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Google riuscirà a risolvere il problema della frammentazione?

Non penso. Con la recente versione 7.1 di Nougat abbiamo sicuramente a disposizione nuove funzionalità. Ma questo nuovo aggiornamento minore di Big G rende la frammentazione della piattaforma Android ancora più profonda.

Questa intenzione è stata evidente fin da quando Android 7.0 Nougat ha fatto il suo debutto. Google vuole infatti virare verso un nuovo ciclo di rilasci: quelli regolari di aggiornamenti minori dovrebbero integrare quelli mensili sulla sicurezza. Si vociferava che la prima release del Nougat 7.1 sarebbe stata inaugurata durante la presentazione degli smartphone Pixel, e così è stato.

Anche LG ha mantenuto le promesse: aveva dichiarato che il V20 sarebbe stato il primo smartphone a girare con Android 7.0 e così è andata. Pochi giorni dopo che il V20 è atterrato sul mercato (ovviamente non europeo) Google ha annunciato i suoi telefoni Pixel e quindi, implicitamente, anche Nougat 7.1. Ma quanto vale realmente questa esclusiva per Google? Non molto. O meglio qualcosina sì: Big G appare come l’unico brand a girare l’ultima versione di Nougat.

Gli utenti Nexus erano un tempo privilegiati

Che ne pensano gli utenti Nexus della nuova versione Android? Festeggiano? Probabilmente no. D’altronde Google aveva già chiarito ad AndroidPolice che la versione 7.1 di Nougat sarebbe uscita per gli smartphone Nexus già esistenti ma solo come anteprima per sviluppatori. La scadenza che Big G si era prefissato era "la fine del trimestre", quindi entro la fine dell'anno. Anche stavolta così è stato: il software finale dei telefoni Pixel viene rilasciato anche per altri smartphone sotto forma di Developer Preview.

Insomma, Google vuole disfarsi del marchio Nexus ma la decisione di offrire Android 7.1 Nougat in anteprima esclusiva ai soli Pixel comporta anche un calo della fiducia degli acquirenti nei confronti dei Goole Nexus. D’altronde era prassi che gli smarphone Nexus fossero i primi a ricevere gli aggiornamenti. I Pixel dovrebbero mettere i bastoni tra le ruote a Samsung ed Apple ma dovrebbero anche essere all'altezza della reputazione che la linea Nexus si è costruita negli anni. Google, quindi, ci insegna che l’amore finisce e le sicurezze svaniscono. Gi utenti che acquisteranno uno dei nuovi Pixel non potranno essere certi che il prossimo anno saranno ancora inclusi nel programma degli aggiornamenti Android.

L'aggiornamento a Nougat ci rende scettici nei confronti del futuro, soprattutto perché questo ultimo aggiornamento tarda ad arrivare anche negli altri device. Nessuno si aspetta che Google rilasci l'aggiornamento in poche ore ma non è neppure comprensibile che un utente Nexus 6 abbia dovuto aspettare un mese abbondante per il primo aggiornamento via OTA. Da alcuni questo scacco è stato vissuto come una tragedia anche perché Nougat potrebbe essere l'ultimo grande salto di qualità che il Nexus 6 potrà permettersi. 

HK
Hans-Georg Kluge
L’ultimo aggiornamento Nougat ha messo Google in un pasticcio
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Google ha peggiorato la situazione della frammentazione Android

È assurdo che Big G non voglia risolvere il problema della frammentazione. Al contrario, ne sta complicando ulteriormente la situazione.

Non è un segreto che gli aggiornamenti Android vengano diffusi più lentamente di quelli Apple e questo soprattutto perché i produttori degli hardware necessitano del tempo per sviluppare e testare l'update sui propri device. Ma questo è comprensibile fino ad un certo punto.

Quando gli sviluppatori stanno ancora affinando l'aggiornamento ad Android 7.0 Nougat, ecco che compare Android 7.1 con in serbo altre novità interessanti. Che si fa quindi? Si aspetta la versione 7.1 e si ritarda l'aggiornamento? O si continua con il 7.0 e si spera che gli utenti non richiedano il 7.1, versione attualmente in groppa solo al Pixel? Sembra che queste domande non interessino più a Google:

Si ha come l'impressione che la frammentazione della piattaforma Android non rappresenti più un tema serio per Google

Per gli amanti della tecnologia gli aggiornamenti Android sono parte integrante dell'acquisto di un Nexus o di un Pixel, ma Google sembra non tenere questo aspetto più in considerazione. Finora non abbiamo neppure accennato al fatto che la manutenzione del software costa denaro e questo affetta soprattutto il prezzo del terminale. Se Google volesse davvero fare concorrenza ad Apple con i suoi smartphone Pixel si dovrebbe anche preoccupare di una durata maggiore degli smartphone poiché non tutti gli utenti sono disposti a comprare uno smartphone da 800 euro ogni due anni.

HK
Hans-Georg Kluge
Google deve estendere il ciclo di vita degli smartphone Pixel. Due anni non sono sufficienti.
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Le speranze che avevamo su Google Andromeda

Alla vigilia dell'evento Pixel si vociferava che Andromeda sarebbe stato il risultato derivante dall’unione di Chrome OS e Android. Ma esiste davvero questo Andromeda? Attualmente non possiamo dirlo con certezza. Una delle aspettative più alte era quella per cui Google mantenesse il sistema operativo e gli aggiornamenti sotto il proprio controllo al 100% e che quindi li distribuisse a tutti gli utenti che volessero utilizzare Andromeda. Ma queste sono ancora fantasticherie.

Sperate ancora che Google affronti il problema degli aggiornamenti Android? Scrivetecelo nei commenti!

1 Commento

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  • Nulla vieta che Google possa ripensarci ma prima di valutare occorre attendere che dice il mercato

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