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L'evoluzione di Android dipende anche da te: ecco come!

Chi conosce la storia del sistema operativo Android conosce la sua natura open source e la possibilità di cambiarlo a proprio piacimento. Questo è il nostro tratto preferito del robottino verde e se Android oggi è così come lo conosciamo, molto lo dobbiamo anche a questa possibilità. Senza fare sogni utopici però non bisogna dimenticare che è Google che tira le fila e non lo fa certo per fare la carità agli utenti di tutto il mondo.

Android, per sua natura, è un sistema fluido ed in continua evoluzione che tenta di migliorare i suoi punti forti ed eliminare i punti deboli. Questa operazione non la fa soltanto Google, bensì tutti gli sviluppatori indipendenti o tutti quelli che, semplicemente, hanno rootato il loro smartphone.

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Un piccolo Marshmallow è anche tuo! / © ANDROIDPIT

Le scelte che vengono fatte da ogni singolo utente non sono ignorate da Big G, anzi. Quando sono molti gli utenti che scelgono di uscire dalla strada originale che propone Android per crearsene una nuova, Google drizza subito le antenne e corre ai ripari. Questo è l'aspetto che non bisogna mai sottovalutare: il potere che il singolo utente ha.

Un dolce amaro

Per fare un esempio (diventato ormai un classico) bisogna tornare ai tempi in cui Jelly Bean è stato sostituito dall'aggiornamento a KitKat. Con quel firmware è stato completamente rimosso dal sistema operativo il supporto per le schede esterne di memoria microSD. Tra l'incomprensione generale, chiara è stata la scelta di Google di spingere gli utenti ad usare la memoria disponibile in cloud (Google Drive) piuttosto che quella reale disponibile con una semplice scheda. Una soluzione sicuramente meno pratica, ma più adatta per la promozione dei prodotti di Mountain View.

Con l'aggiornamento a Lollipop le cose non sono cambiate e le proteste non hanno avuto alcun seguito. Le case costruttrici si sono adeguate e molti flagship (non tutti per fortuna) sono nati senza supporto per schede esterne. Esemplare il caso del Samsung Galaxy S6 che si poneva il duro compito di diventare il miglior smartphone Android sulla piazza. Missione compiuta, ma il paradosso è che il migliore sulla piazza manca di una caratteristica tanto semplice ed apprezzata. Per ovviare a questo problema si sono attivate le migliaia di squadre di sviluppatori indipendenti sparse per il mondo.

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Meglio un morbidone di un KitKat, diciamolo. / © ANDROIDPIT

Google vs resto del mondo

Ora, non sentiremo é leggeremo mai un comunicato di Google che ammette di essere tornato sui propri passi. Possiamo solo renderci conto dello stato dell'arte del nuovo aggiornamento Marshmallow che ora, come per magia, reintroduce il supporto nativo per la scheda microSD. I dirigenti di Big G, nonostante urlino ai quattro venti il contrario, non sono felicissimi quando qualcuno roota un dispositivo Android alternadone le caratteristiche originali. Se questa affermazione vi sorprende, allora ne ho un'altra ancora più clamorosa per voi: gli arcobaleni non nascono dalle pentole d'oro.

Però non fraintendete, rootare il dispositivo rimane cosa buona e giusta ed è tramite questo gesto che si dimostra al gigante Google qualcosa. Le proteste formali e le minacce più o meno velate non servono a nulla, servono le azioni dei singoli. Restando in tema di scheda microSD, tutti quelli che hanno rootato il loro KitKat o il loro Lollipop per poter installare applicazioni che arrivano da una memoria esterna, hanno detto la loro e hanno contribuito a far cambiare rotta agli sviluppatori di Android.

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Il Samsung Galaxy S6 è diventato l'esempio perfetto di questa contraddizione! / © ANDROIDPIT

Anche tu fai evolvere Android

Stiamo parlando del fatto che ogni singolo utente, tu compreso, abbia dalla sua un potere unico. In nessun altro rapporto o servizio, il parere degli utilizzatori finali è cosi influente. La faccenda delle schede microSD può essere paragonata a quella degli scanner biometrici: molte case costruttrici lo hanno introdotto nei loro prodotti e così anche Android si è evoluto introducendo questa funzione. Lo stesso si può dire per gli alloggiamenti delle memorie esterne. Gli utenti hanno avuto la stessa importanza delle grandi corporation tecnologiche. Scusate se è poco.

Importante è ora ribadire che Google non sia un instituto di carità: i dirigigenti del gigante statunitense non si complimentano ogni giorno dicendosi “abbiamo reso dei bambini più felici di com'erano”. Il loro obbiettivo è il guadagno. Hanno solo capito che ottenendo la nostra felicità otterranno anche i nostri soldi. Sembra scontato ma non lo è. Quindi, quando il tuo smartphone riceverà l'aggiornamento a Marshmallow e potrai finalmente giocare con quel supergioco 3D che hai salvato sulla schedina esterna, in qualche modo è anche merito tuo, datti una pacca sulla spalla.

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Anche con Lollipop nessun alloggiamento microSD. / © ANDROIDPIT

In conclusione

Noi abbiamo bisogno di Google non meno di quanto Google abbia bisogno di noi. Per migliorare Android hanno sì bisogno dei nostri sonanti euro, ma anche dei nostri feedback nel modo appena spiegato.

Insomma, felicitati caro utente che come minimo hai rootato il tuo telefono, convinciti che anche tu hai indicato la strada agli sviluppatori di Android e che se oggi hai tra le mani un dispositivo che funziona come funziona, è anche merito tuo. Pat pat sulla spalla.

Cosa ne pensate di questa riflessione?

Originariamente di Santiago Luque su Androidpit.es

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