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Com’è fatto uno smartphone?

Grazie ad Internet ed i sui infiniti contenuti, oggi chiunque è in grado di trovare informazioni su quello che cerca. Noi di AndroidPIT ci impegniamo a proporvi ogni giorno articoli interessanti per ogni gusto: dalle ultime novità tecnologiche ai più svariati consigli, dal guidarvi nei vostri acquisti alle migliori applicazioni (anche porno!, NSFW). In questo articolo entreremo nel cuore dei nostri smartphone, illustrandovi tutti i materiali di cui sono composti.

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Ecco come sono fatti i nostri smartphone! / © ANDROIDPIT

I nostri amati dispositivi contengono diversi elementi fondamentali, ognuno con le proprie funzioni e, ovviamente, composti da materiali diversi. I produttori di smartphone hanno diversi approcci nella realizzazione (in “casa” o da parte di terzi) dei loro dispositivi, ma i materiali che troviamo all’interno sono praticamente gli stessi. Vediamoli nel dettaglio!

Schermo

Gli schermi capacitivi sono costantemente attraversati da un flusso di elettroni sulla superficie; quando le nostre dita o materiali conduttivi come i pennini speciali vengono a contatto con lo schermo, verranno calcolate le coordinate del tocco in seguito alle variazioni di questo flusso. È grazie all’indio e allo stagno in combinazione con l’ossigeno che si genera un ossido in grado di trasportare l’energia elettrica nei nostri schermi capacitivi.

Il vetro utilizzato nella maggior parte degli smartphone è un alluminosilicato, formato dalla combinazione di ossido di alluminio (Al2O3) e ossido di silicio (SiO2). Un metodo che serve a renderlo più resistente ad urti e graffi, grazie agli ioni potassio. La tecnologia Gorilla Glass implementata in diversi smartphone Android deve il suo successo proprio alla sua capacità di “spingere” il potassio molto in profondità.

I colori sullo schermo sono prodotti grazie ad alcuni "terre rare", così come i filtri UV. Tra questi materiali troviamo: ittrio, lantanio, terbio, europio, disprosio, praseodimio e gadolinio. Sono tutti componenti che esistono sulla terra in minime quantità, e che se attivati col terbio ​​emettono il colore verde, blu o blu-ultravioletto.

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Le batterie contengono litio. / © ANDROIDPIT

Batteria

Che si tratti di polimero o di ioni, il principale elemento usato per le batterie è il litio. Questo viene combinato con altri materiali come il cobalto, il carbonio, l’alluminio e l’ossigeno. Tale procedura è necessaria per la creazione di anodi e catodi nella batteria. Nello specifico, l’ossido di cobalto e litio forma il polo positivo, mentre la grafite (carbonio) il polo negativo. La batteria è racchiusa in un composto di alluminio.

Componenti elettrici

Il rame è uno dei materiali principali, in quanto è presente in tutta la circuitistica interna degli smartphone. Questo assieme ad oro e argento (circa 300 mg in totale per ciascun metallo prezioso) formano i componenti microelettrici attraverso i quali le informazioni vengono trasmesse. Il tantalio è un altro materiale presente nei conduttori e, soprattutto, nei condensatori dei dispositivi.

Il nichel è presente nel microprocessore così come in molti altri componenti. Neodimio e gadolinio costituiscono gli elementi magnetici dell'altoparlante e del microfono, mentre disprosio, praseodimio e terbio compongono l'unità di vibrazione.

Nel microprocessore troviamo anche il silicio, la cui ossidazione non conduce elettricità, ed è utilizzato per alcune zone del chip non conduttive. Nelle zone conduttive si trova in aggiunta arsenico, fosforo, gallio o antimonio (tutte sostanze velenose per un essere umano).

Infine, nella saldatura sono presenti stagno e piombo in quantità diverse.

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Smartphone in plastica? Samsung ne sa qualcosa! / © ANDROIDPIT

Cover e scocca dello smartphone

Il magnesio è coinvolto nella realizzazione di alcune cover, così come il bromo, il nichel e il carbonio. Il nichel serve ad evitare interferenze elettromagnetiche, mentre il bromo a conferire una certa resistenza al fuoco e al calore. Negli smartphone in materiale plastico, il componente principale, come potete immaginare, è il petrolio.

Coltan – il “diamante insanguinato” dell’hi-tech

Fino ad ora abbiamo elencato i principali materiali di cui sono fatti i nostri smartphone, elencandoli in base ai componenti in cui sono necessari. Allora perché dedicare una sezione intera al Coltan? Prima di tutto dovete sapere che il Coltan è una miscela di due minerali, columbite e tantalite, ed è indispensabile per l’industria hi-tech, non solo negli smartphone, ma in ogni dispositivo che richiede l’uso di condensatori ad alta capacità e dimensioni ridotte (quindi computer, console e tanto altro).

In particolare questo materiale viene impiegato nei chip di ultima generazione per ottimizzare i consumi energetici, garantendo un risparmio energetico non indifferente. Purtroppo si tratta di un minerale molto raro in natura, i cui principali giacimenti si trovano in Congo e Brasile. Ed è proprio dal Congo che emerge una realtà sconcertante riguardo il Coltan, dove i proventi del commercio semilegale attuato dalla guerriglia che controlla le province orientali alimentano la guerra civile in questi territori.

Parleremo in modo più approfondito del Coltan e delle sue implicazioni nel prossimo articolo, rimanete sintonizzati!

(Originariamente di Daniel Viejo)

3 Commenti

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  • Notizia molto interessante e dettagliata complimenti. L' ambiente sta cadendo a pezzi nell' arco di poche migliaia di anni a causa dell' inquinamento enorme che si sta accumulando nella biosfera. C'è bisogno di vere tecnologie, ormai i mezzi per spingere ci sono. Tecnologie che utilizzano materiali molto più ecologici con un efficiente sistema di riciclo (quello attuale è insufficiente). Se questi problemi non si risolveranno alla svelta tutto quello che c'è ora cambierà radicalmente con probabile morte di miliardi di persone.
    Diverse parti del telefono ormai si possono sostituire con materiali ecologici, così i pc e le tv. Le persone pensano che usare il legno e fare bioplastiche porta alla deforestazione. Ma in realtà si avvierebbe un programma di seminazione di alberi in tutto il mondo ampliando le foreste, per ogni albero abbattuto 100 saranno messi. In questo modo saranno le foreste a decretare la produzione e non i prezzi del petroliere. Troppi alberi abbattuti richiede tantissimi alberi piantati di nuovo.
    Le scocche potrebbero già sostituirle e invece tutto tace. Così per i vestiti, ci sono altri materiali molto più eco rispetto al cotone, le macchine a idrogeno e via dicendo... (stavo divagando)

  • Ma pensa te... Davvero bell'articolo... Su focus avevo letto di aziende che puntano ad estrarre i minerali nello spazio... Perché da queste parti siamo a corto... Il futuro é la fuori😁😁

    • Mattia Mercato
      • Mod
      • Blogger
      26-feb-2015 Link al commento

      Grazie per il contributo!
      Senza alcun dubbio si tratta di una possibile soluzione per il futuro, un lontano futuro. Oltre all'abbassamento dei costi dei materiali così recuperati mi alletta l'idea delle nuove tecnologie che dovranno essere create per una così titanica impresa: pannelli solari, robot e via dicendo.
      O magari potremmo trovare qualche razza aliena da schiavizzare in miniere spaziali ...

      ste

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