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Tecnologia e futuro: sogno o incubo?

Siete sulla vostra smart-car, pilota automatico impostato per “home”, il GPS dei vostri occhiali vi notifica la presenza di una pasticceria durante il tragitto… volete fermarvi, ma lo smart-watch vibra in disaccordo con gli occhiali, perché sa che siete a dieta. Arrivati a destinazione prendete la scaletta automatica, entrate in casa e vi sale lo stress per il disordine (maledetta Roomba 3000, dovevate essere a cena con gli amici e non ha sistemato il casino). Ecco che il cardiofrequenzimetro del polsino se ne accorge e chiede ai Glass di farvi sentire musica rilassante, dato che l’agenda dello smartphone prevede una chiamata importante di lavoro. Nonostante l’effetto futuristico di questa immaginaria situazione, si tratta di una possibile applicazione della tecnologia attuale. “Figo” direte voi, ma questo a cosa porterà?

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© Wired

Sia chiaro, ero, sono e sarò sempre un appassionato di tecnologia e informatica, ma ciò non toglie la mia preoccupazione riguardo a quello che potrebbe accadere nel giro di pochi anni. L’hardware si fa sempre più piccolo permettendoci di realizzare strumenti indossabili, in grado di facilitare e automatizzare aspetti della nostra vita quotidiana, ma fino a quanto è possibile spingerci?

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© AndroidPIT / Sony

Un conto è creare qualcosa che migliori ciò che sappiamo già fare o che lo permetta a chi non è capace, un altro è sostituire le nostre abilità con qualcosa che lo faccia per noi. Per fare un esempio, recentemente hanno realizzato un anello indossabile sull’indice in grado di leggere un testo ai ciechi, senza quindi dover ricorrere al braille. Quanti di voi vorrebbero averlo, anche senza averne bisogno? Non c’è nulla di male, ma se rapportiamo questa “tendenza” ad altri oggetti, ci si rende conto come è facile uscire dalla vera utilità per cui sono creati.

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© FingerReader

Pensiamo ai famosi Google Glass o affini. Un giorno sarà normale vedere gente per strada con queste apparecchiature in testa, ma per cosa verranno usati? Certo, ci capiterà di fare foto, usare un po’ il navigatore (spero in luoghi che non si conoscano), etc., ma per lo più ci sarà gente sui social o a leggere le ultime news sul calcio e simili. Risultato? Una massa di zombie che camminano nella loro palla di criceto personale, completamente isolati dal resto del mondo (beh, certo, ma molto sociali sul web!) e che si mettono a fare il riconoscimento automatico del monumento o quadro che sia, anziché chiedere alla guida accanto.

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© Bao Fan / Getty Images / Chinafotopress

Il problema, dopotutto, non è del Glass, dello smart-phone/watch/bike/sock, o dello strumento di per sé, ma di come viene usato! Un cucchiaio può essere impugnato per mangiare il gelato o per uccidere qualcuno (con molta fantasia; il coltello era scontato).

Torniamo per un attimo al presente. Già adesso la dipendenza da smartphone e internet è un fattore sottovalutato; non possiamo uscire senza telefono o passare la serata senza guardare Facebook. Mentiamo a noi stessi dicendo che altrimenti non potremmo essere raggiungibili o che lo facciamo solo per svago, quando in realtà è un bisogno ossessivo di essere accettati e di mostrare quello che siamo in base a ciò che abbiamo.

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© Pixar - Wall-E

La verità è che più il tempo passa è più è la tecnologia ad evolversi al posto nostro. Ci ritroveremo come i ciccioni di Wall-E, succubi di ciò che era originariamente creato per aiutarci? Voi che cosa ne pensate?

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