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Auto senza pilota? Ecco i pro ed i contro

Chiudete gli occhi e immaginatevi un mondo senza traffico, senza code per trovare un parcheggio, con meno macchine, meno rumore per strada e meno incidenti. Riapriteli tra circa vent'anni e, forse, tutto questo sarà realtà. Le auto senza pilota potrebbero portare una serie di benefici che, per ora, possiamo solo immaginare. Ma come sempre c'è anche l'altro lato della medaglia. Ecco dunque lati negativi e positivi di questa nuova tecnologia che manovrerà la nostra vita. 

Contro (un muro?)

Come sempre è meglio iniziare con la parte più scomoda o, se preferite, il piatto meno buono. Gli aspetti negativi delle macchine senza pilota sono diversi anche se è pur vero che alcuni di questi, con lo studio e l'esperienza, potrebbero scomparire negli anni.

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Vi fidate più della vostra guida o di quella di un apparato elettronico? / © GraphicStock

Prezzo stellare

Partiamo dalla parte che spesso è quella che determina le nostre scelte: il prezzo. Le auto robot rappresenteranno quello che è stata la televisione agli inizi degli anni '40 in Italia: un bene non alla portata di tutti. L'alta tecnologia messa in campo si riverserà sul costo: è previsto che il prezzo possa trovarsi in un range che varia dai 70 ai 100 mila dollari. Ma, come quasi tutte le cose costose, prima o poi l'etichetta scenderà e bisognerà anche tenere in conto i risparmi dati da minore consumo di benzina, maggiore tempo a disposizione per fare altro, minori incidenti... (ma di questo ne parleremo fra poco).

Auto-controllo o controllo dell'auto?

Passiamo all'argomento che dà il titolo a questa sezione: potremmo davvero schiantarci contro un muro? Queste macchine riusciranno ad avere sempre il massimo controllo? A quanto pare in condizioni metereologiche sfavorevoli potrebbero sorgere dei problemi.

La pioggia, infatti, interferirebbe con i sensori montati sul tetto del veicolo, mentre la neve renderebbe "cieche" le telecamere e le fotocamere posizionate all'interno del veicolo. Quando nel 2015 Delphi riuscì a far percorrere alla propria Audi SQ5 una distanza di 3500 miglia attraverso gli Stati Uniti, si erano riscontrati dei problemi quando le corsie non erano ben segnalate o quando erano presenti importanti lavori in corso sulla carreggiata. Inoltre le telecamere di bordo, al calar del sole, non funzionavano sempre come uno svizzero.

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Il classico gesto per far accostare un taxi al marciapiede scomparirà? / © GraphicStock

Meno autisti meno lavoro

Quando si parla di robot c'è poi il solito, rognoso, problema sulla sostituzione del lavoro dell'uomo. Che fine faranno tassisti, uberisti (per usare un neologismo coniato or ora), camionisti e accompagnatori? Nella seconda parte del 2016 Uber ha iniziato a testare un servizio di taxi senza autista prima a Los Angeles e poi nel Texas, mentre una società collegata ha realizzato il primo trasporto pesante con un camion a guida autonoma. La stessa Waymo, società satellite di Google, sta collaborando con Fiat-FCA per realizzare un servizio di car sharing senza pilota.

Qui è possibile vedere una mappa in cui viene evidenziato il lavoro più comune in ogni Stato degli USA. Quello dei trasportatori è il più diffuso in più di 10 Stati ed in totale impiega circa 3,5 milioni di persone. Ma è ormai da tempo che bisogna inventarsi nuovi lavori per non farsi fare le scarpe dai cervelli tech. 

Hacker piloti

Tra i rischi includiamo anche ciò che ormai tormenta il mondo dell'elettronica: gli attacchi hacker e la protezione della privacy. È di qualche giorno fa la notizia di un hackeraggio delle porte delle stanze di un albergo in Austria. La posta per aprirle? 1800 euro da pagare con gli irrintracciabili bitcoin. Insomma ormai l'allerta non è più per caselle di posta elettronica, telefoni e pc, ma l'hackeraggio può colpire tutti e quindi anche le aziende impegnate nella corsa all'auto che si guida da sola.

Dal punto di vista della privacy sicuramente verremo monitorati ancora di più perché il software delle auto registrerà ogni nostro movimento, spostamento, tempo di sosta e, naturalemente, luogo. Eppure credo che nei prossimi anni questo monitoraggio continuo sarà ancora più invadente di quanto non lo sia già ora e quindi, forse, quello delle macchine non sarà altro che un controllo aggiuntivo a cui forse faremo poco caso.

Pro(attivi per fare altro)

Bene. Dopo aver mangiato il minestrone ora passiamo al dolce (oppure ad un piatto di pasta per chi preferisce il salato). La prima cosa che vi viene in mente quando pensate ad una macchina qual è? Stress, traffico, parcheggio, specialmente in Italia e ancor di più nelle grandi città dello stivale. Le auto senza pilota potrebbero sbarazzarvi di tutti questi problemi.

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Le auto senza pilota potrebbero sbarazzarvi di stress, traffico e parcheggio! / © UBER

Meno traffico

Il cervello umano ha tempi di reazione di gran lunga più dilazionati rispetto a quelli dei sistemi elettronici. Questo vuol dire che limiti di velocità e distanza di sicurezza possono essere rispettivamente alzati e abbassati. Sì, avete letto bene. Se oggi guidare a 100km/h tenendo una distanza di un metro dalla macchina antistante sarebbe da folli, un domani potrebbe essere la formula vincente per ridurre il traffico in tutta sicurezza.

Il ragionamento di base è lo stesso per cui sulle autostrade tedesche non vi sono limiti di velocità: le strade sono più sicure e quindi si può andare più veloce. Un video di CGP Grey, noto educatore di YouTube, ci fa capire meglio le cause e le soluzioni al traffico cittadino. 

Meno carburante, più green

Sì sa, un'andatura più calibrata porta a un consumo minore di carburante. Ogni volta che facciamo accelerate, scatti improvvisi in preda al nervosismo o ancora chilometri "a tavoletta" per arrivare prima usiamo (e sprechiamo) parecchio carburante in più del dovuto.

Il fattore umano, se messo da parte, potrebbe consentire un uso migliore delle risorse a disposizione. Le macchine robot, secondo una ricerca della Civil and Environmental Engineering dell'università di Washington, potrebbero far consumare meno carburante per un percentuale che varia dal 4% al 25%.

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L'81% degli incidenti stradali sono causati dall'errore umano. Siete disposti a cambiare? / © AndroidPIT

A questo punto mi è venuto in mente: ma come, le macchine senza pilota, auto innovative e del futuro, non saranno tutte elettriche? La risposta è sì, lo saranno, ma solo quelle di un futuro più lontano. Quelle del futuro prossimo faranno ancora affidamento a al carburante. In un certo senso queste macchine potrebbero seguire la tendenza di quelle attuali: un motore a gas diverrà poi ibrido e poi solo elettrico. 

Meno incidenti

Una ricerca condotta dall'American and British roadway ha dimostrato che l'81% degli incidenti stradali sono causati dall'errore umano. Ma la domanda sorge spontanea: siamo sicuri che l'errore tecnologico non possa essere simile a quello umano? In un test effettuato a supporto della suddetta ricerca è stato dimostrato che le macchine senza pilota messe in campo da Google sono riuscite a percorrere 700,000 mila km senza fare incidenti. Vi basta?

Conclusioni

Tra i contro che personalmente mi sento di aggiungere c'è anche quello del libero arbitrio. Una volta saliti in macchina non avremo quasi alcun controllo sul veicolo stesso. Decidere di avere una guida un po' più sportiva, oppure più rilassata o ancora più personalizzata facendo un gioco di marce in una strada a tornarnti non sarà più possibile, ma non è detto che lo sarà per sempre. Google sta infatti lavorado anche su questo punto cercando di rendere le auto senza pilota più "aggressive", un po' come potrebberlo essere gli umani, per infilarsi nel traffico o divincolarsi in un ingorgo.

Businnes Insider ha affermato che entro il 2020 saranno presenti circa 10 milioni di macchine senza pilota. Dando per buona queta cifra, dobbiamo esserne sorpresi? Per capirlo bisogna rapportarlo al numero delle macchine presenti in tutto il mondo: un miliardo e duecento milioni di unità (nel 2010 era stato scavallato il muro dei 9 zeri). In Italia sono presenti più di 50 milioni di autovetture, quasi 620 ogni 1000 abitanti. Quindi quelle 10 milioni di unità non sono così importanti ma rimangono pur sempre un ottimo punto di partenza. 

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