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Quando le celebrità utilizzano lo smartphone nel modo sbagliato

Per cambiare un po' abbiamo deciso di scrivere un articolo più social e originale di quello che proponiamo di solito. Dimentichiamoci quindi gli articoli sui "migliori modi per utilizzare un telefono" e concentriamoci sui "peggiori" raccontando, a questo proposito, l'esperienza di alcune note celebrità.

Joël Guerriau e il "dickgate"

Difficile non aver sentito parlare di questo senatore che si è ritrovato coinvolto, senza volerlo, in una storia di foto sconce e pirateria informatica. La questione è semplice: dal suo account Twitter è stata pubblicata la foto di un pene. Ovviamente non è passata inosservata agli occhi dei suoi numerosi follower, che l'hanno obbligato a dare spiegazioni. I  senatore ha affermato che il suo account Twitter era stato hackerato e che la foto era stata pubblicata dalle persone che ne avevano preso il controllo.

Molti ne dubitano per una semplice ragione. Questo politico in passato aveva pubblicato dei tweet sul Daech, che scritto correttamente equivale all'acronimo Daesch (Stato Islamico dell'Iraq e della Siria). In questo tweet osceno (che ovviamente è stato oscurato), la parola Daech è stata scritta nella stessa maniera. Sì, il testo associato a questa foto oscena conteneva la parola Daech. Quindi questa è l'argomentazione più utilizzata da coloro che non credono nella sua teoria complottista hacker. Alla fine poco importa la verità, la morale di questa storia è doppia:

1. Se volete fare delle foto maliziose state attenti a dove le salvate e a chi le inviate.
2. Seguite i nostri consigli per proteggere il vostro account.


Donald Trump e "covfefe"

Nessuno è immune agli errori di battitura, né lo studente che scrive la sua tesi, né il giornalista che scrive il suo articolo e neanche il presidente che scrive... il suo tweet. Ufficialmente non è un errore, infatti il portavoce Sean Spicer aveva spiegato che mister Trump aveva scritto "covfefe" su Twitter per rivolgersi a delle persone in particolare che l'hanno ben compreso. Dopo tutto è un adulto, può scrivere quello che vuole.

Ciò che non avrebbe mai immaginato è l'eco che avrebbe creato questa storia. Un democratico di nome Mike Quigley ha presentato una proposta di legge, ironicamente battezzata Covfefe, con lo scopo di inserire negli archivi nazionali tutti i messaggi dell'amministrazione Trump, compresi ovviamente i tweet del presidente. Dopo la stampa, sono i politici che vogliono avere informazioni su di lui.

Erna Solberg e Pokémon GO

Il primo ministro norvegese, Erna Solberg, è una patita di Pokémon GO. Aveva spiegato ai giornalisti che amava il gioco e che ci giocava anche durante le sue trasferte ufficiali. Senza sorpresa dunque è stata fotografata all'interno del parlamento norvegese mentre giocava a Pokémon GO. Non è la prima volta che un politico norvegese viene colto in flagrante, ma almeno i loro politici si presentano agli incontri, anche se non ascoltano.

Ciò spiega però due cose. La prima è che l'idea secondo cui l'età e la professione influenzano l'interesse nei videogiochi è da prendere con le pinze, contrariamente a ciò che si crede. La seconda è che Pokémon GO ha saputo veramente convincere con altre argomentazioni dalla nostalgia.

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Sarà riuscita a torvare un Pokémon in parlamento? © The Guardian

Alicia Keys e il suo BlackBerry iPhone

Se il nome di Alicia Keys non vi dice nulla, sappiate che si tratta di un'artista (cantante e attrice) americana che ha raggiunto la celebrità negli anni 2000. Nel gennaio 2013 BlackBerry l'ha scelta come direttrice creativa dell'azienda, facendo di lei una vera ambasciatrice per attirare la giovane clientela. All'epoca aveva dichiarato di non utilizzare altri dispositivi al di fuori di quelli BlackBerry ma le vicende non le hanno dato ragione. Un tweet è stato infatti pubblicato dal suo account Twitter da un'applicazione per iPhone, problema che lei ha attribuito alla pirateria (sì, anche lei).

Che lei utilizzi un iPhone o un BlackBerry non fa grande differenza per i comuni mortali, si tratta piuttosto di un problema d'immagine del marchio. La morale della storia è che se vi impegnate pubblicamente a fare qualcosa è meglio seguirla (o perlomeno restare discreti).

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Alicia Keys nominata ambasciatrice del brand. © CTV News

Serge Aurier e i suoi insulti

All'inizio dell'anno scorso, il calciatore Serge Aurier aveva fatto grande scalpore con un video degno dei più grandi poeti. Si era filmato davanti alla televisione quando il suo compagno di squadra Zlatan Ibrahimovic era stato espulso ai quarti di finale del ritorno di Champions League contro il Chelsea, e se l'è presa con l'arbitro insultandolo. Dopodiché ha pubblicato questo video su Facebook, cosa che non è affatto piaciuta ai responsabili della FIFA, che gli hanno ordinato una sospensione per la partita successiva della competizione.

Sfortunatamente sembra che il giocatore non abbia imparato la lezione poiché qualche tempo dopo, rispondendo a delle domande su Periscope, se l'è presa con i suoi compagni di squadra ed il suo allenatore. La morale della storia è che, anche se non siamo d'accordo su qualcosa, a volte è meglio tacere perché potrebbe ritorcersi contro di noi. Non fate lo stesso, siate gentili sui social network e lavate i panni sporchi in casa.

Quale altre curiosa storia che vede coinvolti VIP e smartphone conoscete?

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