanno fatto una Giungla
        La famosa frase : Essere o non essere forse là, la possiamo dire.
        Cordialmente. Isho


      • Ciao Alessandro Sabatini cosa sono gli imbecilli e i maleducati? Sono persone da escludere, e perche mai? E poi perche sono inbecilli, perche non corrispondono alla nostra maniera di pensare, una persona poco inporta quello che è ha diritto alla sua dignità
        Ma su internet molti possono essere quello che non sono.
        Isho


    • Ciao Alessandro Agostini perchè evitare? Quando si è sicuri di se si affronta anche una montagna , essere capaci di affrontare le chose della vita, la genye, i luoghi tutto, accettare le differenze assumerle, evitare è una forma di riggetto di chi non accettiamo la differenza cosi come è. Cordialmente. Isho


  • Dunque iniziamo col dire che l'articolo è molto interessante ed in questo caso, benché ci siano delle problematiche tecniche da affrontare per risolvere o mitigare il problema, non posso dire che effettivamente il problema sia di carattere prevalentemente sociale. Mi permetto di citare Umberto Eco il quale diceva che internet ha dato libertà di parola agli imbecilli. Certo li per li, leggendo la cosa pensai che non era una frase degna di un intellettuale della sua fama. Occorre però dire che come tutte le grandi menti, Umberto Eco si stava assumendo il rischio di essere frainteso. Come ha sottolineato all'inizio l'autore di questo articolo, lo stare dietro ad uno schermo da l'impressione di essere onnipotenti primo perché possiamo prende a male parole tutti quelli che stanno a km di distanza e secondo perché pensiamo che poi non saremo mai trovati, insomma restare nell'anonimato. Ultimamente va di moda, in una crisi ascendete di comportamenti balordi, diffamare le ex fidanzate con video e filmini vari. A parte il fatto che occorrerebbe per chi diffonde questi video un trattamento psichiatrico serio, va innanzitutto detto che si deve tutelare la persona e la sua libertà personale. Purtroppo la nostra mentalità è ancora sostanzialmente antiquata ed a tratti inadeguata, una donna che viene vista nuda su internet perde la dignità e diventa ricattabile, un uomo no. Scusate, ma che assurdità è questa ? E poi perché tutti a mettere la testa sotto la sabbia ? Perché ad esempio, per citare un altro evento che spesso si ripete, c'è un odio profondo tra meridionali e settentrionali ? Perché con comportamenti che sono al di fuori della logica cattolica ma anche di quella laica, si prova piacere e si ride per le disgrazie altrui ? Esistono assurdità e libertà assurde che l'indole umana si sta assumendo di volta in volta sempre di più come proprie.
    Io penso che i social siano il problema. Sono per la libertà di opinione non per quella di offesa. Per i mezzi tecnici da usare, ci sono e si possono usare, gli ip si possono cambiare, ma che mi dite del MAC dei dispositivi ? Infine, rivolgendosi all'autorità giudiziaria, poche persone sanno che per farlo la cosa più opportuna è rivolgersi ad un legale che provvederà a redigere un atto, denuncia, querela o esposto che poi è meglio consegnare direttamente in Procura. Purtroppo non c'è mai la possibilità di cogliere sul fatto gli hater, che tradotto in italiano dovrebbero essere gli odiatori, termine che non esiste effettivamente. Il fatto che non li si possa perseguire tutti non significa che non si debba cercare di farlo. Io penso che il mondo, l'Italia ed il genere umano alla fine siano migliori di come appaiono ma c'è bisogno di qualcosa affinché possano esprimere la parte migliore di loro.
    Infine credo che ci siano altri mezzi per identificare le persone che commettono reati stando dietro ad un computer, il problema è che al momento non vale la pena usarli, se ci fosse la necessità di trovare chi evade le tasse o chi ricatta i politici usando un computer, allora l'impegno umano, unito alla tecnologia fa bene il suo corso.
    Non credo di aver dimenticato nulla, ho scritto ancora come facevo quando c'era Daria :)

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