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Project Ara: tutti i dettagli del progetto

Se la LEGO decidesse improvvisamente di dedicarsi al mondo della telefonia mobile, probabilmente tirerebbe fuori dal cilindro qualcosa di molto simile al Project Ara di Google. Al contrario di uno smartphone che dopo poco più di sei mesi diventa inutilizzabile a causa di malfunzionamenti di determinati componenti, Google propone un dispositivo modulare, in cui ogni singolo elemento può essere sostituito con la versione aggiornata e funzionante.

Evidenzia le modifiche recenti

Come sarà questo smartphone futuristico e, soprattutto, quando potremo metterci mano? Secondo le ultime dichiarazioni, sembra che Project Ara verrà rilasciato, quantomeno per gli sviluppatori, il prossimo autunno. Non perdetevi tutti i dettagli nella sezione dedicata.

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Uno smartphone componibile e durevole! / © Google

Project Ara: funzioni e caratteristiche

Conosciamo già i nomi di alcuni brand produttori che stanno lavorando sui moduli di questo tanto atteso dispositivo. tra i partner troviamo Panasonic, TDK, iHealth, Toshiba, Sony Pictures Home Entertainment e Samsung. Come potete vedere dall'immagine di seguito, sulla scocca il dispositivo offre sei diversi slot. Quattro di questi sono delle stesse dimensioni e possono quindi essere inseriti in uno qualsiasi degli alloggi. Ci pensa il software a gestire l'estrazione dei moduli: basterà un "Ok Google" per estrarre magicamente la fotocamera!

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Diversi moduli combinabili a proprio piacimento! / © Google

Abbiamo avuto modo di ammirare Project Ara in una breve ma intensa comparsa durante la conferenza di Google tenutasi a San Francisco il 28 ed il 29 maggio del 2015. Nel video di tre minuti mostrato durante la conferenza di Google, siamo riusciti ad ammirare un dispositivo Ara assemblato (sprovvisto di fotocamera integrata) ed avviato ed abbiamo inoltre assistito all'inserimento del modulo dedicato alla fotocamera.

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È stato impressionante poter assistere all'inserimento della fotocamera su un dispositivo modulare! / © ANDROIDPIT

Sono bastati cinque minuti dall'inserimento della fotocamera per vederla in funzione. Con questo breve video è stato possibile capire un po' meglio il funzionamento e l'utilità dei moduli nei dispositivi del futuro. 

Le novità precedenti

Il rischio più grande nel creare uno smartphone composto da diversi moduli è quello di offrire agli utenti un citofono. La base in alluminio, che ospita i magneti al quale vengono agganciati i vari "pezzi", presenta uno spessore minimo, ma ad essa vanno collegati display, fotocamera, processore, speaker e batteria. Quest'ultima rappresenta proprio l'ostacolo più difficile da scavalcare.

Come si fa a creare una batteria che occupi il minor spazio possibile senza sacrificarne l'autonomia? La startup SolidEnergy sembra aver trovato la soluzione al problema sviluppando un anodo metallico ultra sottile con due volte la densità degli anodi di grafite e silicio utilizzati al momento. In poche parole sarà possibile produrre batterie più piccole dotate della stessa capacità di quelle attualmente sul mercato, permettendo la creazione di componenti più sottili per il Project Ara. 

A quando la produzione in massa? Solid Energy produrrà la prima versione commerciabile di questa batteria nel 2016, o perlomeno queste sono le previsioni.

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Spiral 2 è il prototipo attuale di Project Ara! / © Google

In tanti ci aspettavamo forse che sarebbero stati i grandi brand, come ad esempio Samsung o HTC, a tirare fuori dal cilindro i primi moduli ed invece sarà Yezz, un brand non molto conosciuto che sta lavorando a stretto contatto con Google, a rivelarli al grande pubblico.

A chi è destinato Project Ara?

Al momento è un progetto destinato a sviluppatori di hardware e software, ma l'obiettivo finale è quello di lanciare Ara sul mercato e renderlo disponibile a tutti coloro che al momento non hanno un accesso internet mobile. 

Link al video

Perchè dovremmo volere uno smartphone Project Ara? 

Vi è mai capitato di dover buttare via uno smartphone perfettamente funzionate a causa di una batteria inutilizzabile e purtroppo non sostituibile? Meglio ancora, vi è mai capitato tra le mani lo smartphone perfetto che però scattava foto terribili (vedi Nexus 5)? Grazie ad Ara non dovremo più rinunciare a nulla e avremo modo di sostituire ogni singolo componente creando lo smartphone più adatto alle nostre esigenze, uno smartphone dalle infinite potenzialità.

Oltre a risparmiare soldi, contribuirete a salvere il pianeta evitando sprechi e, in futuro, chissà, potreste avere anche la possibilità di stampare voi stessi i componenti tramite stampanti tridimensionali. 

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Volendo potreste scegliere ogni componente di un colore diverso! / © Slash Gear

Troppo bello per essere vero? 

Anche voi temete che Project Ara possa finire come i Google Glass e risultare in un gadget troppo costoso e mai completamente finito? Uno dei problemi principali di Ara potrebbe essere lo spessore del dispositivo, in fondo ogni componente avrà al suo interno i propri circuiti, che aggiunti a quelli del corpo di metallo potrebbero risultare in dimensioni piuttosto ingombranti. Il classico citofono di una volta, per intenderci.

In teoria il costo di uno smartphone simile dovrebbe risultare più basso, perchè se ne compra uno solo e lo si utilizza a vita, ma i singoli componenti? Siamo certi che i prezzi di lancio iniziali saranno piuttosto alti e che ci ritroveremo costretti a spendere più del necessario. 

Link al video

Quando avverrà il lancio sul mercato di Project Ara?

Dopo mesi di silenzio finalmente sentiamo di nuovo parlare di Poject Ara che secondo le ultime indiscrezioni trapelate su GSMArena, sembra vedrà la luce nell'autunno del 2016. Saranno gli sviluppatori i fortunati a poter mettere alla prova i primi dispositivi modulari di Google mentre noi comuni mortali dovremo attendere il prossimo anno.

Secondo quanto riportato, sembra che al momento 30 dipendenti di Google stiano utilizzando il prototipo che offrirà 5,3 pollici di diagonale e che, ovviamente, girerà Android. La tecnologia del dispositivo non sarà probabilmente inclusa nel sistema modulare il che significa che non sarà possibile sostituire il chip, la batteria ed il display. Questo, almeno, nella prima generazione che verrà rilasciata.

Sul prezzo non sappiamo ancora nulla: Google ha stimato un costo di produzione dei dispositivi che va dai 50 ai 100 dollari, ma questo non rispecchia di certo il prezzo finale, al quale vanno sommati i prezzi dei diversi moduli. Mentre rimaniamo in attesa di nuovi dettagli sugli smartphone componibili di Google, vi lasciamo ad un breve video promozionale creato in onore di Project Ara:

Insomma, cosa ne pensate?

31 Commenti

Commenta la notizia:
  • la cosa più bella del mondoooooo

  • E Lg arrivó prima...

    • Mi spiace, ma LG non è arrivata prima...l'LG G5 ha una modularità ben diversa rispetto a Project Ara, i quanto quest'ultimo è molto più agevolmente modulabile.

  • Ma perché non mostrano mai la parte davanti del display?

    • Suppongo che essendo un display come un altro, non ne valga la pena; il "bello" è dietro dove vanno a sistemarsi tutti gli altri componenti...

    • se cerchi online (nel mondo android) ci sono foto del davanti

  • Sembra davvero interessante come cosa:-) stiamo a vedere...

  • ...una sola parola....fighissimooooooo!

  • Se ci si giostra molto bene i prezzi finali non dovrebbero superare i 100 euro, un esperimento è stato già fatto dal supervisore, e inoltre le marche di processori cinesi, intel e snapdragon, quanto AMD si dicono pronti per reggere l'impatto per questo mercato, insomma si sta facendo la storia.

  • una bump ben fatta in metallo con tanto di vite per chiuderla come quella che si poteva usare su i phone 4 e vedi che le componenti non si muovono e passa la paura... vorrei solo tanto sapere la data d'uscita perchè devo cambiare cellulare e fortunato come sono compro il cellulare nuovo e la settimana dopo esce il project ara...

  • i pezzi sono tenuti insieme da dei magneti potenti, non li perderete ahaha

    • Avrei preferito un'incastro a "click", più efficace per dimensioni rispetto ad un magnete e dato che le dimensioni sono un problema: cade il telefono > effetto splatter (senza sangue, ma con dose raddoppiata di urla)... La CPU sotto il letto, la batteria nella scarpa...

      Ovviamente scherzo, si sta parlando di cose ancora tutte da vedere... Un'idea molto interessante che può comunque dar spunto a situazioni ironiche ;)

      • Perché, se cade adesso lo smartphone, ti metti a cantare e ballare? Sarà che io sono maniacale nell'attenzione a non danneggiarlo e infatti non mi è mai successo, neanche con i vecchi cellulari (quindi dopo questa sbruffonata, mi aspetto LA catastrofe da un momento all'altro...), quindi l'unico problema che mi pongo è il costo, perché per il resto lo trovo un progetto semplicemente geniale.

        ste

  • Sbagliare è improbabile perchè google mette a disposizione un simulatore che ti indica la compatibilità tra i vari componenti...poi va be...non credo che tu usi il telefono smontato...se hai paura che perda i pezzi dovrebbe essere poco probabile...altrimenti si sarebbe inutile

  • io già mi preoccupo per l'assemblaggio: come dice Mattia se qualcuno perde un pezzo è nei guai e poi se si sbaglia a collegare qualcosa non c'è la possibilità di danneggiare tutto?

  • Sarà perchè sono anche patito di tv uhd curve...magari oled...il primo no era troppo padella...questo e molto simile al Note come dimensioni..ci vorrebbe un pennino...ma curvo anche lui è scomodo😆

  • Se rimarrà entro i 10/12 mm di spessore non è neanche troppo...non capisco perchè fanno a gara per il telefono più sottile...già le batterie duran poco...se poi le sacrificano x incastrarle in meno di 5mm....l importante è che abbia un peso contenuto...
    Speriamo bene anche perchè son benvenute le innovazioni (il GFlex 2 mi piace davvero un sacco!) *-*

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