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WhatsApp si ferma, ed il popolo (social) insorge

Ieri sera intorno alle 22 WhatsApp ha deciso di prendersi una pausa, lasciando milioni di utenti con l'icona dell'orologio davanti agli occhi. Il risultato? Una vera e propria insurrezione su Twitter e Facebook!

WhatsApp si ferma ed il mondo social insorge

Succede anche ai migliori di avere una défaillance e WhatsApp non è da meno. Ieri sera, a causa di un problema non specificato, la nota app di messaggistica è andata in blackout lasciando milioni di utenti con l'icona dell'orologio davanti agli occhi. Era infatti possibile aprire le chat e digitare qualsiasi messaggio, peccato però che questi ultimi rimanessero la in attesa senza essere recapitati al destinatario.

In pochi minuti l'hashtag #WhatsAppdown si è diffuso sul web e diversi utenti su Twitter hanno invocato l'aiuto di Mark Zuckerberg

"Sarà il WIFI di casa, forse dovrei cambiare operatore", ho pensato mentre aspettavo con il telefono in mano sul divano che l'icona dell'orologio sparisse. No, stavolta il WIFI non c'entrava nulla anche perché utilizzando la connessione dati il problema rimaneva irrisolto. Ed ecco spuntare sul display del mio smartphone le prime (di non poche direi) bolle fluttuanti prevenienti da cugine e amici che sono subito passati a Facebook Messenger per diffondere la notizia "Ehi non sono scomparso, WhatsApp non mi va. E a te?". In pochi minuti l'hashtag #WhatsAppdown si è diffuso sul web, diversi utenti su Twitter hanno invocato l'aiuto di Mark Zuckerberg che, nel mentre, mostrava fiero su Facebook il nuovo traguardo in merito agli utenti attivi sulle diverse piattaforme.

Perfino Honor Italia ha ironizzato sui server non funzionanti di WhatsApp e le GIF animate non si sono fatte attendere:

Mi è bastato "scrollare" le bacheche su Facebook per percepire l'insofferenza data dalla momentanea assenza di WhatsApp. Devo essere sincera, ho temuto che il team di Facebook tirasse fuori dal cappello una delle sue: uno status per rassicurare tutti sulla momentanea assenza su WhatsApp, un po' come quello utilizzato per i terremoti o gli incidenti verificatisi di recente in diverse città. "Di' a tutti che stai bene, è solo WhatsApp che non funziona", mi sono immaginata qualcosa di simile, ecco. 

Si può ancora vivere sconnessi?

Senza dubbio WhatsApp è un servizio comodo, pratico e veloce (oltre che gratuito). Bastano pochi tap per messaggiare o chiacchierare, con tanto di video, con amici e parenti lontani chilometri. Ritrovarsi improvvisamente senza è una seccatura ma vedere la valanga di tweet e post disperati su Facebook mi ha fatto riflettere sulla nostra abitudine all'essere connessi. E quando parlo di essere connessi, in questo caso, non faccio riferimento ad internet in generale ma a tutte quelle piattaforme come WhatsApp, Instagram, Facebook e Telegram che ci fanno compagnia ogni giorno. E l'utilizzo della parola compagnia non è un caso: quanto spesso lanciate una di queste app quando siete soli, o per noia?

Fear Of Missing Out è la paura di perdersi qualcosa, di rimanere fuori dal flusso di informazioni che viaggiano attraverso internet ed i social media

Magari solitamente alle 22.30 state guardando un film in TV, leggendo un libro, giocando a Super Mario sulla NES o semplicemente dormendo e WhatsApp non lo controllate neppure. Nonostante tutto sapere che l'app di Zuckerberg non funzioni sembra comunque creare disagio. Il non essere connessi ci disturba così tanto da rendere necessaria la creazione di un neologismo: Fomo. Fear Of Missing Out è la paura di perdersi qualcosa, di rimanere fuori dal flusso di informazioni che viaggiano attraverso internet ed i social media. La conseguenza? Tirare fuori lo smartphone dalla tasca continuamente per controllare le notifiche. Utilizzare WhatsApp, Facebook e simili piattaforme genera piacere, soddisfazione e talvolta autostima e ciò spiega il motivo per cui ci trascorriamo parte del nostro tempo.

Internet ha semplificato la nostra vita ed è normale che lo sviluppo e la diffusione di nuove tecnologie faccia insorgere nuove tendenze, positive e negative che siano. In una parola: evoluzione. Come per l'utilizzo degli smartphone, della TV e di qualsiasi altro dispositivo, è importante essere consapevoli dell'utilizzo che si fa di WhatsApp, Facebook o di qualsiasi altra piattaforma. Un passo indietro, anche quando si parla di tecnologia, è sempre possibile farlo, quantomeno nella gestione quotidiana e personale degli strumenti che si hanno a disposizione.  

Vi portate lo smartphone dietro ovunque e controllate WhatsApp e Facebook perfino a tavola o mentre vi prendere un caffè al bar con un amico? Forse, allora, è arrivato il momento di spegnere ogni tanto il vostro cellulare o, almeno, di tenerlo lontano o con il WIFI disattivato per godervi la compagnia delle persone che stanno di fronte a voi in carne ed ossa. 

Ma ora voglio sapere da voi: cosa avete fatto ieri sera quando avete scoperto che WhatsApp non funzionava? Siate sinceri!

Cosa avete fatto quando i server di WhatsApp erano down?

 

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  • Io non ho avuto alcun problema e nemmeno un paio di miei amici con i quali ho continuato a chattare dalle 22 fino a circa mezzanotte...


  • Si deve essere noi ad usare i social (se li vogliamo usare, ovviamente), quando sono loro che usano noi, allora diventa un problema. Come in tutte le cose quello che serve è la misura.


  • basta cancellarsi da fb come ho fatto io..


  • Quando l'ho saputo era già finito tutto... ma io non sono schiavo ne di whatsapp ne di FB ne di un bel niente, quindi tutto regolare...


  • Nel 1997 ho acquistato il mio primo telefonino perché mia moglie era incinta e voleva essere "connessa" in caso di emergenza. Dopo venti anni mi rendo conto di quanto sia cambiato tale termine.


  • Secondo me ormai siamo in un punto di non ritorno. I social ci hanno rovinato, per quanto l idea di base fosse interessante, è bastato poche cose alla volta, per tenere le persone appiccicati sui vari social. Il discorso di messaggistica, potrei anche capirlo, se non fosse per l utilizzo che ne viene fatto da quando esistono i vari WhatsApp, telegram e compagnia bella. Da amante della tecnologia, pian piano mi sto rendendo conto, quanto in realtà ci stia rovinando ed atrofizzando il cervello.


  • Se il mondo si ferma perchè non funziona più whats app, allora siamo messi davvero male 😣😣😣😣😣


  • Complimenti per le considerazioni ! È proprio vero che abbiamo una dipendenza dai social, abbiamo due identità una reale ed una virtuale... La cosa fondamentale è mantenere coerenza tra le due, ed usare il virtuale in maniera consapevole.. Concordo sul fatto che la rete ci da la possibilità di restare connessi con il mondo, talvolta di sentire più vicine le persone alla quale vogliamo bene ma che sono fisicamente distanti, ma è anche pur vero che dobbiamo dedicare la nostra attenzione alle persone con la quale ci relazioniamo nella vita reale, appoggiando o spegnendo il cellulare nei momenti di condivisione, starci ad ascoltare guardandoci negli occhi... Lo smartphone e i social fanno parte di noi, ma concordo con le tue considerazioni: ogni tanto potremo lasciarlo da parte! Bellissimo articolo!

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