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Donne e tecnologia: perché è importante parlarne?

Donne e tecnologia: perché è importante parlarne?

La settimana scorsa il mondo ha potuto ammirare la prima foto di un buco nero. Dietro a questa pietra miliare di proporzioni astronomiche si nasconde il nome di una donna. Sì, Katie Bouman all'età di 29 anni è stata la chiave per sviluppare l'algoritmo che ha permesso a tutto il mondo di ottenere un'immagine storica. Finora niente di nuovo, ma se vi dicessi che molti hanno alzato la voce nei suoi confronti con commenti di natura sessista?

Che Internet sia piena di odio ormai lo sappiamo benissimo e c'è ben poco da approfondire l'argomento in questo momento. È molto facile nascondersi dietro uno schermo per dire la prima cosa che passa per la testa, ma quello che non capisco e che vorrei analizzare è il perché ogni volta che una donna si trova alla base di un'impresa tecnologica o scientifica, alcuni insistono nel vederla come qualcosa di discriminatorio.

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La prima foto di un buco nero prende il nome da una donna. / © Event Horizon Telescope (EHT)

È chiaro che Katie è solo una delle persone che fanno parte di una squadra enorme, ed è esattamente ciò che lei stessa ha tenuto a precisare. Ma qual è il problema di mettere il proprio nome davanti agli altri? Dovrebbe essere visto come una cosa positiva di questi tempi, soprattutto perché in precedenza le donne sono state completamente ignorate dalle grandi pietre miliari tecnologiche, scientifiche, artistiche.

La verità è che la discriminazione nei confronti delle donne è ancora all'ordine del giorno in ogni settore, anche nella tecnologia. Uno studio svoltosi qualche mese fa ha raccolto testimonianze di donne lavoratrici del settore che si lamentavano di non essere state prese sul serio. Non solo, ogni volta che parliamo di discriminazione sul nostro sito web, c'è sempre qualcuno che dichiara come gli gli uomini siano migliori in ambito tecnologico o che "alle donne non piace questo campo ed è per questo la loro presenza è inferiore".

No, gente, niente potrebbe essere più lontano dalla verità. La presenza femminile nella tecnologia esiste dall'inizio dei tempi, basta ricordare la grande Margaret Hamilton, il primo ingegnere informatico della storia che fu anche responsabile dell'arrivo dell'uomo sulla Luna. Nel corso degli anni, sempre più donne si sono orientate a questo ramo.

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Ecco come dovrebbe essere la vera uguaglianza. / © ChristianChan / Shutterstock.com

Anche i bambini sono sempre più consapevoli del ruolo delle donne nella scienza. Infatti, un secondo studio pubblicato lo scorso anno dalla Northwestern University (Illinois, Stati Uniti) e ripreso anche dal Washington Post, ha analizzato 5 decenni di disegni facenti parte del programma "Draw a Scientist" (disegna uno scienziato). I dati sono illuminanti: solo 3 bambini su 10 hanno disegnato una donna. Anche se pensate che la cosa sia ridicola, in realtà è un trionfo perché negli anni '80 nessun bambino ha mai disegnato una donna.

Dato questo cambiamento di stereotipi, le ragazze negli ultimi anni possono ora sviluppare interessi nella scienza più liberamente. Studi precedenti hanno suggerito che questi stereotipi scientifici di genere possono plasmare gli interessi delle ragazze nelle attività e nelle carriere legate alla scienza.

Di conseguenza, maggiore è la presenza di pietre miliari delle donne nei media, più il loro lavoro verrà pubblicato sulle riviste di settore. Più visibilità ottengono, meglio è. Per loro, per noi e per le generazioni future.

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Un disegno dalla serie "Draw a Scientist" che ritrae una donna. / © Northwestern University

La presenza delle donne nei più importanti concorsi tecnologici

Non basta essere una personalità eccezionale nella tecnologia per avere una presenza. Come sapete, dalla nostra redazione copriamo i più importanti eventi tecnologici, dove si incontrano professionisti del settore provenienti da tutto il mondo. Anche qui si possono osservare due cose: che ci sono sempre più donne e che è ancora insufficiente.

Al fine di spiegare più in dettaglio il primo punto prenderò come esempio il MWC di Barcellona, quadro in cui si sviluppa il programma Women4Tech, che durante l'edizione di quest'anno ha compiuto 3 anni e che dedica i suoi sforzi per dare voce alle donne durante la fiera catalana.

Al contrario, per il secondo anno consecutivo , il CES di Las Vegas non ha visto alcuna donna sui pannelli dei vari relatori. "Il CES alimenta ancora le narrazioni sessiste su cui molti hanno lavorato nell'ultimo anno", ha commentato Mashable.

La speranza per il futuro

Tuttavia, dobbiamo mantenere una posizione positiva. Per fortuna, al giorno d'oggi non è tabù mettere un nome femminile nei libri di storia. Le nuove generazioni di donne possono sicuramente contare su una marcia in più rispetto al passato e il femminismo non è più un tabù per molti.

Piccolo promemoria: femminismo = principio della parità di diritti tra donne e uomini

Quindi no, il femminismo non è una tendenza, né dobbiamo lottare per raggiungerlo. L'uguaglianza dei diritti è qualcosa che deve essere combattuta a tutti i costi.

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