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Un anno di Allo: si può stare anche senza sticker

Circa un anno fa Google ha rilasciato al pubblico l'app di messaggistica Allo. Le prime critiche sono state in qualche modo distruttive. Tuttavia Google ha continuato a lavorare ad Allo ed è per questo che oggi festeggiamo il suo primo compleanno.

Per quanto possa sembrare triste, in un certo senso il buono non è mai buono abbastanza. Ha dovuto riconoscerlo anche Google quando alla Google I/O 2016 ha presentato la sua nuova app per la messaggistica, Allo. Hangouts, l'app di messaggistica istantanea oramai radicata, in futuro sarebbe dovuta servire per scopi di business mentre Allo avrebbe fatto felici gli utenti privati. Grazie all'Assistant e agli sticker Allo ne sarebbe uscita grande.

Senza anticiparvi nulla posso già dirvi ora che questo piano non è andato a buon fine. Negli Stati Uniti si lamentano della mancanza dell'integrazione con gli SMS, mentre da noi sollevano la questione degli sticker o il problema della tutela della privacy.

Anche dopo un anno Allo continua a dare segni di vita. Certo, nell'ultimo periodo non ho più utilizzato l'app. Installata al volo, registrato e ricevuto subito uno sticker da Sophia. Tutto ha avuto inizio in maniera perfetta. Ma non c'era nient'altro: nella lista dei contatti ce ne sono circa una decina, ma la maggior parte sono colleghi del mio settore che probabilmente hanno provato Allo una volta e possiedono ancora un account fantasma. Si vedono solo due contatti privati, da me persino Threema ne ha di più. Nella mia cerchia di amici non trova molto riscontro. Argomento principale: tutela dei dati.

Allo: buona ma non abbastanza

Allo fa qualcosa di buono ma niente di meglio: si collega su richiesta all'account Google, le chat però non sono criptate di default, soltanto la modalità in incognito opzionale nasconde i messaggi dagli occhi indiscreti. In queste chat l'Assistant non è ovviamente disponibile.

WhatsApp invece cripta i messaggi secondo il principio end-to-end, come anche ogni altra app per la messaggistica seria. Funzioni multi-device sono presenti su Allo solo tramite una soluzione di ripiego web, come per la maggior parte dei concorrenti. 

AndroidPIT allo vs whatsapp
Allo non è un vero concorrente per WhatsApp. / © AndroidPIT

Inoltre l'app per la messaggistica Allo è collegata all'account Google e al proprio numero di telefono a causa dell'Assistant. In realtà Allo non fa niente di meglio. In Italia, nonostante l'interfaccia spartana, il concorrente WhatsApp sembra avere la supremazia. E persino l'UI di Allo non è proprio piacevole al primo sguardo.

Gli update Allo non hanno cambiato nulla

Per quanto possa sembrare triste: nonostante un anno denso di sviluppi Allo non ha in serbo niente di convincente. L'oscura separazione in Allo e Duo non giova all'utente e ad oggi è stata solo parzialmente superata. Creare un'app per la messaggistica dal nulla non è una buona idea. Soprattutto se questo concetto si basa sull'idea che le persone amano gli sticker. Questa potrebbe essere una conclusione errata.

Utilizzate Allo? Cosa vi piace di più? Festeggiamo Allo nei commenti come si merita.

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  • Sticker e criptaggio dei messaggi, o anche altre feature attualmente esistenti, sono solo depistaggi dal motivo saliente per cui la gente usa WhatsApp e non vuole sentir nemmeno parlare di altre applicazioni, il fatto che WhatsApp la usano tutti, le altre nessuno. Il resto sono chiacchiere.
    Per provare a sostituire WhatsApp bisognerebbe inventarsi qualcosa di innovativo ed importante.
    Ad esempio sarebbe fondamentale la possibilità di comunicare ANCHE con i NON in rubrica. In tal modo potrei iniziare a provare una nuova applicazione e convincermi che è meglio di WhatsApp e così, piano piano, convincere i miei contatti a cambiare; ma se scarico un'applicazione che non posso usare che ci faccio?

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