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Xiaomi: la pressione data dall'ambizione

Xiaomi è sbarcato sul mercato degli smartphone nel 2010 con grandi pretese ma l'azienda, da qualche tempo, si sta trovando di fronte ai primi problemi, tra cui quello di perdere uno dei top manager e di dover saltare il Mobile World Congress di Barcellona. Ma questa è solo una scivolata su una buccia di banana o la caduta sarà ben più risonante? 

Quando il brand ha lanciato il suo primo smartphone nel 2011 si posizionò tra i terminali a basso costo, quindi a debita distanza dai marchi leader del mercato come Apple, Samsung e altri nomi che a quel tempo dominavano il settore. Per Xiaomi non è stato semplice, né tantomeno economico, lanciare sul mercato un nuovo device, come d'altronde non lo è tutt'ora per altri nuovi coraggiosi commensali che vogliono accaparrarsi una fetta del mercato.

Il risultato è che adesso, molto più di prima, ci sono molti smartphone con buone specifiche venduti con etichette nella media. E in questo mare di pesci medi Xiaomi non è di certo l'unico piatto ittico per gli acquirenti che non vogliono spendere una fortuna per comprarsi un telefono. Nel primo anno di vendita i telefoni Xiaomi hanno raccolto 8 miliardi di yuan di fatturato (pari a poco più di 1 miliardo di euro). 

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Lo Xiaomi Mi Mix. / © AndroidPIT

Considerato il rapido successo e avendo messo in campo un look che odorava di una mela (morsicata), Xiaomi è stato spesso comparato a Apple. L'azienda però non si è accontentata: il lancio di nuovi dispositivi finiva spesso per essere un evento appariscente e pieno di partecipanti. Ripeto: gran successo per un'azienda così giovane. 

Ma le imitazioni, a quanto pare, non portano così lontano. Scavallato il 2017 il brand sembra aver cambiato le prospettive, soprattutto dopo la scelta di Hugo Barra di lasciare la Cina e Xiaomi dove lavorava dal 2013. La perdita di ciò che rappresentava Barra, portavoce e portabandiera del brand Xiaomi nei mercati europeo e statunitense, ha certamente provocato dei danni al brand, almeno nel breve periodo. 

Passando ai terminali, Xiaomi dovrebbe trovarsi ora indaffarata nei preparativi per l'MWC, appuntamento fondamentale per il mercato degli smartphone durante il quale i brand mettono in mostra le loro ultime chicche tecnologiche. Ma Xiaomi quest'anno non atterrerà nella caliente Barcellona. Insomma mancherà all'appello.

Money, money, money

Dovendo fronteggiare diversi competitor sul mercato, è stato sempre più difficile mantenere le ottime performance registrate all'inizio dell'avventura. Nel 2013 gli introiti della casa cinese erano di poco sopra i 4,5 miliardi di dollari ma i veri profitti, al netto delle tasse, si aggiravano attorno ai 56 milioni di dollari. Con margini consì ristretti anche un piccolo abbassamento della domanda sarebbe potuto pesare molto all'azienda. 

Il 2014 per Xiaomi è stato un altro anno di grande crescita (del 135%, con circa 10,8 miliardi di dollari di introiti). Dopodiché è iniziata la discesa: il 2015 non ha visto alcuna crescita, considerate anche le fluttuazioni di valuta avvenute in quel periodo (vi ricordate il crollo della borsa cinese capitato nella torrida estate del 2015?).

10,8 miliardi di dollari di introiti non sono certo numeri propri di un'azienza sull'orlo del fallimento - avere dei guadagni risicati non vuol dire subire delle perdite - ma passare dal 135% di crescita a circa il 2% è un campanello d'allarme non da poco. Inutile dire che l'entusiasmo verso il brand Xiaomi non era più quello di una volta. 

Nel 2015 in Cina l'interno mercato degli smartphone è cresciuto di appena il 2,5%. Nel 2016 la vendita degli smartphone ha subito una caduta a livello mondiale senza precedenti e inoltre c'è stata una forte contrazione del mercato indiano. I guadagni di Xiaomi, in questo trambusto, sono stati veramente minimi. 

Se diamo per buono ciò che viene affermato da alcuni report sul fatto che il margine che Xiaomi riesce a fare su ogni terminale sia inferiore al 2%, la domanda sorge spontanea: perché continuare a sfornare nuovi device (incluso anche quel mini purificatore d'aria) ed a tuffarsi nei servizi internet? 

Il CEO e fondatore dell'azienda Lei Jun, parlando con Wired lo scorso anno, aveva affermato che non bisognava guardare a Xiaomi solo come ad una casa produttrice di smartphone: 

Pensate a Xiaomi come ad un'azienda che porta innovazione a tutti. Riserviamo molta attenzione nei prodotti di alta qualità che aiutano a creare una vita connessa per tutti, dal momento che ci stiamo muovendo verso una nuova era di innovazione tecnologica. Il nostro impegno non si limita quindi solamente a smartphone, tablet, TV, router ma investiamo anche in startup che creano quello che chiamiamo ecosistema. Queste tirano fuori prodotti venduti su Mi.com che spaziano da batterie esterne a indossabili fino a purificatori di acqua e aria mettendo così a disposizione centinaia di prodotti che insieme creano uno stile di vita.

Questo discorso suona però strano per un'azienda che solo nel 2105 ha venduto più di 70 milioni di terminali (la cifra prospettata all'inizio era di 100 milioni, rivista poi al ribasso di 80 milioni) e che conta più di 150 milioni di utenti in tutto il mondo. Ma probabilmente questa visione è quella vincente considerando la battuta d'arresto che ha subito il mercato dei telefoni. 

Che la dipartita di Barra dall'azienda segni o meno la nascita di un nuovo approccio a livello internazionale del brand Xiaomi è tutto da vedere. Ma insomma inutile negare che questo fatto rimane un segno che dimostra come il futuro potrebbe non essere tutto rose e fiori come si pensava. 

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Lo Xiaomi Redmi Note 4. / © Xiaomi

Pensate che l'abbandono di Barra segnerà in negativo l'azienda? Fatecelo sapere nei commenti! 

1 Commento

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  • secondo me a parte pochi smanettoni, Xiaomi non è apple. Non ha bisogno di CEO carismatici, come apple o altre.. Barra non c'entra niente..
    Il calo delle vendite è dovuto alla concorrenza cinese stessa. Di conseguenza deve riuscire a stupire, con smartphone di livello, cosa sempre piu difficile visto che apple e samsung hanno un monopolio di fatto.
    Basti pensare che la produzione del Mi6 è ferma perchè non sono disponibili i nuovi snapdragon, a causa degli ordini ENORMI fatti da samsung. è proprio difficile sopravvivere in un clima del genere..

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