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La tassa sugli smartphone per sostenere la cultura

Il governo francese sembra sempre più deciso a introdurre un'imposta che colpisce smartphone tablet. La proposta, elaborata dall'imprenditore e giornalista Pierre Lescure, prevede che i dispositivi mobili siano tassati fino al 4%.

tassa

I ricavi, che in Francia potrebbero essere vicini ai 90 milioni di euro all'anno, dovrebbero sostenere la cultura o -detto in maniera più cruda- finire nelle tasche dei produttori di contenuti, i quali in questo modo sarebbero compensati del danno patito dal download illegale di musica, film e altri contenuti.

Non si è fatta attendere la risposta del consorzio DigitalEurope, che riunisce produttori di hardware come Samsung e Apple: la proposta di una tassa su smartphone e tablet tende a salvaguardare gli interessi dei produttori di contenuti e un modo obsoleto di fare business, a discapito dello sviluppo tecnologico e della diffusione della cultura digitale.

Ci si potrebbe domandare quanti utenti di smartphone e tablet scarichino davvero contenuti illegalmente, quello che è certo comunque è che chi compra film o libri su store legali (Google Play, Amazon) si troverebbe a versare una tassa doppia: quella pagata al momento dell'acquisto dei contenuti e quella ad hoc da pagare sui dispositivi mobili.

Al momento non si ha notizia di una proposta simile in Italia, certo è che con la crisi che grava sulle casse dello Stato e la persistente azione di lobbying svolta dai produttori di contenuti, uno scenario del genere è tutt'altro che improbabile. A questo proposito vale anche la pena ricordare il passato dell'estensore della proposta da CEO di Canal+, televisione di proprietà del gruppo Vivendi Universal, ovvero uno dei più grandi produttori di contenuti del mondo. Siamo sicuri che la tassa su smartphone e tablet sia davvero un'idea in buona fede?

 

(Immagine in alto: 401(K) 2013@Flickr)

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