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#Indossabili/Fitness 4 min per leggere Nessun commento

Gli indossabili diventeranno per la salute quello che sono le cinture di sicurezza per l'auto

30 anni fa in Italia fu introdotto l'obbligo delle cinture di sicurezza. Mentre allora la resistenza fu grande, oggi è cosa normale per la maggior parte dei guidatori mettersi la cintura. Tra dieci anni i wearable (dispositivi indossabili) e la tecnologia faranno tranquillamente parte della vita quotidiana e fungeranno, per la nostra salute, da vere e proprie cinture di sicurezza.

Il corpo umano dispone di sensori sofisticati. Ci rendiamo conto di quando abbiamo un'infezione virale che si diffonde in tutto il corpo, così come in caso di intossicazione. I processi giungono al cervello quando sono già in pieno svolgimento, cioé quando una malattia mostra chiari sintomi o l'intossicazione è arrivata alla fase più acuta. La nostra autodiagnosi parte solitamente dal nostro collega vicino di scrivania malato o dal panino con uova (forse poco) sode e insalata della sera prima.

Sensori

La tecnologia ha tanto da offrire e in diversi modi: secondo uno studio pubblicato a gennaio dall'Università di Stanford, con l'aiuto dei wearable è possibile diagnosticare precocemente le malattie, per esempio basandosi sull'alta frequenza del battito cardiaco a riposo oppure sulla saturazione di ossigeno nel sangue. Nelle infezioni virali potrebbe essere un vantaggio: con un'intervento precoce di antimicrobici è possibile accorciare nettamente i tempi di guarigione.

Inoltre diversi Proof of Concept (prototipi) ci dimostrano ogni volta con stupore che il lavoro con frequenza cardiaca, temperatura corporea e saturazione di ossigeno non è ancora concluso. Per esempio con i sensori fotometrici è possibile stabilire la concentrazione di bilirubina nel sangue. La sostanza è indice, per esempio, di intossicazione acuta o lesioni epatiche.

A questo proposito entrano in gioco i numerosi produttori hardware che raccolgono una gran quantità di dati corporei tramite strumenti diversi. Si inizia con i passi e il sonno, si passa attraverso il momento in cui c'è il contatto col suolo mentresi corre e la percentuale di grasso corporeo e si finirà con la performance dello spazzolamento dei denti o l'efficienza di pettinare i capelli, non scherzo.



Big Health Data

Questi dati saranno estremamente importanti a prescindere dalla persona esaminata. Soprattutto in combinazione con altre informazioni i wearable potrebbero svolgere un ruolo importante nel controllo delle epidemie, un pericolo da cui ci ha messi già in guardia Bill Gates nel corso della recente Conferenza sulla Sicurezza di Monaco.

Ma vale la pena sacrificare i nostri dati personali per salvare altre persone? Oppure rivelare la posizione del nostro GPS per ripercorrere dettagliatamente le infezioni? O mettere a disposizione i dati di social network o calendario personale per risalire alle vie di trasmissione e addirittura per prevederle?

Un altro argomento scottante riguarda le conseguenze dell'elaborazione dei dati. Vista la complessità del tema i sistemi di apprendimento automatico sono da evitare. Ma dove si fermano le potenzialità di questa intelligenza? Ponendo delle priorità nelle vaccinazioni? Facendo un campionamento mirato sull'analisi di ceppi virali? Attuando una riorganizzazione della quotidianità oppure obbligando alla quarantena persone particolarmente vulnerabili?

E poi c'è chi a questo punto va anche oltre: attualmente una gran quantità di dati sulla salute generati dagli apparecchi fitness giace sui server negli Stati Uniti. Ma come si comporta l'intera struttura quando la situazione politica cambia drasticamente?





Intervista a Withings (Nokia)

Nessun produttore, soprattutto nell'ambito della salute e del benessere, è così schierato come Withings (ora Nokia). E si presume che nessun altro produttore in questo segmento abbia vissuto un sviluppo così interessante: l'anno scorso la casa produttrice francese è stata rilevata dalla Nokia.

All'MWC di Barcellona abbiamo avuto la possibilità di parlare con l'AD Withings e VP del Digital Health della Nokia di wearable e del futuro dei sistemi per la salute. Ecco la video-intervista:

Quello che ne rimane è un'idea che oggi potrebbe sembrare limitata o addirittura fare paura, ma che tra qualche anno potrebbe salvare delle vite. Bill Gates, per esempio, considera realistica una epidemia con 30 milioni di vittime nei prossimi 10/15 anni. Quindi perché dovremmo rinunciare ad attuare delle contromisure?

Quando nel 1988 è stato introdotto in Italia l'obbligo delle cinture di sicurezza le dispute sono state grandi. Molte persone si sentivano controllate. Chi si metteva la cintura era un fifone oppure un borghese. Giravano persino racconti dell'orrore tipo che era impossibile mettersi in salvo da un’auto in fiamme con la cintura allacciata o che la cintura potesse compromettere la forma del seno nelle donne. Vedremo la fantasia dove ci porterà questa volta. 

Voi che ne pensate? Ne indossereste uno?

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