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WiFi pubblico, addio alla liberalizzazione

Ci avevamo creduto. Avevamo creduto che finalmente l'Italia si fosse sbarazzata di una legge senza corrispettivi nel resto dei paesi democratici. Invece no, il WiFi è stato “libero” giusto una manciata di mesi e il Governo italiano è tornato al solito medioevo tecnologico che lo contraddistingue.

wifi decreto fare

Ormai non è più neanche un problema di partiti politici o singoli ministri, pare che ogni legge o decreto debba per forza segnare un passo indietro in quanto a diffusione della tecnologia nel nostro paese. Meno di sei mesi fa ci siamo trovati a salutare con soddisfazione e sollievo la mancata proroga del cosiddetto Decreto Pisanu, la famigerata norma che richiedeva che ogni utente che volesse usare la connessione internet di un locale pubblico fosse identificato tramite documento e che i dati della sua navigazione fossero conservati per due anni, di fatto impediva a gestori di bar e locali pubblici di offrire una connessione a internet ai propri clienti.

Ma il XXI secolo è durato poco, uscita dalla porta, la norma è rientrata dalla finestra con il cosidetto Decreto del FARE dell''attuale Governo in carica. Il decreto infatti prevede l'obbligo di registrare la navigazione di ogni utente tramite l'indirizzo della scheda di rete del dispositivo che usa. Un dato tra l'altro modificabile in pochi minuti, su Android per esempio basta una app come Mac Address Ghost.

Insomma, di nuovo i gestori di locali dovrebbero tenere traccia della navigazione dei propri clienti e conservare una mole di dati impossibile da gestire per un'azienda di piccole dimensioni. Dati che oltretutto dovrebbero essere conservati per sempre, visto che nel decreto del FARE è sparito il limite di due anni previsto da quello Pisanu.

 

(Immagine in alto: CC BY 2.0 woodleywonderworks@Flickr)

Fonte: Quinta's blog

2 Commenti

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  • il punto è proprio che si tratta di limitazioni inutili perché facilmente aggirabili e che allo stesso tempo impossibili da rispettare per i gestori di locali.
    per quanto riguarda il WiFi Pubblico (=pagato dallo Stato) ho paura che i soldi necessari sarebbero un po' troppi... http://www.androidpit.it/raiway-wifi-gratis-italia


  • Salve
    Secondo me il vero problema non è l'ostacolo posto dalla registrazione degli accessi ad internet nei locali pubblici. Questa precauzione è in parte giustificabilissima dal possibile uso fraudolento o peggio ancora dannoso che si può fare della rete.
    Supponiamo che venisse effettuato un attacco a questo sito o al blog da parte di un pirata informatico che si servisse di una rete wifi in un locale pubblico, non le piacerebbe sapere chi è il responsabile dell'operazione? e se peggio ancora si usasse la rete per diffondere pedofilia o quanto di simile sul piano dei reati informatici? Chi ci andrebbe di mezzo sarebbe l'ignaro gestore del locale pubblico...A prescindere dalla possibilità o meno di eludere il sistema di registrazione di accessi. Ci dovrebbe essere invece un efficace sistema di controllo che in caso di reati del genere nel giro DI POCHI MINUTI sia in grado di raggiungere il trasgressore sul luogo del wifi pubblico.

    Il problema reale secondo me è la DISPONIBILITA' di FONDI e di punti d'accesso per garantire il WIFI Pubblico. Per la registrazione degli accessi in rete si potrebbero anche utilizzare dei sistemi informatici che registrino in modo automatico il MEC ADDRESS (numero univoco comunicato dall'apparecchio che si collega)
    Secondo il mio parere, principalmente è' la mancanza della predisposizione di fondi o di propensione all'innovazione e alla ricerca oltre che la lentaggine burocratica che costituiscono il vero medioevo tecnologico in ITALIA

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