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Ecco come pagare con il vostro smartphone Android!

Forse i tempi non sono ancora pmaturi, ma c'è da scommettere che nel giro di qualche anno, o mese, fare acquisti usando solo lo smartphone sarà una cosa assolutamente regolare. La tecnologie ed i servizi esistenti ci permettono di farlo già oggi, grazie a funzioni native nel sistema operativo o a numerose app.

Android 6.0 Marshmallow si è presentato al mondo con la funzione Android Pay integrata, che altro non è che la versione evoluta e potenziata di Google Wallet. Anche Apple ha cercato di smuovere le acque in modo da contribuire alla diffusione della tecnologia necessaria per pagare con il solo uso di un dispositivo mobile. Ma l'Italia è pronta ad aggiornarsi? Il Bel Paese, purtroppo, è ancora indietro rispetto ad altre nazioni europee che stanno già sperimentando il pagamento diretto con lo smartphone, anche perchè i singoli negozi dovrebbero attrezzarsi con nuovi POS, ma vediamo come funziona.

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Basta avvicinare lo smartphone al POS che i soldi fuggono via / © Samsung

NFC, questo sconosciuto

Sviluppata da un consorzio di produttori (LG, Nokia, Samsung, Philips e Sony), la Near Field Communication è una tecnologia che permette ai dispositivi che ne sono dotati di comunicare in maniera bidirezionale, in un raggio di circa 10 centimetri. Perfetta per svolgere il compito del pagamento diretto con lo smartphone, molti flagship ne sono dotati.

Alcuni produttori rimangono ancora scettici per vari motivi, tra questi OnePlus ed Apple, che ne ha introdotto una versione tutta sua su iPhone 6 e 6S. Per velocità di trasmissione dei dati e per il grado di sicurezza che garantisce (non c'è comunicazione con server o cloud), l'NFC è perfetto per fare acquisti con Android. Il punto è che, oltre allo smartphone, anche l'eventuale POS dovrebbe avere un'antenna NFC integrata, solo in questo caso si potrebbe “passare il telefono” al posto della carta di credito o il bacomat per pagare le cose che abbiamo nel carrello.

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Simulando una carta di credito sul display si avrà la sensazione di spendere davvero! / © ANDROIDPIT

Il futuro in anticipo

Il sistema in linea teorica è molto semplice: il commesso digita l'importo da pagare sul POS e questo invia un segnale via NFC allo smartphone che è stato posto nelle vicinanze. Una volta rilevato il segnale, l'app installata scala l'importo e il tutto è fatto. Già, ma quale app? Marshmallow integra il nuovo Android Pay, che tramite l'associazione ad un conto o una carta, permette di caricare soldi sullo smartphone da scalare ad ogni pagamento. Anche i più inesperti  hanno avuto a che fare con questa pratica nel momento in cui il loro anno di Whatsapp era giunto a termine, configurando Google Wallet (il predecessore di Android Pay) per scalare quei fondamentali 79 centesimi.

Come ulteriore misura di sicurezza, c'è lo scanner biometrico, anche questo nativo su Marshmallow e a breve presente sulla maggior parte dei nuovi smartphone. Ad anticipare ancora di più i tempi, diverse banche avevano prodotto un piccolo accessorio da collegare allo smartphone, che altri non era che un ricettore NFC. Il progetto, ahimé, è stato un mezzo fallimento e ora le varie app per il mobile banking permettono di accedere al proprio conto solo per effettuare le operazioni classiche. Va detto che al momento Android Pay è attivo soltanto negli Stati Uniti e la sua diffusione dipenderà dai feedback che gli utenti del Nuovo Mondo daranno.

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I discount tedeschi Aldi stanno pensando di introdurre i POS con NFC. / © Aldi Nord

E il Bel Paese?

Come detto, l'Italia è più indietro rispetto ad altri paesi europei dove, per dare l'idea, il pagamento con la carta è molto più usato dei contanti. Un progetto pilota è in corso in alcuni grandi esercizi nella provincia di Milano, ma anche i pionieri che vogliono usare lo smartphone per i propri pagamenti sono scoraggiati, dato che è necessario sostituire la vecchia SIM con una che “capisca” l'NFC ed aggiunga un'ulteriore misura di sicurezza.

Ancora prima della tecnologia, bisogna superare la tipica diffidenza verso la qualsivoglia innovazione, soprattutto quando si tratta di maneggiare il proprio denaro. Le banche hanno sviluppato il solito sistema tappabuchi, che rischia di non essere né carne, né pesce. La tecnologia HCE sfrutta ancora l'NFC, ma passa per dei server controllati dall'istituto bancario. Il tutto in nome di una maggior sicurezza. In questo modo però i dati passano per un server e, oltre ad essere salvati in un luogo terzo, si annulla la velocità che l'NFC garantisce.

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In Asia non decolla percui il OnePlus2 non è dotato di NFC / © ANDROIDPIT

Cosa ci aspetta

Come molte altre novità tecnologiche, anche pagare con lo smartphone sarà qualcosa che si inserirà lentamente nella nostra quotidianità, un po' come ai tempi ci sembrava un rischio inviare denaro per qualcosa acquistato su ebay o Amazon (a proposito, Amazon sfrutta la sua posizione di forza e molla l'NFC per usare un sistema interno).

Android Pay per il momento funziona solo negli Stati Uniti, e in Italia è solo in via di sperimentazione, mentre Apple Pay deve ancora debuttare. La tecnologia è già pronta, resta da convincere il tabaccaio novantenne a comprare un POS dotato di antenna, in modo tale che quando due baldi giovani andranno da lui a comprare il tabacco, non dovranno fare altro che tirare fuori il telefono ed avvicinarlo al POS per trasferire i 5 euro. Che poi, 5 euro sono diecimila lire, eh!

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Pay funzionerebbe anche tra due smartphone! / © Google

E voi pagareste mai con lo smartphone?

Originariamente di Luis Ortega su AndroidPIT.es

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9 Commenti

Commenta la notizia:

  • Daniele ti posso chiedere perché questa reazione quasi spaventata ? Hai avuto Postemobile e sei rimasto deluso per qualche motivo ? Io lo ho da quasi 13 mesi e mi trovo abbastanza bene. Poi ho una sim Tim senza promozioni solo per ricevere


    • Ma molto semplicemente perchè generalmente ho solo litigato con le poste in qualsiasi campo e applicazione!


      • Ho capito, negli uffici postali effettivamente ci sono anche molti inesperti, spesso, due dipendenti ti danno 2 risposte diverse alla stessa domanda. Chiaramente senza nulla togliere ai lavoratori capaci. Con la compagnia telefonica è meglio, diciamo che conservano solo il nome delle Poste, essendo una loro controllata ma hanno un livello di competitività maggiore


      • Ho capito! Cercherò di essere meno cattivo nei loro confronti allora (anche se sarà difficile!)


      • Effettivamente non sarà facile :)


  • Analisi molto approfondita e per quanto il denaro sia un tema freddo, hai fatto un ottimo coinvolgimento emotivo "il bel paese ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe", grande Petrarca :). Ad ogni modo Postemobile mi ha garantito che avendo un telefono ed un dispositivo di pagamento che supportino il protocollo NFC potrei in teoria già adesso effettuare un pagamento in questo modo anche se non sto a scalpitare perché questo avvenga, pur riconoscendo la necessità di implementare queste funzioni presso i nostri esercizi commerciali anche per semplificare la vita ai turisti stranieri :)

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