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Opinion 7 min per leggere 1 Commento

Può Apple assemblare iPhone negli USA? Non è solo questione di tasse

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha recentemente chiesto che Apple trasferisca la sua produzione negli Stati Uniti in quanto teme che la società di Cupertino possa essere duramente colpita dalle tasse imposte contro la Cina. Anche con la promessa di agevolazioni fiscali da parte del governo, non c'è una soluzione semplice.

Ultimamente ci sono stati dei bei momenti tra Trump e la tecnologia. Poco dopo aver puntato il dito tramite Twitter su Google per un presunto pregiudizio contro di lui, il Presidente si confronta anche con Apple (naturalmente sempre su Twitter). Tutto è iniziato con la guerra commerciale in corso tra le attuali amministrazioni e la Cina, dove vengono prodotti la maggior parte dei nostri smartphone e dei componenti per computer, Apple compresa.

La scorsa settimana Trump, parlando di venerdì a bordo dell'Air Force One, ha annunciato le tariffe previste per un ulteriore valore di 267 miliardi di dollari di merci cinesi. Apple ha risposto con una lettera ai funzionari commerciali affermando che le tariffe proposte avrebbero aumentato i prezzi per una "vasta gamma" di prodotti Apple, tra cui Apple Watch e Mac Mini (anche se nessuno menziona iPhone o iPad).

"La nostra preoccupazione per queste tasse è che gli Stati Uniti saranno colpiti duramente colpiti il che si tradurrà in una minore crescita e competitività del Paese e in prezzi più elevati per i consumatori statunitensi" - ha detto Apple nella sua lettera.

Il Presidente Trump ha risposto in maniera interessante:

Apple ha finora rifiutato di commentare, un silenzio che farebbe bene a mantenere per non portare alla mente dei consumatori che gli aspetti particolarmente spiacevoli della tecnologia di consumo in una moderna economia globale vengono spostati nei Paesi in via di sviluppo dove i lavoratori sono di solito soggetti a condizioni di lavoro orribili. A parte le preoccupazioni umanitarie per gli operai, questo significa meno posti di lavoro nel proprio Paese, ma prodotti più economici nei negozi.

Trump, tasse e imposte

Se Trump riuscisse a portare Apple a casa, sarebbe un grandioso colpo per l'amministrazione e non pensate che questa sia una folle e nuova idea. Il precedente presidente americano Barack Obama ha chiesto a Steve Jobs di fare lo stesso in una cena privata nel 2011, ovviamente la questione è stata obiettata categoricamente. Ora abbiamo un nuovo CEO Apple, un nuovo presidente, ma la situazione rimane la stessa. È probabile che Apple continui a ignorare l'uomo più potente del mondo. C'è un motivo...

La catena di rifornimento

Il lavoro principale che si svolge nelle fabbriche cinesi è il montaggio e la costruzione. I componenti veri e propri, quali chip, batterie, fotocamere e altri pezzi sono prodotti in diversi Paesi, per lo più (ma non esclusivamente) in Asia orientale. Un rapporto del Wall Street Journal del 2016 (quando Trump ha precedentemente proposto un iPhone "made in America") afferma che:

"La risposta, dicono gli esperti, è che mentre l'assemblaggio di iPhone negli Stati Uniti è teoricamente possibile, è altamente improbabile a causa della difficoltà di trasferire il montaggio e altre parti della tentacolare catena elettronica asiatica in Occidente. Mentre gli iPhone sono progettati in California, Apple si procura chip di memoria da fornitori coreani, i display - che sono i componenti più costosi dell'iPhone - da fornitori giapponesi, poi utilizza aziende taiwanesi come Hon Hai Precision IndustryCo. e Pegatron Corp. per assemblare gli iPhone nella Cina continentale. Apple si avvale anche di fornitori statunitensi per produrre componenti come parti in vetro e antenne."

Sarebbe un incubo logistico per Apple assemblare iPhone negli Stati Uniti e coordinare l'importazione dei suoi componenti dall'estero (e non dimenticate che quelli provenienti dalla Cina sarebbero comunque colpiti dalle tasse sulle importazioni). Un leggero ritardo nella spedizione da parte di un partner potrebbe ritardare di settimane gli eventi di lancio dei prodotti.

I lavoratori

L'estrema "flessibilità" di una forza lavoro cinese rispetto a quella americana anche con un salario minimo non è morale o giusta, ma è un vantaggio a cui Apple non vuole rinunciare. Anche se i semplici stipendi e benefici sono esclusi dall'equazione, Apple ha molte ragioni per favorire i lavoratori delle fabbriche cinesi.

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Gli Stati Uniti non possono completare con la Cina nella produzione e nel montaggio. / © AndroidPIT

Facciamo un esempio: immaginiamo che Apple abbia bisogno di aumentare improvvisamente la produzione a causa della forte domanda. Avrebbero urgente bisogno di un'enorme quantità di macchinisti e ingegneri disposti a trasferirsi nelle fabbriche. Cook può chiamare i suoi partner come Foxconn per reclutare migliaia di lavoratori adeguatamente qualificati nel giro di settimane.

Quando questi lavoratori vengono richiamati, sono comunque a buon mercato. Molti dormono in loco nei dormitori della città di Foxconn, lavorano 'ufficialmente' 12 ore al giorno, 60 ore alla settimana, ma in realtà molto di più. Per meno di 17 dollari al giorno. Lavorano sodo e bene.

"Potrebbero assumere 3000 persone durante la notte", ha dichiarato Jennifer Rigoni, responsabile della domanda di approvvigionamento mondiale di Apple fino al 2010, al vecchio New York Times. "Quale fabbrica americana può trovare 3000 persone durante la notte e convincerle a vivere in dei dormitori?"

Capitalismo

Apple è una società che esiste per fare soldi per i suoi azionisti. Tale conformazione della società sceglierà ogni volta il profitto piuttosto che il patriottismo. Apple è già pronta a trarre il massimo profitto dai suoi investimenti. Questo non significa solo trovare i costi più bassi per la produzione, ma significa che l'iPhone e gli altri prodotti hanno già un prezzo esattamente tanto alto quanto Apple crede i consumatori siano disposti a pagare.

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Tutto si riduce al vile denaro. / © AndroidPIT

Se Apple si trasferisse negli Stati Uniti e dovesse in qualche modo compensare la perdita che ne deriverebbe, vedremmo sicuramente iPhone più costosi. Molteplici indagini hanno stimato il costo di un iPhone Made in USA attorno ai 2000 dollari. Pensate agli attuali prodotti di Apple, l'iMac Pro (5000 euro circa) e Mac Pro (3000 euro circa): Apple potrebbe spostare il business negli Stati Uniti e aumentare i costi (e produrre meno unità poiché non avrebbero la forza lavoro) ma l'azienda di Cupertino non vuole scioccare i suoi acquirenti e perdere vendite in questo modo.

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Paghereste più di 2000 euro un iPhone X? / © AndroidPIT by Irina Efremova

Invece, se la guerra commerciale di Trump rendesse i dazi davvero insopportabili per Apple in Cina, beh...

La Cina non è l'unico Paese

Apple potrebbe semplicemente trasferire l'assemblaggio in un luogo più vicino alla sua catena di approvvigionamento e lontano dalle protezioni del lavoro americano, come il Vietnam, la Cambogia, il Bangladesh. Certo, la Cina è il posto migliore per loro ora, ma in caso di trasloco forzato, gli Stati Uniti sarebbero ancora molto in basso nella lista delle probabili località.

Trump vuole che i contribuenti firmino l'assegno

Imposte zero - in realtà, un incentivo fiscale. Così, invece di compensare il deficit dei fan di Apple che dovrebbero pagare prezzi più alti, tutti gli americani sarebbero coinvolti per salvare Apple, anche quelli che non hanno alcun interesse per i loro prodotti. Vi sembra giusto? Anche perché l'azienda di Cupertino non ha finora pagato i suoi debiti al popolo americano.

Apple è già meticolosamente ben impostata per evitare di pagare le tasse con cinque delle sue filiali globali, tra cui Apple Sales International, con sede in Irlanda e grandi quantità di denaro incanalato attraverso le filiali in Olanda e nelle Isole Vergini britanniche. Trump può provarci in ogni modo, la sua offferta non può essere migliore di quello di cui gode attualmente Apple.

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Perché il contribuente americano dovrebbe pagare per riportare Apple a casa? / © AndroidPIT

Anche se Apple è stata tentata dagli incentivi di Trump, le ricerche bipartisan suggeriscono ancora che tali accordi non daranno alcuni frutti.

Quindi cosa si dovrebbe fare?

Ecco la parte dove chiedo una rivoluzionaria rielaborazione della nostra economia globale, salari e standard equi per i lavoratori di tutto il mondo e una ridistribuzione della ricchezza. A meno che non si verifichi una tale perturbazione economica mondiale, Apple non si ritirerà dalla sua attuale posizione vantaggiosa sapientemente studiata.

Piuttosto che concentrarsi sul portare a casa i grandi nomi, Trump potrebbe incoraggiare politiche che aiutino le piccole imprese a sviluppare catene di fornitura e catene di montaggio locali e sostenibili. Attualmente Apple trae vantaggio dai lavoratori cinesi, mentre i concorrenti cinesi di iPhone, come Huawei, continuano a non entrare nel mercato statunitense.

Pensate che Apple debba trasferire le fabbriche negli Stati Uniti?

1 Commento

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  • Mago50 1 settimana fa Link al commento

    Povera Apple come potrebbe continuare a regalare i suoi smartphone a soli 889 euro (la versione miserabili) se dovesse produrlo in occidente.... Cavolo ci smenerebbe di brutto.... Qualcuno ha parlato di pocophone a 320 euro?

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