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Ecco in che modo uno sfondo nero può danneggiare il vostro display!

Come ormai saprete bene, a seconda della tipologia, un display può offrire vantaggi da un lato e svantaggi dall'altro. Più precisamente i display si suddividono in due tecnologie: gli IPS (in-plane switching, i nuovi LCD) e gli AMOLED (active-matrix organic light-emitting diode). Oggi parleremo di quest’ultimi.

Ciò che più contraddistingue uno schermo AMOLED è la capacità di riprodurre neri perfetti, dato che col nero si spengono effettivamente i pixel. Spegnendo i pixel si ha inoltre un consumo nettamente inferiore ed è per questo che molti utenti sfruttano gli sfondi neri sul proprio display AMOLED. Oltre al risparmio energetico, tuttavia, uno sfondo nero può contribuire a danneggiare lo schermo. Scopriamo perché!

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I display LCD non soffrono di questo problema, ma per un AMOLED il gioco ne vale la candela (NdR). / © ANDRODIPIT

Il male silente degli schermi AMOLED

Per loro natura, i display con tecnologia AMOLED hanno un problema: la “O”. Questa lettera che compone l’acronimo AMOLED sta per “Organic” ed è proprio da particolari componenti organici che sono costituiti questi schermi.

Purtroppo il materiale organico di cui sono composti gli schermi AMOLED tende a perdere la capacità di emettere luce, man mano che vengono utilizzati. Questa degradazione inevitabile non avviene in modo omogeneo: i diodi blu invecchiano molto più velocemente di quelli rossi e verdi, si rimpiccioliscono emettendo sempre meno luce e sono suscettibili a “bruciarsi” se riproducono la stessa immagine di continuo.

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Grazie alla tecnologia AMOLED possono essere realizzati display curvi, flessibili e perfino arrotorabili! / © ANDROIDPIT

In particolare, UniversalDisplay ha notato, in test di laboratorio, che i diodi blu si deteriorano 20 volte più velocemente di quelli verdi, e che i rossi durano invece più del doppio rispetto ai verdi. In tempo operativo arriviamo da ben 50.000 a 900.000 ore per i diodi rossi, da 18.000 fino a 400.000 per i verdi e solo 700 ore fino a 20.000 per i diodi blu.

È da qui che nasce la critica agli “schermi gialli” quando si parla di AMOLED: consumandosi per primi i diodi blu, tale colore sarà sempre meno presente lasciando, nel totale, più rosso e verde, due tonalità che assieme creano appunto il giallo.

Come già detto, col tempo anche questo problema si è ridotto notevolmente nei vari progressi che hanno portato gli schermi AMOLED al top del panorama dei display e non parlo solo di TV, ma e soprattutto degli schermi Super AMOLED di Samsung che dal Galaxy S5 primeggiano sul mercato mobile secondo DisplayMate.

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Non tutti gli AMOLED sono uguali. / © ANDROIDPIT

Come evitare il degrado degli AMOLED

Se quindi non possedete uno degli ultimi modelli di display Super AMOLED, oppure se siete particolarmente scrupolosi dato che vi capita spesso di lasciare lo schermo acceso, grazie a questi consigli potrete evitare di danneggiare il vostro display organico.

Tutto ciò che dovrete fare è evitare di visualizzare gli stessi contenuti per un lungo periodo di tempo, ma variare quanto possibile colori e posizioni di icone sullo schermo. Questo perché se i diodi si degradano quanto più omogeneamente possibile, non noterete praticamente nessuna differenza se non una minore fedeltà cromatica.

Se, al contrario, continuerete a visualizzare a lungo gli stessi contenuti, ad esempio lasciando le icone sempre al loro posto, alcune zone di diodi potrebbero consumarsi più di altre causando fastidiose ombre permanenti sullo schermo, visibili soprattutto su sfondo bianco: queste sono le cosiddette “bruciature”.

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Variate gli sfondi e la posizione delle icone! / © ANDROIDPIT

E gli sfondi neri?

In particolare, se utilizzate uno sfondo nero, non farete altro che peggiorare il risultato: i diodi addetti al nero rimarranno spenti, senza subire alcun degrado, mentre i diodi che rimangono accesi per visualizzare icone, testi, ed i vari contenuti si consumano. Questa differenza di degrado enfatizzerà il problema, rendendo più evidenti le bruciature.

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Gli svondi neri vi permetteranno di risparmiare batteria ma, a lungo andare, rovineranno il display dello smartphone! / © ANDROIDPIT

Per concludere, ecco altri consigli utili per affrontare il problema:

  • Riducete il periodo di tempo dopo il quale si spegnerà automaticamente lo schermo, o meglio spegnetelo voi quando non lo state utilizzando.
  • Non usate il dispositivo per lunghi periodi mentre è in carica: le alte temperature velocizzano il degrado del materiale organico che compone gli schermi AMOLED.
  • Se possibile, utilizzate la funzione a schermo intero per far scomparire la barra delle notifiche e nascondete la barra di navigazione virtuale.
  • Cambiate posizione di icone e cartelle e utilizzate sfondi live. Se avete problemi con la batteria (e chi non c’è li ha?) invece degli sfondi animati, utilizzatene di scuri ma cambiateli spessonel tempo.
  • Evitate come la peste la funzione “Resta attivo” nelle Opzioni sviluppatore.

Avete mai riscontrato problemi con un display AMOLED? Fateci sapere la vostra!

I commenti preferiti dei lettori

  • Dommy Dsd 24-ott-2015

    Daria, premettendo che sono d'accordo sia con te, sia con i suggerimenti di Mattia, devo dire che se in questo caso foste pazzi bipolari potreste dire di essere bipolari come i diodi :)

19 Commenti

Commenta la notizia:
  • Scusate,ma anche avendo uno sfondo nero/scuro,si spera che l 'utilizzatore non stia fermo bloccato x minuti,ore,sempre nella facciata dove vi è lo sfondo...in uno smartphone ci sono mille " facciate" di altro colore ( e-mail,what's up,navigazioni varie, giochi, social, e tante altre in cui lo sfondo nero non compare...

  • Enzo 31-ott-2015 Link al commento

    Accidenti lo schermo che si invecchia e ingiallisce proprio come la carta. Questi display hanno un fascino retrò.
    Scherzi a parte è il telefono che deve essere al servizio dell'uomo e non viceversa. Cambiare spesso la disposizione delle icone ecc.. Dio ce ne scampi. Io personalmente preferisco usare il telefono nel modo più pratico per le mie esigenze. Poi finché dura dura e quando smette di servirmi a dovere lo cambio. Non è un discorso di sfrenato consumismo, è un invito a goderci un po' di libertà dai trip mentali. Tanto con tutto questo mercato in continua evoluzione probabilmente avremo già cambiato telefono prima che questo inizi a darci seri problemi. Quindi perché fasciarci la testa prima di cadere? Ok ogni tanto i produttori fanno di queste gaffe, Amoled non è la prima e non sarà neanche l'ultima, dispiace a noi, ma probabilmente dispiace anche a Samsung. Purtroppo spesso ci vuole tempo e uso per scoprirle, non sempre vengono fatte con dolo allo scopo di poterci poi rifilare poco dopo la loro "nuova" tecnologia che hanno già pronta nel cassetto da un pezzo.

  • Ma l'htc One M9 nella foto l'avete messa solo perché è lo smartphone più bello sul mercato dato che monta un pannello super LCD....?

  • Non è che le case prima ci promettono una nuova tecnologia e poi vengono fuori questi difetti per convincerci a comprare qualcosa di nuovo ?

  • Come sempre consigli molto utili soprattutto per chi possiede uno schermo a LED, tuttavia si tratta di accorgimenti che se adottati possono aumentare la vita di uno schermo ma non ne ridurranno la vulnerabilità. Il LED, per quanto possa essere in uno schermo AMOLED, è sempre un diodo emettitore di luce e risente quindi della capacità parassita, inoltre se non ricordo male i LED hanno una durata in ore che diminuisce all'aumentare della temperatura di giunzione, ed essendo la scala delle temperature espressa in forma logaritmica a base 10, basta aumentare di poco la temperatura del led per diminuire l'aspettativa di vita del LED stesso. La luce ha una temperatura di esercizio, se non ricordo male, intorno ai 16000 mila gradi, se non ricordo male espressi con la scala Kelvin, ed è la radiazione luminosa che ha la temperatura più alta. A quella temperatura l'aspettativa media di vita del LED è intorno alle 1000 ore quindi dalle mie reminiscenze mi sento di confermare questa durata calcolata da UniversalDisplay anche se poi effettivamente, nella media, si conserva una qualità e quindi un flusso luminoso accettabile fino intorno alle 10000 ore ma se uno si accontenta si può andare anche un po' oltre. Certo sarebbe impossibile per un LED che mantiene la luce durare fino a 900000 ore anche se devo dire che calcoli fatti, se Dio vuole sarebbe bello se tutti potessimo vivere 900000 mila ore in buona salute, calcolando che un anno è composto da 8760 ore, significherebbe che bisestili inclusi, staremmo bene tutti più di 100 anni :)

    • hai sbagliato blog, qui si parla di smartphone Android, non di fisica quantistica! :D

      •   27
        Mauro 26-ott-2015 Link al commento

        .

      • Ecco un'altra battuta, questa almeno è simpatica, sa di un senso di ilarità più sano. Del resto anche se sono di media statura non vedo giganti intorno a me

      • Marco per rispondere alla tua osservazione, purtroppo i LED per fare la luce, come hai correttamente detto hanno bisogno di un po' di fisica quantistica. Poi noi informatici abbiamo fatto Android ed insieme agli elettronici abbiamo realizzato questi schermi. Tutto si basa sulla fisica, altrimenti all'università non mi avrebbero fatto fare l'esame di fisica :)

  • Io uso pixel battery Saver per spegnere alcuni pixel e risparmiare batteria

  • Questi erano i problemi dei vecchi display oled...ora con i nuovi display ultra definiti sarà molto dura vedere un degrado...

  •   27
    Mauro 23-ott-2015 Link al commento

    .

    • Ciao Mauro, hai ragione sembriamo dei pazzi bipolari! Diciamo che sfruttare uno sfondo nero dà sicuramente un po' di respiro alla batteria dello smartphone, ma allo stesso tempo è bene prendere in considerazione anche gli eventuali aspetti negativi, in questo caso una degradazione dei pixel più visibile, dato il constrasto tra quelli rimasti spenti a lungo e quelli invece illuminati delle iconde delle app, etc. Come al solito la verità sta nel mezzo, puoi continuare ad utilizzare uno sfondo nero, magari alternandolo ad immagini più colorate e spostando di tanto in tanto la disposizione delle icone delle app.

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