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Apple è un passo indietro con l'intelligenza artificiale e WatchOS 4 ne è la prova

Apple Watch potrebbe essere lo smartwatch più venduto ma non è né il più bello né il più intelligente. Durante la presentazione ufficiale alla WWDC 2017, la conferenza degli sviluppatori Apple, ciò è apparso chiaro. Sebbene neanche Android Wear sia il software più funzionale per smartwatch, questo si è sempre basato sull'intelligenza artificiale (nel passato su Google Now ed ora su Google Assistant).

Il team di Wareable ha testato la versione beta del WatchOS 4 e così Ha potuto dare uno sguardo agli aggiornamenti riguardanti ad esempio Siri, l'assistente intelligente di Apple. Secondo il sito Apple si è finalmente resa conto che Google Now è pratico e, nonostante abbia migliorato l'iPhone con funzioni simili qualche tempo fa, Siri porterà questi aggiornamenti sui display degli smartwatch. Essù Apple, gli utenti di Android Wear usano questo tipo di feature dal 2014!

Come potete vedere nel video qui sotto durante la presentazione delle nuove feature su WatchOS 4 il vicepresidente di Technology Apple, Kevin Lynch, ha confermato che adesso "Siri offre le informazioni che servono quando servono". È sembrato proprio lo slogan di Google Now all'epoca del suo lancio e lo è ancora ora con Google Assistant.

Non fraintendetemi, Siri su Apple Watch è molto ben strutturato. Può persino mostrare le foto, cosa che Android Wear non sa ancora fare. Ma il design, sia hardware che software, non fa parte delle competenze di Apple. Come anche l'AI.

Come potete vedere sopra il nuovo Siri offrirà una lista di funzioni e aggiornamenti. Apple assicura che saranno utili per gli utenti, in particolare le informazioni relative a traffico, meteo, promemoria e altro.

Durante la Google I/O 2014, il direttore Engineering di Android del tempo, David Singleton, mostrò alcuni esempi di come gli utenti della piattaforma mobile per smartwatch di Google potessero già utilizzare feature come queste. Se non vi ricordate era l'anno dei Mondiali di calcio in Brasile (Germania 7 - Brasile 1). La scena portata sul palco era il viaggio in Brasile di un dipendente Google. Appena arrivato all'aeroporto l'assistente mandava al suo orologio un codice QR della sua carta d'imbarco. Tutto, dall'arrivo nel Paese alla prenotazione di un hotel, compariva sullo smartwatch.

Siri sarà capace di fare questo tipo di cose nella prossima versione di WatchOS.

Avendo assistito all'apertura della WWDC 2017 dopo la presentazione della Google I/O 2017 ci siamo resi conto di quanto Apple sia indietro con l'AI. L'app Siri sugli smartwatch Apple mostra delle lacune in questo campo.

È innegabile che Apple abbia sviluppato un buon software offrendo un'esperienza intuitiva. Tuttavia non ha a disposizione il database di Google per popolare la sua AI e forse questo è il motivo per cui ha aperto lo Store a Google Assistant. Guardando al futuro sono sicura che non vorranno rischiare di perdere utenti per questa carenza dell'AI.

Infine, se siete ancora in dubbio su quanto grande sia il divario tra Apple e Google nell'intelligenza artificiale, guardate i primi minuti del video sotto.

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2 Commenti

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  • olo 10 mesi fa Link al commento

    A dire il vero, da possessore di ben due Android Wear, posso dire che scrivendo cosi fate un buco nell'acqua. Che l'intelligenza Google sia un passo avanti a Siri lo posso accettare, ma che renda l'esperienza d'uso migliore del Watch, completamente falso. Android Wear troppo acerbo e supportato da hardware mai all'altezza (impermeabilità, microfono). L'Apple Watch fa invece tutto cio che deve, senza mai lasciare l'utente a piedi. E qui non c'è fanboy che possa smentirmi mi spiace. I miei due bei Motorola e Sony sono superparcheggiati nel cassetto, semplicemente non sono utili come l'oggetto della Mela. Non ci telefono se non col BT, non ci posso andare in piscina, durano davvero poco. In tutto cio, Google Now lo uso praticamente mai (discorso diverso sul mio Meizu). Ergo avere "intelligenza" e non saperla usare lo reputo anche peggio del "non averla".


  • spero sinceramente che l'intelligenza artificiale, non faccia molti passi in avanti.

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