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Cambiare la struttura di internet? Google ci crede (forse l'unico?)

Da molti anni ormai Internet influenza la nostra società. Dal banking online, allo streaming, alla comunicazione, è difficile farne a meno. È proprio per il suo grande numero di utenti, o più esattamente per gli abusi multipli perpetrati su di esso, che deve essere cambiato. Un vasto progetto in cui il perché è molto chiaro ma il modo in cui agire rimane ancora indefinito.

Cambiare la struttura di Internet: è davvero necessario?

Per l'utente Internet è molto semplice: basta inserisce un indirizzo web valido per arrivare sulla pagina desiderata. Non è necessario entrare nel mezzo del funzionamento dei computer ma è importante analizzare la composizione di un indirizzo Internet, ad esempio l'URL.

La maggior parte delle volte vi imbatterete con un https, cioè un http al quale è stato aggiunto una "s" che sta per "secure" ("sicuro", in italiano). Una nota per i più curiosi: si riferisce al protocollo SSL e consente la comunicazione crittografata tra il dispositivo e il server.

internet teaser
Internet è onnipresente. © shutterstock

A seguire il nome del dominio del sito (spesso preceduto dal famoso "www"). È seguito dall'estensione (.com, .it, .org, .gouv ecc.). Poi arriva una barra e, da lì, diversi link alle pagine che visiti. Ad esempio, "/change-structure-internet-url" consente di accedere a questa pagina. I blog, ad esempio, utilizzano spesso le date nell'URL per ottenere una migliore panoramica nel CMS.

Molto semplice, no? Un po' troppo, e diversi malintenzionati lo hanno capito. Usano (e abusano) il phishing per attirare utenti con indirizzi web truffaldini ma simili a quelli originali. Più lungo è il link, meno probabilmente l'utente non informato riesce ad identificare il problema ed a scampare alla truffa. È facile farsi ingannare e condividere informazioni riservate in pochi click. Esistono molti altri problemi, ad esempio a livello di codici ASCII per citarne solo uno, che danno vita a diversi tipi di attacchi.

La sicurezza non è l'unico problema, il concetto stesso di URL può essere considerato vecchio stile. Passato. Dall'errore di battitura che non porta ad alcuni link a link estesi che dovrebbero portare ad una singola immagine o video, il cui contenuto non è sempre chiaro prima dell'apertura (e talvolta ci dispiace persino averlo aperto). 

Qual è la soluzione quindi?

Per il momento, non esiste una soluzione veramente concreta. Google è probabilmente una delle aziende più motivate a rimuovere gli URL, ma per fare ciò non basta solo un'alternativa che funzioni molto bene, ma anche un modo per rendere la transizione più fluida senza spaventare i webmaster. 

I dipendenti di Chrome analizzano i dati ottenuti per capire come vengono utilizzati in diversi contesti. Nel tempo, potrebbero riuscire a trovare (probabilmente) una soluzione, ma non sarà facile.

Pensate che cambiare la struttura di Internet sia una soluzione o è meglio provare a risolvere i problemi esistenti?

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