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Perché OnePlus è diventato un produttore come gli altri

In pochi anni OnePlus è riuscito a diventare uno dei produttori più popolari sul mercato degli smartphone. Il compito non è stato facile e poche persone avrebbero immaginato un tale successo dei team di Pete Lau e Carl Pei. Il produttore cinese si è ormai imborghesito sempre di più e somiglia sempre meno alla startup che voleva stravolgere i canoni dettati dai classici produttori come Samsung, LG o HTC.

Quando Pete Lau e Carl Pei hanno lasciato Oppo dopo una serie di successi, molti ne sono rimasti sorpresi. Ma quando hanno creato OnePlus tutto è sembrato più chiaro. All’epoca le loro ambizioni erano semplici: smuovere il mercato e rompere gli schemi dei grandi produttori. OnePlus voleva portare la democrazia tra gli smartphone top di gamma, proporre dei dispositivi performanti ed eleganti a buon prezzo, vendere solamente online aggirando i canali di distribuzione tradizionali.

In poche parole i due giovani imprenditori volevano stravolgere un sistema che trovavano sfavorevole per il consumatore. Un’ambizione rivoluzionaria ben spiegato nello slogan "Never settle" (non accontentatevi mai di quello che avete).

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Il OnePlus 3T è l’ultimo degli smartphone del band. © AndroidPIT

Tuttavia, dopo 4 anni dalla nascita, i bollenti spiriti della giovinezza sembrano essersi placati. Il marchio si evolve e le differenze tra OnePlus ed i suoi competitor sono sempre meno evidenti. Divenuto ormai un protagonista imprescindibile sul mercato dei top di gamma, OnePlus non è più il giovane guastafeste del passato e assomiglia ormai sempre più a Samsung, LG o Huawei.

Una maturità che porta qualche vantaggio…

Sotto alcuni aspetti questa maturità non è poi così negativa. OnePlus ha anche abbandonato per esempio il sistema di inviti messo in atto con i primi modelli. Se da un lato questo sistema permetteva al marchio di gestire la produzione degli smartphone e di evitare le rotture di stock, dall’altro causava tanta frustrazione tra gli utenti. La corsa agli inviti per comprare l’ultimo flagship del marchio sfociava spesso nel ridicolo e qualche furbacchione aveva persino trovato il modo di arrotondare lo stipendio a fine mese rivendendo gli inviti. OnePlus si è ingrandito e adesso può anticipare meglio la domanda.

La corsa agli inviti per acquistare l’ultimo flagship del produttore è sfociata nel ridicolo

Il produttore ha comunque fatto grandi sforzi in termini di assistenza post vendita. Se all’inizio i feedback della community non erano molto positivi, ora OnePlus si è migliorato. Nel corso del tempo il produttore ha aperto dei centri assistenza regionali in Europa, in modo da ridurre il tempo necessario alla diagnosi e alla riparazione dei telefoni in caso di problemi. Il servizio clienti si è persino internazionalizzato contando su una disponibilità multilingue.

…ma anche degli svantaggi

Ma l’imborghesimento di OnePlus ha anche dei difetti, primo fra tutti un’eccessiva impennata dei prezzi. OnePlus s’inserisce nella lista dei produttori dai prezzi sempre più elitari. Il primo smartphone lanciato dal produttore, il OnePlus One, costava solamente 269 euro, nella versione da 16GB, e 299 euro, per quella di 64GB. Anno dopo anno i prezzi hanno subito un rialzo non indifferente: 339 euro per il OnePlus 2 (versione da 16GB) e 399 euro per il OnePlus 3 (versione da 64GB) per finire a 439 euro per il OnePlus 3T (versione da 64GB). Il OnePlus 5, di cui è prevista la presentazione nel mese di giugno, porterà (ahimè) avanti questa triste tradizione poiché si vocifera che lo smartphone sarà venduto per 449 dollari.

L’altra cattiva abitudine che OnePlus ha preso dai classici produttori riguarda gli aggiornamenti. Nelle ultime settimane si è registrato un malcontento tra i fan poiché il produttore non ha tenuto fede alle sue promesse, vale a dire gli aggiornamenti per almeno 24 mesi. Il OnePlus One ha ricevuto il suo ultimo aggiornamento nel gennaio 2016, il OnePlus X non riceve alcun pacchetto da novembre ed il OnePlus 2 aspetta ancora Nougat.

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OnePlus non rispetta le promesse sugli aggiornamenti. © AndroidPIT

In fin dei conti tutti i cambiamenti di OnePlus non hanno niente di sconvolgente. Corrispondono a delle scelte logiche di una società del settore della telefonia mobile dalle ambizioni sempre più grandi. Pete Lau e Carl Pei hanno voluto rivoluzionare il mercato degli smartphone top di gamma e sono riusciti in parte nel loro intento. Ma per continuare a crescere sono dovuti scendere a compromessi rinnegando qualche sano principio. OnePlus scopre semplicemente la dura realtà dei grandi produttori di smartphone, come un adolescente che entra poco a poco nell’età adulta.

Pensate che gli smartphone OnePlus siano ancora unici?

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  • Un bel articolo che mette in chiaro come la tecnologia viene dataci a pillole e con prezzi assurdi, tutti si accordano per svenarci economicamente, è un peccato che li hanno conformati one plus doveva non accettare ciò

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